lunedì 16 marzo 2009

Comfortably numb: l'effetto di videogiochi e film violenti

"Un film è qualcosa di molto potente, è una droga, un potenziale allucinogeno. Entra negli occhi, va al cervello, lo eccita. Può essere pericoloso e sovversivo" (Oliver Stone, Dworkin, 1996)

C'è sempre stata grande discussione sull'effetto che film e videogiochi violenti hanno sui nostri comportamenti.
Molte ricerche in passato hanno dimostrato che i media violenti possono desensibilizzare, rendere più passivi alla violenza, far solidarizzare meno con la vittima, facendo percepire la violenza come qualcosa di normale. 

Un nuovo studio probabilmente farà discutere, perché per primo porta l'evidenza che i contenuti violenti di videogiochi e film influenzano il comportamento, rendendo meno disponibili a soccorrere qualcuno che si trova in difficoltà.

Utilizzando attori professionisti, Bushman e Anderson hanno condotto un esperimento che dimostra che bastano 20 minuti davanti ad un videogioco o assistere alla visione di un film violento per essere meno reattivi a prestare soccorso. 

Per studiare l'effetto dei videogiochi, sono stati arruolati 320 studenti (che pensavano di partecipare ad uno studio sulle loro preferenze in fatto di videogiochi) assegnati casualmente a giocare a Carmageddon, Duke Nukem, Mortal Kombat o Future Cop (classificati come videogames violenti)  oppure a Glider Pro, 3D Pinball, Austin Powers o Tetra Madness (classificati come videogames non violenti). Dopo una sessione di 20 minuti di gioco, gli studenti venivano lasciati soli a compilare un questionario composto da 200 domande relative ai loro videogames preferiti.

Nel frattempo in una stanza vicina...

A: Tu me l'hai portata via. Sei un fallito. 
B: Io un fallito? perché sto con la tua ex?
A: Così non devo più avere niente a che fare con tutta questa merda. 
[una sedia viene scaraventata per terra e una porta viene presa a calci] 
[si sente qualcuno lamentarsi]
A: Ohhhh, ti ho fatto male? 
B: la caviglia. bastardo. Me l'hai rotta. 
A: Non ne hai abbastanza?
B: Non posso stare in piedi!
A: ma smettila. 
B: aiutami ad alzarmi. 
A: aiutarti? ma stai schezando! me ne vado via! 
Si sente qualcuno andarsene sbattendo la porta; mentre qualcun altro continua a lamentarsi per il dolore per un minuto e mezzo

La dinamica del litigio è stata architettata in maniera tale che fosse chiaro che l'attore che fingeva di star male fosse solo, e non potesse essere percepita una situazione di pericolo nel soccorrerlo. Uno studio pilota su 40 studenti aveva dimostrato che tutti avevano creduto che il litigio fosse reale.
Terminato il litigio, il tempo di reazione degli studenti-giocatori è stato misurato. Chi aveva giocato con un videogioco violento impiegava un tempo 5 volte maggiore di chi aveva giocato con un videogioco non violento (73 secondi contro 16)

Se dopo 5 minuti non c'era nessuna intervent a soccorso della vittima, il ricercatore che aveva somministrato il questionario rientrava nella stanza in cui c'era lo studente chiedendo cosa era successo. Se lo studente riferiva di aver sentito delle urla, e una lotta gli veniva ulteriormente chiesto di quantificare su una scala da 1 a 10 la gravità di quello che poteva essere successo. I giocatori di videogames violenti erano meno propensi a riconoscere una situazione di gravità.

Un secondo esperimento ha avuto per oggetto gli spettatori di The Ruins (film violento, classificato R) e gli spettatori di Nim's Island (film non violento classificato PG) 
L'esperimento consisteva nel determinare una differenza nel tempo di reazione a soccorrere una giovane donna con una caviglia fasciata a cui scivolavano di mano le stampelle e si sforzava di recuperarle, mentre nascosti alla vista i due ricercatori osservano le reazioni degli spettatori.

