mercoledì 28 aprile 2010

Nucleare: entro tre anni cosa?

Dopo gli accordi con la Russia forse sarà in arrivo una campagna di spot pubblicitari per convincerci della bontà del nucleare. Mettiamo da parte gli aspetti ideologici e gli aspetti legati alla sicurezza delle centrali. Imboccheremo la strada del nucleare anche sull'onda della pubblicità. Pubblicità, che è l'anima del commercio, non discussione su dati, scenari. La pubblicità è l'anima di questa politica. Ve li immaginate questi spot? Ci faranno vedere cieli blu, prati verdi - certo, l'energia nucleare è a zero emissioni - qualche famigliola che fa pic-nic all'ombra di un reattore?

Quel che bisognerebbe discutere invece è se le centrali nucleari convengono, quanto costano realmente. Le esperienze inglesi dicono che senza il sostegno pubblico si tratta di una forma di energia non competitiva. La British Energy, che gestisce gli impianti inglesi, è stata segretamente finanziata con denaro pubblico. Il reattore finlandesedi Olkiluoto di terza generazione ancora in costruzione è diventato il caso di studio di tutto ciò che può andare storto nella costruzione degli impianti nucleari: ritardi legati ad aspetti chiave della sicurezza; lievitazione dei costi; un pasticcio di sussidi di stato nascosti (ancora un problema di scarsa trasparenza della gestione dei finanziamenti). Nel dicembre del 2006, dopo soli 16 mesi di costruzioneil reattore era già indietro di 18 mesi. Doveva entrare in funzione nel 2009, forse verrà terminato nel 2012. Pare che alla fine il progetto andrà fuori budget di circa 1.5 miliardi di euro (il 50% in più di quanto previsto) ed è un'impresa sostanzialmente in perdita. Stessi problemi di ritardo e budget per il reattore francese in costruzione a Flamanville.

E sappiamo tutti che la strada del nucleare è a senso unico? Che una volta imboccata non converrà tornare indietro perchéil decomissioning dei reattori è altrettanto costoso quanto la loro costruzione?

E sappiamo anche che le centrali nucleari sono divoratrici d'acqua? Anche questo è un problema per i nostri fiumi che in estate soffrono la siccità.

E poi c'è il problema delle scorie. Dove si metteranno? In UK esiste una regola semplice della Royal Commission on Environmental Pollution per la quale non possono essere costruiti nuovi impianti nucleari se prima non viene identificato un sito di stoccaggio. E' una regola di trasparenza e onestà, perché si tratta di una decisione che non può essere lasciata in mano ad un industria privata o rimandata sulle spalle delle generazioni future. Allora non vi sembra patetico che un governo affronti pubblicamente questo tema enorme e controverso ricorrendo alla pubblicità?

1 commento:

uniroma tv ha detto...

Berlusconi annuncia il ritorno nucleare in Italia. Cosa ne pensano gli studenti? Il servizio di UniromaTv:
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