mercoledì 25 febbraio 2009

A cavallo della scopa

di Filippo Testa

<< Tutti sulle scope>>

  dal film Miracolo a Milano (Vittorio De Sica1951)

                                                                Miracolo a Milano è un film che disintossica fotogramma dopo fotogramma... in quel tempo il miracolo economico era ancora da venire, c'era solidarietà (almeno tra poveri diavoli), la via Gluck non era ancora catramizzata, non si rischiava l'intubazione nasogastrica e Berlusconi era un monello come tanti...

lunedì 23 febbraio 2009

La cacciata dei baroni?

Là dove nessuna riforma ha osato (o potuto) addentrarsi sono arrivati i conti in rosso. E così, un migliaio di professori universitari prossimi ai 70 anni si è visto recapitare una lettera: il 31 ottobre andrete in pensione. Stesso discorso per gli over 70 che avevano ottenuto una proroga di due anni. A casa pure loro. (La Stampa)

Nell'Università della terza età:

Il caso di Torino è emblematico [anche per il numero di precari, nda]: a Medicina è in atto una guerra sotterranea tra settantenni che non vogliono perdere il posto, e associati che sognano di scalzarli. A 60 anni. (La Stampa)

Riusciranno i nostri nove a godersi una meritata pensione?

Danzando con la scienza

Avete presente quegli strampalati colloqui di lavoro in cui immancabilmente arriva la domanda:"Ma lei come spiegherebbe al primo che incontra per strada il succo della sua tesi?"  

Toglietevi dalla testa di rispondere che al primo che vi capita sotto mano piuttosto chiedete dov'è finita la via che vi sta sgusciando da sotto i piedi. Ecco invece come potrebbe andare la faccenda, se la vita fosse un musical.



In ordine di apparizione: il sole, la vitamina D, le cellule beta presenti nel pancreas.


Tesi: l a vitamina D, che si forma grazie all'esposizione ai raggi solari, potrebbe favorire la secrezione di insulina nelle cellule beta, e quindi essere un fattore protettivo contro il diabete.

Conclusions: Vitamin D and beta-cells are walking on sunshine.


E poi dicono che la scienza è arida... se avete una tesi di dottorato da presentare, contattate Bolle.

Ah, il mio preferito è questo favoloso pezzo sui pattern di attivazione cerebrale indotti dalla declinazione dei verbi irregolari e regolari, ma anche Physics Tango non è male. Oh, sshh...non fatelo sapere a Gabriella Carlucci!


sabato 21 febbraio 2009

The sexy job in the next 10 years

Ricordate Truffaut, Jules e Jim?

 

Ma allora cosa posso fare?

Il curioso.

Non è un mestiere.

Non è ancora un mestiere. Viaggi, scriva, traduca, impari a vivere dovunque e cominci subito. L'avvenire è dei curiosi di professione. Troverà sempre un giornale che paghi le sue scappatelle.

 

Sarà che i tempi sono cambiati, che  l'ambiente giornalistico è chiuso e autoreferenziale, ma ora i curiosi non bussano più alle porte dei giornali.  Hal Varian, alla guida del settore economico di Google, in un'intervista al McKinsey Quaterly - rivista della società di consulenza manageriale Mckinsey &Company  - ha spiegato che il  lavoro più interessante dei prossimi 10 anni sarà quello dello statistico:

 

I keep saying the sexy job in the next ten years will be statisticians.

The ability to take data--to be able to understand it, to process it, to extract value from it, to visualize it, to communicate it--that's going to be a hugely important skill in the next decades, not only at the professional level but even at the educational level for elementary school kids, for high school kids, for college kids. Because now we really do have essentially free and ubiquitous data. So the complimentary scarce factor is the ability to understand that data and extract value from it.

venerdì 20 febbraio 2009

This is Zed's pelvis!


Scava, scava. Scava via di qui.

