sabato 21 giugno 2008

L'ombra del dubbio

L'ombra del dubbio è l'ultimo libro, in uscita in questi giorni nelle librerie (Sironi editore), di Renzo Tomatis, scomparso lo scorso settembre.

Sono amico di Renzo Tomatis ma, accingendomi a dirne, vedo che di lui, così schivo, io so ben poco. So che è nato a Sassoferrato nel 1929 da padre torinese e madre triestina. So che è laureato in medicina e, per alcuni anni, ha svolto attività scientifica e didattica in un istituto dell'Università di Torino, dedicandosi soprattutto a ricerche sulla silicosi e sul cancro. [...] si trasferì a Chicago dove è rimasto fino al '67 occupandosi di culture in vitro e soprattutto di cancerogenesi sperimentale. Tornato in Europa, si è stabilito a Lione (ndr alla direzione dell'AIRC)[...]. So che ha moglie, un bambino, una casa a Trieste e un'ottima reputazione internazionale di studioso. (Prefazione di Giulio Maccacaro a La ricerca illimitata, Feltrinelli, 1974)

In Italia, Tomatis si giocò la carriera raccontando nel suo primo romanzo- ancora attualissimo- Il laboratorio (edito da Einaudi nel 1965 e ripubblicato da Sironi nel 2005) i soprusi dei baroni, le ingiustizie brucianti e i concorsi truccati nel mondo della medicina.

Nel terzo romanzo, Il fuoriuscito (Sironi editore, 2005) , c'è la geografia della sua carriera: la laurea a Torino, il primo lavoro svolto gratuitamente e poi l’ingresso in un centro di ricerca a Chicago, dove matura il disgusto per un mondo libero all'apparenza ma che in realtà è subdolamente intrecciato agli interessi dell'industria. Anche il ritorno in Europa alla direzione di un centro internazionale non è semplice. Tra mille incomprensioni, ostacoli, gelosie, il protagonista, perdente, finisce con l'abbandonare la ricerca.

Alla Chicago degli anni '50-60 Tomatis ritorna con i quattro racconti de L'ombra del dubbio: storie di vita di ricercatori di ogni nazionalità attratti dalla ricchezza della scienza americana e dalla possibilità di fare carriera, o dalla necessità di fuggire dai propri paesi d'origine; e storie, ancora più dure, di chi non viveva nel mondo privilegiato dell'università, come un minatore italiano o un cuoco serbo. Il dubbio che serperggia è quello che la scienza non sia del tutto trasparente e disinteressata, votata alla ricerca della verità e del progresso.


Sono disponibili in rete alcuni interventi di Renzo Tomatis sul ruolo della scienza nella società, apparsi sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione.

Oggi, grazie ai finanziamenti delle multinazionali, discipline dal futuro brillante - come la biologia e la genetica molecolare -puntano a blindare l'individuo nei confronti dell'inquinamento ambientale. In questo modo, i ricercatori possono beneficiare dei fondi per le ricerche che vanno in questa direzione, le industrie che immettono cancerogeni nell'ambiente possono continuare a inquinare e a fare i loro affari e le multinazionali farmaceutiche possono vendere i kit diagnostici e le terapie sviluppate dai ricercatori, ricavandone profitti. E' un meccanismo da cui tutti traggono vantaggio, a parte chi si ammala di cancro. (Tuttoscienze, 2005, Intervista a Renzo Tomatis di Stefania Maurizi)

Renzo Tomatis se ne è andato il 21 settembre dello scorso anno, anche lui colpito dal cancro.

1 commento:

Antonio Cracas ha detto...

Hai fatto bene a darci la dritta. Leggerò qualche suo libro.

Ciao
Antonio