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mercoledì 8 aprile 2009

Quants

A inizio secolo l'aveva detto Henri Poincaré che il mondo è un'equazione differenziale. 

Nel 1973 ci pensarono Black e Scholes a far notare che l'equazione che faceva girare i mercati finanziari era quasi identica a quella che in fisica regola la diffusione del calore. 

Il resto lo fece la fine della guerra fredda con la drastica riduzione della spesa pubblica per gli armamenti e per i grandi progetti scientifici come il Superconducting Super Collider. Il travaso di scienziati dall'accademia a Wall Street fu immediato. Per loro si trattava soltanto di applicare a concetti ben noti un altro linguaggio per accrescere la complessità dei mercati finanziari e aumentare i profitti delle operazioni di borsa. Rocket scientists, come i pionieri dei voli spaziali, scienziati della finanza, analisti quantitativi: quants. 

Per i traders come Warren Buffet bisogna stare in guardia dai geeks che producono formule. I quants ora sono additati tra i responsabili della crisi; i loro modelli non tenevano conto che la finanza, come la storia, come la vita, può essere dominata da eventi rari e imprevedibili. Per Eric Weinstein - un fisico matematico che gestice un hedge fund - la crisi è il frutto di decisioni finanziarie sbagliate, ma non si può negare che l'approccio quantitativo alla gestione del rischio ha portato instabilità mettendo a disposizione strumenti di cui i traders si sono serviti senza capirne le limitazioni. Insieme ad alcuni accademici e Wall Streeters ha lanciato un appello affinché gli scienziati reinventino l'economia finanziaria e le diano dei fondamenti teorici e metodologici tali da poterla definire scienza.

Racconta al New York Times una quantitativa - anonima perchè non autorizzata dalla sua società a rilasciare interviste - che molti dei fisici di Wall Street parlano con nostalgia di scienza. Loro, i quants, si sono venduti l'anima al diavolo. Hanno fatto un patto faustiano e sono diventati parte di un sistema. Creano modelli solo per fare soldi e questo non ha nulla a che vedere con la scienza. Ma non bisogna illudersi: Wall Street non cerca PhD's ma PSD's - poor, smart and a deep desire to get rich- poveri, intelligenti e ambiziosi di arricchirsi. Oggi come prima,making money is the business of business.

London G20-09

Londra, la crisi, i sogni che volano via. 

BanskyCity

 +Banksy: bambina con palloncino su un muro della City

Buon acciaio da Detroit


One dollar, baby. Buy a house for 1 dollar. Con quel che ho nel portafoglio potrei comprarmi un caseggiato intero. Detroit. E dire che qui mi sogno molto meno di una casa. 

Sono tanti gli edifici vuoti e sigillati, i terreni tornati verdi dopo le demolizioni; scheletri di case date alle fiamme dai proprietari per incassare l'assicurazione,o bruciate dai senzatetto nel tentativo di scaldarsi nell'inverno del Midwest. Teatri, alberghi, palazzi, chiese; rovine americane sono gli scatti di Yves Marchand e Romain Meffre. Grattacieli di ruggine, come quello che sovrasta la stazione ferroviaria completamente abbandonata.  

Detroit è la città in cui il tempo scorre come un fiume tra una crisi e l'altra. Fino agli anni cinquanta era ricca, era la capitale mondiale dell'automobile. Costruita a immagine e somiglianza di Henry Ford. Produrre e consumare; è così che ogni operaio costruiva le macchine che poi comprava. La città cresceva, arrivavano immigrati da ogni dove: due milioni di abitanti. E tanti i neri. E tra questi Aretha Franklin, Stevie Wonder: rythm & blues tra una sirena e l'altra.  

