venerdì 13 giugno 2008

Paraskavedekatriaphobia


Venerdì 13. Qualcuno rimanda la partenza del viaggio, qualcuno evita di concludere affari.
Paraskavedekatriaphobia, paraskavedekatriaphobia è la paura irrazionale del venerdì 13. Negli States colplisce tra i 17 e i 21 milioni di persone, con una perdita stimata di $800-$900 milioni di dollari perché la gente preferisce starsene chiusa in casa. La ragione per cui esiste è spiegato sul National Geographic.

E' la combinazione di due fattori che fa scattare il corto-circuito nel nostro cervello: il 13 e il venerdì. Il 13 perché è il fratello sfortunato di un numero baciato dal sole: il 12. Dodici i mesi dell'anno, 12 i segni dello zodiaco, 12 gli déi dell'Olimpo, 12 gli aspostoli di Gesù. Il tredicesmo che sieda a tavola (il tredicesimo commensale dell'Ultima Cena era Giuda, il Traditore) o sia in compagnia (le streghe nell'antica Roma si riunivano in 12 per i loro sabba, il tredicesimo era il diavolo), non è mai ben visto. E non ebbe certamente un'idea brillante chi battezzò con il nome di Apollo 13 una missione sulla luna, condannandola ad uno sfortunato destino.

Venerdì perché Gesù fu crocifisso di venerdì, Eva tentò Adamo il venerdì (pare), Caino uccise Abele venerdì 13.

C'è un rimedio al destino infausto che aspetta questa data per svelarsi?
Dossey, fondatore dello Stress Management Center and Phobia Institute in Asheville, North Carolina dice:
"What you think about, you begin to feel. What you feel generates what you do. And what you do creates how you will become."

La soluzione sembrerebbe facile, basterebbe associare il 13 ad un evento fortunato, come il tredici del totocalcio, e prendere a calci la sfortuna o almeno allontanarla fino a venerdì 17.
In caso contrario non resta che aspettare che la luce di domani porti la sua ventura, buona o cattiva.

1 commento:

Antonio Cracas ha detto...

Non credo alle date fortunate o sfortunate, forse perché non ci faccio caso.

A presto.
Antonio