In totale sono state osservate 162 persone. Anche se tutti hanno aiutato la donna, chi aveva appena visto il film violento ha atteso più tempo prima di prestare soccorso rispetto agli spettatori del film non violento. Mentre nella stessa situazione proposta prima della visione del film non è stata registrata nessuna differenza significativa di comportamento tra i due gruppi.

Come conlcudono i due ricercatori citando i Pink Floyd, i contenuti violenti dei media ci rendono "comfortably numb".

Reference
 Bushman, B., and Anderson, C. (2009). Comfortably Numb: Desensitizing Effects of Violent Media on Helping Others Psychological Science, 20 (3), 273-277 DOI: 10.1111/j.1467-9280.2009.02287.x 

sabato 14 marzo 2009

Il giorno del pi greco

But a time I spent wandering in bloomy night;
Yon tower, tinkling chimewise, loftily opportune.

Oh, fu dolcissimo. Larissa aveva bisogno di conoscere il valore del pi greco e non ricordava che 3,14. Le insegnai le prime cento cifre che ricordavo a memoria. Ma a lei non bastava e io non sapevo andare oltre. Così decidemmo di studiare cento nuove cifre ogni giorno, per arrivare almeno a mille, da imparare nei momenti in cui eravamo insieme. 
Ogni domenica facevamo una passeggiata fino a un piccolo villaggio, vicino a Cambridge, molto grazioso, e lungo la strada recitavamo gruppi successivi di 20 cifre del pi greco, come se fossero piccole poesie. 

But a time I spent wandering in bloomy night;
Yon tower, tinkling chimewise, loftily opportune.
3, 1 4 1 5 9 2 6 5
                           3 5 8 9 7 9

venerdì 13 marzo 2009

The goddam particle

Disse di non aver esclamato eureka, Peter Higgs.

 Ricordando come elaborò la sua teoria:"It was a gradual realisation that stored in a different part of my memory was something which helped me to understand how to solve what I was worrying about at that time."  Fu un'idea che trovò la sua strada nell'armonia precaria di un mondo che si crea.

 

Il campo di Higgs è un campo invisibile che pervade tutto l'universo, nel quale particelle, ogni particella si muove e ne viene frenata in modo diverso, diventando più o meno pesante. E i grumi che forma questa colla si chiamano bosoni di Higgs. Se non ci fosse, le particelle elementari, quark e leptoni, schizzerebbero alla velocità della luce senza mai combinarsi e formare atomi, materia, stelle, pianeti, noi.

 

Mentre al CERN stanno ancora aggiustando il loro giocattolo rotto, al Fermilab di Chicago dicono di stare per incastrarlo in un angolo, che presto lo vedranno, grazie al Tevatron, il bosone di Higgs. Farà la sua comparsa in un impulso elettronico visibile su di uno schermo , la realtà atomica; mentre il mondo visibile è sempre più massa di dubbi e punti interrogativi.

domenica 8 marzo 2009

La paura e il limite

di Filippo Testa

La paura è ancora lontana dal limite e può dialogare con la speranza, e lo spavento... sì, lo spavento è ciò che si prova quando il foglio superiore si squarcia.

Ernst Junger Il cuore avventuroso 1929

immagine: La persecuzione dei pagani dal film Andreij Rubliov di Andreij Tarkovskij (1969)

venerdì 6 marzo 2009

Dica 73

- Settantatrè. Dica dottore, come sto?
- In condizioni un tantino precarie. 


Il contiamoci dei precari nelle facoltà di medicina dell'Università di Torino ha sgocciolato i suoi numeri definitivi: il 73% del personale di ricerca (che per forza di cose viene impiegato anche nella didattica, anche se non dovrebbe) è precario.  Una soverchiante maggioranza. Nei prossimi mesi si prevede un grande naufragio, giù tra i precari. Le scialuppe di salvataggio, molte delle quali fatte di 1000 euro scarsi al mese, non promettono grande resistenza.

mercoledì 4 marzo 2009

Tutte le metafore del DNA

Il DNA è una realtà oltre la metafora, sostiene David Baltimore, biologo, premio Nobel.