Si vede però che certe città vivono solo per lavorare. Negli anni settanta arrivò la crisi petrolifera, poi la concorrenza straniera: le fabbriche chiudevano, migliaia i disoccupati. I ricchi, bianchi, si spostarono nei sobborghi, villa e giardino, armati fino ai denti. Le città si svuotano e arriva il cinema: Robocop, Il corvo - degrado urbano, paesaggio morale...questa è Detroit. La dura vita della Rust Belt. Fino a Grosse Point, dove il fiume Detroit si getta nel lago St. Clair e gli ultimi ricchi di Motor City vivono tra barche e ville di lusso.

domenica 1 marzo 2009

La formula che uccise il mercato

Le consiglio innanzitutto di iscriversi a un corso di logica - Mefistofele in Faust, Goethe 

In analisi logica la copula è la parte della proposizione che connette soggetto e predicato. Per i matematici, è una funzione che permette di descrivere la distribuzione di probabilità congiunta di variabili casuali a partire dalle  distribuzioni di probabilità marginali delle singole variabili, più semplici da ottenere.
 
Quando David X Li, matematico con PhD in statistica, i lavori più quotadi negli US,  arrivò alla JP Morgan Chase, erano gli anni in cui Wall Street e le borse di tutto il mondo si avviavano a diventare quantitative. Matematici e i fisici applicati facevano il loro ingresso nei mercati.

Bond, credit swap default (le  polizze assicurative contro il rischio di default, il rischio che la società emittente un titolo non sia in grado di pagare cedole e capitale). Nuovi strumenti, per far crescere i mercati finanziari, che avevano bisogno di una quantificazione del rischio di default. 
Come fare? Le conseguenze di un default non sono lineari, la crisi di un'azienda, può provocare un effetto domino.  David X Li ebbe una brillante idea. Utilizzò una sola formula, nella quale compare un numero magico, gamma, un numero solo per spiegare la correlazione dei rischi di default e la funzione della copula gaussiana. Semplice, essenziale, elegante.  Bella, perché ha qualcosa di profondo. 
 

La bellezza salverà il mondo.

Poiché i dati storici sui default non sono molti, Li li sostituì con i valori dei credit swap default.  In fondo più il rischio è alto e  maggiore è il costo del premio della polizza. Banchieri, trader, agenzie di ratings: per modellizzare il rischio di default di un titolo non c'è più bisogno di occuparsi delle garanzie offerte dalla società che li emette, basta calcolare la correlazione, gamma, e usare la formula di Li.  

Tutti, investitori, banche, trader, agenzie di rating l'hanno usato: alla fine del 2001 il mercato dei  credit default swaps era d 920 bilioni di dollari, alla fine del 2207 di 62 trilioni di dollari. 


Vennero sette anni di abbondanza e dopo di quelli sette anni di carestia.


C'era qualcosa di strano, nella formula di Li. Qualcosa che non è vero, ma nessuno se ne preoccupava: non tiene conto dei cambiamenti negli anni del livello di rischio, dice che le variazioni dei prezzi sono indipendenti e il prezzo di oggi non influenza la variazione su quello di domani. E poi, piacevolmente, dice che gli eventi estremi sono rari, che i tifoni si scatenano fuori dalle nostre esistenze.


E' scettico sulle previsioni ottimistiche che vengono fatte sulla fine della crisi, il grande matematico Benoit Mandelbrot, uno dei padri della teoria del caos. Ed è stanco anche di sentire le previsioni più cupe. Questa è una crisi diversa da tutte le altre.  Non conosciamo quale tre le mille direzioni il futuro seguirà. Nessuno può prevedere. Ma è sbagliato pensare che sarà breve. 

O forse un bene, la speranza che la tempesta che è arrivata a spazzare le nostre strade passi in fretta.


 

+ Wired:  The formula that killed Wall Street

+ Scientific American:  How fractals can explain what's wrong with Wall Street

martedì 25 novembre 2008

Ehi fratello, hai una moneta da darmi?







They used to tell me I was building a dream

And so I followed the mob

When there was earth to plow or guns to bear

I was always there, right there on the job


They used to tell me I was building a dream

With peace and glory ahead

Why should I be standing in line

Just waiting for bread


Once I built a railroad, I made it run

I made it run against time

Once I built a railroad and now it's done

Buddy can you spare a dime?


Once I built a tower way up to the sun

With bricks and mortar and lime

Once I built a railroad and now it's done

Brother can you spare a dime?