Zed, il mammuth i cui resti sono stati rinvenuti durante lo scavo per un parcheggio presso il Los Angeles County Museum of Art. Probabilmente andrà a finire al Page Museum dove sono esposti tutti gli scheletri trovati nella zona di La Brea Tar Pits: tigri dai denti a sciabola, bradipi e formichieri preistorici, mastodonti e mammuth. Enormi pozze di bitume da migliaia di anni intrappolano animali di tutti i tipi, nel pieno centro di Los Angeles. Bitume. Intrappolati. Animali di ogni tipo.

Universo precario

L'incidenza dei lavoratori precari sul totale dell'occupazione è stimata al 12.2%, mentre la
media nazionale del personale di ricerca precario nei nostri atenei si aggira sul 52%.

Numeri quasi ufficiali di un'indagine condotta nelle due facoltà di medicina dell'università di Torino dicono che lì ben il 70% del personale impegnato nella ricerca è precario.

Contrasti cinesi


Jiutang Elementary School, nella ricca provincia del Guangdong.

Progetto per il nuovo futuristico centro urbano di Huaxi, a pochi chilometri dalla città di Guiyang, nel sud-ovest del paese: terrazze per la coltivazione del riso e grattacieli dalle forme fantasiose

martedì 17 febbraio 2009

La giornata del gatto

Hanno una festa il 17 novembre ( i gatti neri), un'altra il 17 febbraio e tra un po' colonizzeranno tutto il calendario. Ma d'altronde se vi guardano così:  

Il 17 febbraio è la festa del gatto, di tutti i gatti, anche se non esistono gatti comuni. Capita a volte di aver la fortuna di incontrarne uno e di percorrere insieme un pezzetto di strada, illuminata dagli atomi d'oro che splendono al fondo delle sue pupille.

Caro Darwin,

Tempi di crisi ed anche alla Royal Society ci si chiede se non sia meglio concentrare i finanziamenti a quei settori scientifici che possono dare un concreto contributo allo sviluppo economico: meglio spendere per il Large Hadron Collider per rincorrere il bosone di Higgs e il sogno di contemplare l'universo o meglio spendere per cercare di sfuttare l'energia solare e rompere la dipendenza dai combustibili fossili? Ovvero, i fondi pubblici dovrebbero privilegiare la ricerca applicata capace di dare un ritorno economico?

La risposta scontata è no, ma provate a scrivere un progetto di ricerca per richiedere un finanziamento, ed ecco quello che vi potrebbero rispondere:

Abbiamo inviato il suo progetto ad un panel internazionale di revisori che non hanno lavorato o pubblicato con lei negli ultimi 10 anni. Nonostante il suo progetto presenti un carattere originale [...] la sua richiesta di finanziamento non è stata accettata.

Secondo il primo revisore, il progetto si prsenta come un bizzarro esercizio [...] Il revisore le suggerisce di analizzare con maggiore attenziona la letteratura presente. [...] In merito si esprimono anche dubbi relativi ai costi delle missioni di viaggio [...] ed i risultati scientifici da lei finora ottenuti non garantiscono una buona probabilità di successo.

Il secondo revisore porta in evidenza il fatto che nonostante il principale criterio alla base dei nostri finanziamenti sia l'eccellenza scientifica, la società oggi ci impone di considerare l'impatto economico della ricerca - che non è stato adeguatamente considerato nella sua proposta [...]

Il terzo revisore esprime delle perplessità circa la mancanza di una chiara ipotesi di lavoro alla base della sua ricerca: lei potrebbe finre per perdere il suo tempo insieme al nostro denaro. Questo approccio alla ricerca è fortemente sconsigliato perché inevitabilmente la condurrebbe a pubblicazioni accettate solamente su riviste specialistiche di basso impatto, o peggio ancora pubblicabili solo in forma monografica. Siccome la nostra agenzia è giudicata sulla base di una produzione scientifica misurata dall'impact factor delle pubblicazioni, queste perplessità si configurano come un argomento fortemente negativo [...]

