martedì 13 novembre 2007

E la nave va

13russiabird388


Tre volte il fé girar con tutte l'acque,
Alla quarta levar la poppa in suso ,
E la prora ire in giù, com' altrui piacque
Infin che il mar fu sopra noi richiuso

(Inferno XXVI, Dante)

I venti soffiano a 108 Km/h, onde alte 5 metri. Domenica di tempesta a Porto di Kavkaz, nel Mar Nero.
L'equipaggio è a poppa, non si sta molto tranquilli su una nave costruita per risalire il Don e il Volga.
A Port Kavkaz, nello Stretto di Kerch, il petrolio viene trasferito dalle navi da mare a quelle da fiume. Quando arriva una tempesta marina, non tutte ne sopportano la forza.
Nel Mar Nero galleggia una flotta da tempo inserita nella black list della UE, le petroliere russe sono ai primi posti tra quelle a cui è vietato l’accesso nei porti europei.

Domenica 11 novembre, la VolgaNeft-139 ancorata al Porto di Kavkaz si spezza in due: un carico di 4000 tonnellate di greggio. Intanto al largo di Porto Kavkaz affondano altri 4 cargo, portandosi in mare zolfo ed altro petrolio.

E i numeri del disastro sono impressionanti:
2000 le tonnellate di petrolio finite in acqua;
almeno 30.000 gli uccelli morti;
12 i km di costa invasi dal petrolio e le coste basse che degradano nel mar Nero favoriscono la penetrazione del petrolio verso l'entroterra; a rischio l'ecosistema del delta del Danubio, dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, e il mar Egeo.
Cinque vittime tra gli equipaggi, 20 dispersi.

Nessun commento: