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domenica 12 ottobre 2008

Nobel. And the winner is...

Sfumato l'IGNobel per la medicina a John McCain per il suo piano sanitario, è arrivato il momento dei Nobel, quelli veri, delle previsioni non azzeccate della Thomson Reuters - ma in qualche blog i nomi giusti sono stati fatti - e dell'amarezza di chi ha visto sfuggire il premio che vale una carriera scientifica.

Il Nobel per la medicina è andato a Harald zur Hausen per la scoperta del papilloma virus, Luc Montagnier e Françoise Barré-Sinoussi per le loro ricerche sull'AIDS. E Robert Gallo, co-scopritore del retrovirus dell'HIV? non è stato premiato perché la storia della scoperta di questo virus è appassionante come un romanzo in cui lui non è l'eroe buono?

In compenso, la notizia che ha fatto sobbalzare di gioia i sostenitori del movimento open access è che Françoise Barré-Sinoussi ha recentemente pubblicato su Plos ONE, la rivista scientifica online ad accesso libero e gratuito. Un bello spot a favore della libera circolazione delle informazioni scientifiche, perché se Plos One va bene per un premio Nobel, dovrebbe andare bene per tutti - tanto più che Nature e Science sembrano puntare sulle ricerche da IGNobel.

Il Nobel per la fisica invece è andato a tre teorici della fisica delle particelle, venuta alla ribalta della cronaca grazie al Large Hadron Collider: Yoichiro Nambu premiato per "la scoperta del meccanismo di rottura spontanea della simmetria nella fisica subatomica" e Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa premiati per "la scoperta dell’origine della simmetria rotta che predice l’esistenza di almeno tre famiglie di quark."

E il fisico italiano Nicola Cabibbo?
"Kobayashi e Maskawa hanno come unico merito la generalizzazione, peraltro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo" la dichiarazione del presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare.
Eppure leggendo con un po' più di attenzione la motivazione, il premio a K e M è andato per le loro ricerche sulla violazione della simmetria CP (in cui Cabibbo non ha avuto ruolo), mentre N è stato premiato per essere stato il primo a discutere la violazione della simmetria in un contesto teorico in relazione alle interazioni forti.

E' vero che il Nobel viene assegnato a singoli ricercatori, ma tutto sommato premia anche un sistema di ricerca. Inutile lamentarsi, o reclamare l'italianità di un premio - come accaduto l'anno scorso con Capecchi - quando abbiamo un'università si regge che su ricercatori precari (il 35-40% ) che si arrangiano per sopravvivere (non solo professionalmente) e che, nella maggior parte dei casi, non hanno l'indipendenza di seguire un proprio filone di ricerca. K e M avrebbero potuto essere due ricercatori italiani, se l'Italia avesse un sistema ricerca. Inutile lamentarsi quando i concorsi e le assegnazioni dei fondi premiano le logiche di potere anziché di merito.

venerdì 10 ottobre 2008

Huntsville man

Huntsville

Huntsville, Texas?
No, Huntsville, Alabama. Country, tornado e Marshall Space Flight Center.
Quando si rimane a piedi capita di salire su una vettura di cortesia come quella guidata da gente simpatica come Douglas:"Our savings is gone... i nostri risparmi si sono prosciugati, completamente."
"Ma mi piace questo lavoro. Ogni giorno incontro persone nuove e sento storie di tutti i generi, un po' come un barista che ascolta di tutto." Certo i soldi...

Quest'anno il Nobel per la chimica è andato a tre americani. Un milionetrecentomila dollari anche se da dividere in tre rimane una bella cifra. Martin Chalfie, Roger Tsien e Osamui Shimomura sono stati premiati per la scoperta della proteina fluorescente Gfp. "la Gfp venne osservata per la prima volta nel 1962 nella bellissima medusa Aequorea victoria. Da allora è diventata uno degli strumenti più importanti delle bioscienze contemporanee".

Roger Tsien, che lavora a San Diego, University of California, dice di essere stato fortunato. Un ricercatore di nome Douglas Prasher, che lavorava al Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts, aveva scoperto il gene che rende fluorescente l'Aequorea victoria. Prese il telefono, fece il numero del dr Prasher e gli chiese se era possibile avere quel gene. "Yes, sure..."

Martin Chalfie lavora a New York, Columbia University. Dopo aver letto il lavoro del dr Prasher anche lui fece il numero del suo ufficio... "Yes, sure."

Quando ricevette quelle telefonate Prasher sapeva che il suo lavoro al Woods Hole Oceanographic Institution era finito: il suo progetto non aveva più ottenuto i finanziamenti dal National Institutes of Health e così aveva pensato di essere utile a qualcuno. Lasciato il Woods Hole Oceanographic Institution trovò un posto al U.S. Department of Agriculture, poi passò ad un laboratorio che lavorava per la NASA fino a quando il progetto in cui era impegnato venne tagliato per mancanza di fondi.

"... sento storie di tutti i generi, un po' come un barista..."

Un milione trecentomila dollari.
Eccoci arrivati.
Bye Douglas, I mean Dr Prasher.