Doppia elica.
Matrice.
Mattone della vita.
Alfabeto della vita.
Libro della vita.
Codice della vita.

Sinfonia della vita.

La ragnatela filata e filatrice del ragno.

Nell'immagine, il DNA di questo blog (da WEB2DNA)

lunedì 2 marzo 2009

La lista della spesa

Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l'amore con niente. Come tutte le creature, pure i gatti sono pratici. (Il gatto in noi, William Burroughs)

  

 La lista della spesa di William Burroughs: Bla bla bla, bla bla bla

Cat Pans

Dry Cat Food

Canned Cat Food

In vendita su Ebay al modico prezzo di 495$

   

domenica 1 marzo 2009

La formula che uccise il mercato

Le consiglio innanzitutto di iscriversi a un corso di logica - Mefistofele in Faust, Goethe 

In analisi logica la copula è la parte della proposizione che connette soggetto e predicato. Per i matematici, è una funzione che permette di descrivere la distribuzione di probabilità congiunta di variabili casuali a partire dalle  distribuzioni di probabilità marginali delle singole variabili, più semplici da ottenere.
 
Quando David X Li, matematico con PhD in statistica, i lavori più quotadi negli US,  arrivò alla JP Morgan Chase, erano gli anni in cui Wall Street e le borse di tutto il mondo si avviavano a diventare quantitative. Matematici e i fisici applicati facevano il loro ingresso nei mercati.

Bond, credit swap default (le  polizze assicurative contro il rischio di default, il rischio che la società emittente un titolo non sia in grado di pagare cedole e capitale). Nuovi strumenti, per far crescere i mercati finanziari, che avevano bisogno di una quantificazione del rischio di default. 
Come fare? Le conseguenze di un default non sono lineari, la crisi di un'azienda, può provocare un effetto domino.  David X Li ebbe una brillante idea. Utilizzò una sola formula, nella quale compare un numero magico, gamma, un numero solo per spiegare la correlazione dei rischi di default e la funzione della copula gaussiana. Semplice, essenziale, elegante.  Bella, perché ha qualcosa di profondo. 
 

La bellezza salverà il mondo.

Poiché i dati storici sui default non sono molti, Li li sostituì con i valori dei credit swap default.  In fondo più il rischio è alto e  maggiore è il costo del premio della polizza. Banchieri, trader, agenzie di ratings: per modellizzare il rischio di default di un titolo non c'è più bisogno di occuparsi delle garanzie offerte dalla società che li emette, basta calcolare la correlazione, gamma, e usare la formula di Li.  

Tutti, investitori, banche, trader, agenzie di rating l'hanno usato: alla fine del 2001 il mercato dei  credit default swaps era d 920 bilioni di dollari, alla fine del 2207 di 62 trilioni di dollari. 


Vennero sette anni di abbondanza e dopo di quelli sette anni di carestia.


C'era qualcosa di strano, nella formula di Li. Qualcosa che non è vero, ma nessuno se ne preoccupava: non tiene conto dei cambiamenti negli anni del livello di rischio, dice che le variazioni dei prezzi sono indipendenti e il prezzo di oggi non influenza la variazione su quello di domani. E poi, piacevolmente, dice che gli eventi estremi sono rari, che i tifoni si scatenano fuori dalle nostre esistenze.


E' scettico sulle previsioni ottimistiche che vengono fatte sulla fine della crisi, il grande matematico Benoit Mandelbrot, uno dei padri della teoria del caos. Ed è stanco anche di sentire le previsioni più cupe. Questa è una crisi diversa da tutte le altre.  Non conosciamo quale tre le mille direzioni il futuro seguirà. Nessuno può prevedere. Ma è sbagliato pensare che sarà breve. 

O forse un bene, la speranza che la tempesta che è arrivata a spazzare le nostre strade passi in fretta.


 

+ Wired:  The formula that killed Wall Street

+ Scientific American:  How fractals can explain what's wrong with Wall Street