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sabato 17 gennaio 2009

Miracolo sull'Hudson

Manca ancora qualche giorno al 20 gennaio, ma il Messia è già al lavoro...

giovedì 12 giugno 2008

Barney Greengrass


C'è un posto a New York che compie cento anni. Chi l'avrebbe mai detto. Barney Greengrass aprì nel 1908 all'angolo tra la 113-ma e St. Nicholas Avenue ad Harlem. Nel 1929 si trasferì dov'è tuttora, con le vetrine su Amsterdam Avenue.
Certo. Barney Greengrass è un negozio dove si vendono salmoni, storioni - The Sturgeon King, il re dello storione- merluzzi affumicati e si serve il borscht.
I prezzi sono... 2.25 dollari per un caffé, 10 per uova con salmone della Nuova Scozia.
Oggi, per festeggiare l'anniversario, a Barney Greengrass hanno deciso di tornare ai vecchi prezzi del 1908, quando si frugava nelle tasche per i 15 cents del caffé e si pagava 1.40 per le uova col salmone.
Quando il vecchio Moe, il figlio di Barney, morì, pochi anni fa, il New York Times gli dedicò un lungo articolo: era venuta a mancare una vera icona culturale; le sue storielle, i ricordi, le battute, tutto quel che ha fatto della Big Apple, impastata di tradizioni ebraiche, irresistibilmente unica.

mercoledì 11 giugno 2008

Miller, tutta la mia vita...

Sembra la scena finale di un film. L'amaro bilancio che ci tocca.
Lui è il grande Henry Miller.






Ahh, adesso riconosco. Adesso so dove sono, e chi sono io.
In quel buco di merda di New York, dove sono nato.
Fame, umiliazioni, disperazione, frustrazioni... ogni dannata cosa.
E miseria. In tutte quelle stramaledette strade non c'era che miseria, niente altro che mostruosità.


Certo, era la New York di quando stavo nascendo, quella che non conoscevo ancora. Poi quando ho cominciato a esplorarla era già una città diversa, persino più orribile. E si fa ogni volta peggiore. Oggi credo che sia la città più brutta, lurida, merdosa del mondo.


Quando ero bambino, non c'era nessuna di tutte quelle cose che ci sono oggi- il telefono, le auto...noo, niente. Era piuttosto originale. Qualche palazzo aveva anche i colori. Poi col tempo, per me, è diventata sempre più orribile. Quando penso al ponte di Brooklyn, quando era l'unico ponte...quante volte ho attraversato quel ponte, a pancia vuota, avanti e indietro, per elemosinare qualcosa, mai avuto niente...a vendere giornali a Times Square, a mendicare a Broadway. Ogni tanto tornavo a casa con 10 centesimi.


Non c'è da meravigliarsi se ho avuto tanti di questi incubi in tutta la mia vita. Non so come ho fatto a sopravvivere, a rimanere in me. Anche adesso non so se sono sveglio o sto sognando. Tutta la mia vita mi sembra un lungo sogno attraversato da incubi.