Ma ho dimenticato il pezzo più divertente:

As referee three has pointed out, one obvious implication of your proposal might be that diverse life forms are derived from each other, which has the potential of challenging widely held beliefs in society. Referee three has therefore pointed out the need to balance such a view with the alternative concept of creationism. As a publicly funded council we must remain scrupulously neutral on such sensitive matters.

Questa è la lettera che Frank Gannon, direttore della Science Foundation Ireland, ha spiritosamente pubblicato su Nature come possibile risposta di una moderna agenzia di ricerca alla proposta di ricerca di Charles Darwin, che fortunatamente non dipendeva dalle agenzie di ricerca per i suoi progetti.

lunedì 16 febbraio 2009

Le Ali di Dio

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Le Ali di Dio. Adel Abdessemed

12 febbraio - 18 maggio 2009

A cura di Francesco Bonami

 
 

Quanto costa il biglietto?

Quei soldi li do volentieri a una dolce signora che impegna la sua pensione per portare qualcosa da mangiare ai gatti del quartiere. L'arredo vivente più bello della città, e dell'anima. E non si dà arie d'artista.

La storiaccia dei video di Abdel Abdessemed era finita male già l'anno scorso al San Francisco Art Institute, dove le associazioni per la difesa dei diritti degli animali avevano protestato per farla chiudere. Ora la storia si ripropone alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Oh sì, naturalmente c'è chi definisce gli animalisti i nuovi censori dell'arte. E si dice che  "La mostra vuole raccontare, per denunciarla, la violenza imperante sul pianeta, contro gli uomini e anche gli animali. Ma con un linguaggio scarno, feroce, teso a non nascondere la realtà." (La Stampa)

Eppure la verità è ben nascosta in questa farsa crudele che qualcuno non si fa scrupolo a definire "artistica". In un comunicato del San Francisco Art Institute si diceva che per girare i video: "The artist participated in an already-existing circuit of food production in a rural community in Mexico. The animals were raised for food, purchased, and professionally slaughtered. In fact, what causes the controversy is that Abdessemed, an artist, entered this exchange, filmed it, and exhibited it."

I video (sei) si aprono con l'immagine di un animale(un maiale, un cavallo, una capra, un vitello, un capriolo e una pecora) tenuto per una zampa legati ad un muro. Poi si vede un martello - chi lo impugna? - che li colpisce in testa, stramazzare in terra e il video riparte da capo.

Ora si vorrebbe far passare l'idea che il fine dell'artista è documentaristico. Se così fosse però dovrebbe spiegare se gli animali sono morti subito. Quanto hanno agonizzato. Come sono stati finiti. E poi, quanti ne sono stati realmente uccisi Sì, insomma anche le bestie, non se ne stanno ferme e buone ad aspettare che qualcuno gli spacchi il cranio. Avranno cercato di reagire muovendosi, hanno paura anche loro, sentono il pericolo: sembrerebbe che i video siano perfetti. E allora, quanti animali sono stati uccisi prima di ottenere la giusta inquadratura, la giusta luce. Quanti?

Se quella che si vorrebbe denunciare è una crudele pratica messicana, i video la riproducono fedelmente? Quanto è stata cambiata per le esigenze dell'"artista"? Questi poveri animali, sono stati venduti come cibo o per l'"arte" di Abdessemed? Il fatto che queste atrocità avvengano non ci dà il diritto di diventarne i registi, per quanto buone siano le nostre intenzioni.

«Sapevamo che ci sarebbero state polemiche -
aggiungono dalla Fondazione
- ma noi continuiamo a sostenere questo artista e il valore delle sue opere. Perché l'arte ha e deve avere anche una funzione sociale» . Quello che a me pare invece è che questi spettacoli incoraggino l'idea che gli abusi sugli animali, che approfittare della loro docilità e del loro essere indifesi di fronte a noi è una via tutto sommato semplice per guadagnare attenzione e notorietà.