venerdì 28 dicembre 2007

Copyleft sul genoma

Dna
Mentre in UK e in Francia pensano di togliere internet ai pirati che surfano le onde del web,
Nature ha da poco annunciato che rilascerà
sotto licenza Creative Commons (Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike)
tutti gli articoli scientifici che per la prima volta pubblicano sequenze primarie di organismi viventi.
Mentre i dati genomici sono già depositati su database accessibili, ora lo saranno anche gli articoli scientifici.
La decisione di Nature, che formalizza ciò che era già largamente praticato (gli articoli riguardanti il genoma sono da tempo liberamente consultabili sul suo sito) permetterà di distribuire, condividere e modificare i dati, previa indicazione dell'autore, purché non a scopi commerciali.


Un passo importante in un campo dove il discorso sul copyright è assimilabile a quello dei brevetti del software. E un passo in direzione della visione Science Commons auspicata dal Biological Materials Transfer Agreement Project per la quale ciascun ricercatore e individuo possa decidere il livello di diffusione del suo pacchetto di dati genetici; insomma l'idea di estendere anche al campo delle biotecnologie il concetto di bene comune applicato al software libero.

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