lunedì 18 ottobre 2010

Benoit Mandelbrot: la vita spezzata

Benoit Mandelbrot (Varsavia, 20 novembre 1924 – Cambridge, Massachusetts, 14 ottobre 2010)


Traitez la nature par le cylindre, la sphère, le cône, le tout mis en perspective... (Paul Cézanne, 1904)

Clouds are not spheres, mountains are not cones, coastlines are not circles, and bark is not smooth, nor does lightning travel in a straight line. (Benoit Mandelbrot, The Fractal Geometry of Nature, 1982) 

Un frattale è il profilo di un albero spoglio, la forma delle nuvole, i cristalli dei fiocchi di neve, la distribuzione delle galassie nell'universo, il battito del cuore. Il moto incessante e incomprensibile della vita.

 Benoit Mandelbrot è stato uno dei grandi matematici del '900. Di origine ebrea, fu scaraventato dai tempi e dalla guerra a Parigi. Da Varsavia a Parigi e poi a Tulle, a fare l'apprendista in una fabbrica di utensili. In mezzo, studi discontinui. Dichiarava di non conoscere le tabelline oltre il cinque. Ma passò l'esame di ammissione all'Ecole Normale Supérieure che lasciò dopo pochi giorni per l'Ecole Polytechnique. In fuga da Bourbaki.

Insegnò economia ad Harvard, ingegneria a Yale, fisiologia alla Einstein School of Medicine... "Often when I listen to the list of my previous jobs I wonder if I exist"

Era un outsider, tenuto ai margini dalla scienza. Si interessò a un settore fuori moda della matematica, esplorò discipline in cui era visto come uno studioso secondario. Nascondeva le sue idee grandiose nel tentativo di far pubblicare i suoi articoli e riuscì a sopravvivere grazie alla fiducia in lui dei suoi datori di lavoro, la IBM nei leggendari laboratori di Yorktown Heights. Trovò la sua via nella storia del caos.

If you take the beginning and the end, I have had a conventional career. But it was not a straight line between the beginning and the end. (NYTimes)

Come una vita spezzata.

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