lunedì 14 luglio 2008

Tricastin, le negligenze del nucleare


In un'intervista pubblicata sabato 12 luglio su La Stampa, Walter Ambrosini, professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dell'Università di Pisa, esprimeva la sua soddisfazione per il livello di sicurezza della centrale nucleare di Tricastin: "Io dico che il nucleare è una tecnologia sotto controllo, certamente più di molte altre. Il problema, a Tricastin, è stata la seconda tanca non in funzione. Ma c'era la seconda tanca. Ciò significa che erano state progettate barriere multiple, che c'è una difesa in profondità."

Ecco invece, riportato dallo Spiegel cosa scrive il Süddeutsche Zeitung:
"Nell'impianto nucleare di Tricastin mancava un pezzo nell'attrezzatura utilizzata per impedire il versamento dei liquidi. Tecnicamente è un requisito di minima che qualsiasi stazione di servizio possiede. Incidenti come questi non dovrebbero accadere"

e il Die Tageszeitung:
"Come di consueto, le procedure operative standard dell'industria nucleare sono una catastrofe. Le autorità informano la popolazione con 12 ore di ritardo. In definitiva si è trattato di un normalissimo incidente nucleare: insabbiare, distogliere l'attenzione, prendere tempo. "

La commissione per la ricerca e l'informazione indipendente sulla radioattività (Criirad)- che dal 2002 registra nel sito Tricastin livelli di radioattività fino a 28 volte superiori a quello naturale - invece ha parlato di ripetute negligenze, inaffidabilità nella gestione della sicurezza (quello del 7 luglio è solo l'ultimo di un numero crescente di incidenti), vaghezza nel riferire (l’utilizzo dell’unità di misura della massa, in grammi, invece di quella della radioattività, cosa che non rende conto dell’ampiezza della fuga).

Nel frattempo si scopre anche una gestione un po' "superficiale " delle scorie: più di 700 tonnellate di scorie sotterrate, soggette all'erosione dell’acqua e a fughe di materiale radioattivo. Tasto dolente del nucleare, quello della gestione delle scorie, di cui sappiamo qualcosa anche noi. Nel 2000, a Saluggia, a causa dell'infiltramento della Dora nell'area, si rischiò che plutonio e uranio si riversassero nel Po. Dallo scorso anno, invece, è stata registrata una perdita di acqua contaminata della piscina che sta inquinando le falde superficiali della zona.

La mancanza di trasparenza nella gestione degli incidenti e nello smaltimento delle scorie desta legittimi sospetti sull'affidabilità del settore.
Nel suo rapporto sullo stato dell'industria nucleare, Mycle Schneider denuncia una profonda crisi di competenze: "First studies indicate that deficiencies in maintaining knowledge at state-of-the-art levels and a subsequent degradation in education and training of operating personnel may endanger the safe operation of nuclear installations."

Tutto questo è ancora più inquietante sapendo che se l'Italia tornerà al nucleare, gli impianti nucleari saranno coperti dal segreto di stato, in base al nuovo regolamento governativo.

2 commenti:

Walter Ambrosini ha detto...

Come risulta chiaramente dalla lettura della intervista rilasciata a La Stampa, la mia sottolineatura riguardava la severità dei controlli. Non è una difesa di parte.

In particolare, alla domanda, postami telefonicamente, se la chiusura di quella parte dell'impianto (e non della centrale, come invece si è titolato) da parte dell'ASN francese volesse significare una sconfessione del nucleare, ho risposto che invece mi pare una dimostrazione di severità, ovvia e necessaria nel settore nucleare.

Sottolineo che si dovrebbe essere soddisfatti che nel settore nucleare si prendano provvedimenti severi quando necessario. Questo non significa attendersi che tutto sia sempre trasparente da parte di tutti, come non lo è in alcun settore delle attività umane; ma almeno ci si prova e ci sono Enti preposti a controllare. Per mia esperienza, nel settore nucleare si è obbligati a dichiarare anche le negligenze minime, cercando di far circolare le informazioni e l'esperienza operativa in modo da non ripetere gli errori.

Questo era il significato del mio intervento.

Cordiali Saluti,

Walter Ambrosini

bourbaki ha detto...

grazie del chiarimento, è un piacere ospitarla sul blog