Once in khaki suits, gee we looked swell

Full of that Yankee Doodly Dum

Half a million boots went slogging through hell

I was the kid with the drum


Oh say, don't you remember?

You called me Al

It was Al all the time

Say, don't you remember? I was your pal

Buddy, can you spare a dime?


Say, don't you remember?

You called me Al

It was Al all the time

Say, don't you remember? I was your pal

Buddy, can you spare a dime?

Buddy, can you spare a dime?


mercoledì 15 ottobre 2008

Furore

Americandream

"My God, America's heart is bleeding" e lo dice con le lacrime agli occhi.

Solo un anno fa faceva l'agente immobiliare e viveva bene, con un buon reddito. Questo era prima che arrivasse la crisi del mercato immobiliare. Oggi dorme in macchina, Bonnee, e non è l'unica a Santa Barbara, California: belle spiagge, case lussuose, clima mite, mediterraneo.
Nel suo 4x4, che è diventato la sua nuova casa: l'ha riempito di coperte, ci ha portato i libri, le foto, tutto quello che ha potuto. Come si può stare senza le cose che sono la nostra vita?

La sua vicina si chiama Barbara, 66 anni; cena leggera a base di yogurt. Vive con i suoi labrador, Range e Phoebe. A loro basta qualche carezza, non è che importi di dormire in un parcheggio, anche se la cosa ha i suoi inconvenienti: i bagni pubblici chiudono all'imbrunire, e allora la sera è meglio non bere. Alle sette del mattino poi la sveglia, perché si deve andare via. Solo la sera, dopo le 19, d'accordo con i gestori, si può tornare. E non è facile per chi ha lavorato una vita.

I Miller invece abitano in una piccola roulotte. Padre, madre e due bambini. Stavano bene in Florida, fino a che il lavoro non se ne è andato e loro si sono messi in viaggio per la California, per ricominciare.
Ah, la California è grande certo. Ma se pensate che ci sia posto per tutti, se credete ci sia posto per ricchi e poveri vi sbagliate di grosso.

domenica 12 ottobre 2008

Bernanke e gli hedge funds

Ecco cosa Ben Bernanke, presidente dalla Federal Reserve, pensava tre anni derivati e hedge funds.

Nel corso di un'audizione al Senato ad una domanda del senatore democratico Paul Sarbanes, aveva descritto quanto fossero sicuri e sofisticati e creativi questi strumenti finanziari.

SARBANES: Warren Buffett ci ha avvisato che i derivati sono bombe a orologeria, sia per chi li contratta che per il sistema economico. Il Financial Times ha detto che finora non c'è stata un'esplosione ma il rischio di questa crescita così veloce rimane. Come considera queste preoccupazioni?

BERNANKE: Riguardo ai derivati sono più fiducioso. Io penso che abbiano valore.
Portano al sistema finanziario flessibilità. Riguardo alla sicurezza di questi prodotti, sono scambiati nell'ambito di istituzioni finanziarie sofisticati e tra individui incentivati a capirli e usarli in maniera appropriata. La responsabilità della Federal Reserve consiste nel garantire che le istituzioni abbiano delle buone procedure per assicurare che i portfolio dei derivati sia ben amministrato e non crei un rischio eccessivo. [...] E' mia opinione che che gli hedge funds sono diventati strumenti sofisticati, diversificati e flessibili [...] una forza positiva nel sistema finanziario americano.

Avrà cambiato idea leggendo i giornali?

venerdì 4 luglio 2008

Un paese finito

Queste intercettazioni, che smontano la teoria di Berlusconi sul suo totale disinteresse sulla gestione di Mediaset, fanno parte delle 9 mila telefonate depositate nell'inchiesta napoletana per corruzione contro il Cavaliere e il direttore di Rai fiction, Agostino Saccà. 'L'espresso' ha visto una parte di questo materiale e ha scoperto uno scenario di scambi segreti, complotti e raccomandazioni. Il tutto scandito nelle telefonate intercettate, quelle che in futuro potrebbero essere oscurate dalla legge che imbavaglia l'informazione.
Da L'Espresso