mercoledì 15 ottobre 2008
Furore
Solo un anno fa faceva l'agente immobiliare e viveva bene, con un buon reddito. Questo era prima che arrivasse la crisi del mercato immobiliare. Oggi dorme in macchina, Bonnee, e non è l'unica a Santa Barbara, California: belle spiagge, case lussuose, clima mite, mediterraneo.
Nel suo 4x4, che è diventato la sua nuova casa: l'ha riempito di coperte, ci ha portato i libri, le foto, tutto quello che ha potuto. Come si può stare senza le cose che sono la nostra vita?
La sua vicina si chiama Barbara, 66 anni; cena leggera a base di yogurt. Vive con i suoi labrador, Range e Phoebe. A loro basta qualche carezza, non è che importi di dormire in un parcheggio, anche se la cosa ha i suoi inconvenienti: i bagni pubblici chiudono all'imbrunire, e allora la sera è meglio non bere. Alle sette del mattino poi la sveglia, perché si deve andare via. Solo la sera, dopo le 19, d'accordo con i gestori, si può tornare. E non è facile per chi ha lavorato una vita.
I Miller invece abitano in una piccola roulotte. Padre, madre e due bambini. Stavano bene in Florida, fino a che il lavoro non se ne è andato e loro si sono messi in viaggio per la California, per ricominciare.
Ah, la California è grande certo. Ma se pensate che ci sia posto per tutti, se credete ci sia posto per ricchi e poveri vi sbagliate di grosso.
Sic transit gloria mundi
di Filippo Testa

Se l'universo è stato creato e ordinato da Dio, allora deve avere uno scopo. Se tale scopo non verrà mai raggiunto, ciò significa che Dio ha fallito nel suo intento. Se verrà raggiunto è inutile che l'universo poi continui ad esistere. Quindi l'universo - o almeno l'universo che conosciamo - prima o poi finirà.
domenica 12 ottobre 2008
Bernanke e gli hedge funds
Nel corso di un'audizione al Senato ad una domanda del senatore democratico Paul Sarbanes, aveva descritto quanto fossero sicuri e sofisticati e creativi questi strumenti finanziari.
SARBANES: Warren Buffett ci ha avvisato che i derivati sono bombe a orologeria, sia per chi li contratta che per il sistema economico. Il Financial Times ha detto che finora non c'è stata un'esplosione ma il rischio di questa crescita così veloce rimane. Come considera queste preoccupazioni?
BERNANKE: Riguardo ai derivati sono più fiducioso. Io penso che abbiano valore.
Portano al sistema finanziario flessibilità. Riguardo alla sicurezza di questi prodotti, sono scambiati nell'ambito di istituzioni finanziarie sofisticati e tra individui incentivati a capirli e usarli in maniera appropriata. La responsabilità della Federal Reserve consiste nel garantire che le istituzioni abbiano delle buone procedure per assicurare che i portfolio dei derivati sia ben amministrato e non crei un rischio eccessivo. [...] E' mia opinione che che gli hedge funds sono diventati strumenti sofisticati, diversificati e flessibili [...] una forza positiva nel sistema finanziario americano.
Avrà cambiato idea leggendo i giornali?
Nobel. And the winner is...
Sfumato l'IGNobel per la medicina a John McCain per il suo piano sanitario, è arrivato il momento dei Nobel, quelli veri, delle previsioni non azzeccate della Thomson Reuters - ma in qualche blog i nomi giusti sono stati fatti - e dell'amarezza di chi ha visto sfuggire il premio che vale una carriera scientifica.
Il Nobel per la medicina è andato a Harald zur Hausen per la scoperta del papilloma virus, Luc Montagnier e Françoise Barré-Sinoussi per le loro ricerche sull'AIDS. E Robert Gallo, co-scopritore del retrovirus dell'HIV? non è stato premiato perché la storia della scoperta di questo virus è appassionante come un romanzo in cui lui non è l'eroe buono?
In compenso, la notizia che ha fatto sobbalzare di gioia i sostenitori del movimento open access è che Françoise Barré-Sinoussi ha recentemente pubblicato su Plos ONE, la rivista scientifica online ad accesso libero e gratuito. Un bello spot a favore della libera circolazione delle informazioni scientifiche, perché se Plos One va bene per un premio Nobel, dovrebbe andare bene per tutti - tanto più che Nature e Science sembrano puntare sulle ricerche da IGNobel.
Il Nobel per la fisica invece è andato a tre teorici della fisica delle particelle, venuta alla ribalta della cronaca grazie al Large Hadron Collider: Yoichiro Nambu premiato per "la scoperta del meccanismo di rottura spontanea della simmetria nella fisica subatomica" e Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa premiati per "la scoperta dell’origine della simmetria rotta che predice l’esistenza di almeno tre famiglie di quark."
E il fisico italiano Nicola Cabibbo?
"Kobayashi e Maskawa hanno come unico merito la generalizzazione, peraltro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo" la dichiarazione del presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare.
Eppure leggendo con un po' più di attenzione la motivazione, il premio a K e M è andato per le loro ricerche sulla violazione della simmetria CP (in cui Cabibbo non ha avuto ruolo), mentre N è stato premiato per essere stato il primo a discutere la violazione della simmetria in un contesto teorico in relazione alle interazioni forti.
E' vero che il Nobel viene assegnato a singoli ricercatori, ma tutto sommato premia anche un sistema di ricerca. Inutile lamentarsi, o reclamare l'italianità di un premio - come accaduto l'anno scorso con Capecchi - quando abbiamo un'università si regge che su ricercatori precari (il 35-40% ) che si arrangiano per sopravvivere (non solo professionalmente) e che, nella maggior parte dei casi, non hanno l'indipendenza di seguire un proprio filone di ricerca. K e M avrebbero potuto essere due ricercatori italiani, se l'Italia avesse un sistema ricerca. Inutile lamentarsi quando i concorsi e le assegnazioni dei fondi premiano le logiche di potere anziché di merito.
Amiantos, l’incorruttibile.
Per gli antichi l'amianto era una roccia magica, la pietra che si filava come un tessuto, capace di resistere al fuoco. I Persiani lo utilizzavano per confezionare i manti funebri dei re; nell'antica Grecia, con il lino di Karpaso – la lana di Cipro, il crisotilo – si fabbricavano gli stoppini per le lampade perpetue nei templi. Inestinguibile. Asbestos.
Duemila anni fa però Tito Livio aveva osservato un fatto strano: gli schiavi nelle miniere d’amianto si ammalavano e dovevano essere sostituiti spesso, troppo. Eppure...
Alla fine degli anni '70 del secolo scorso, il consumo di amianto raggiunse i 25 milioni di tonnellate. Si facevano materassi con le fibre di amianto, coibentazioni per ogni uso, insonorizzazioni, colle, filtri, i freni e le frizioni delle auto, il linoleum, l'eternit. Anche se nel 1906 il medico francese Denis Auribault aveva intuito un pericolo osservando pneumoconiosi, tisi e asbestosi polmoni nei lavoratori di una fabbrica di filatura e di tessitura di amianto nei pressi di Condé-sur-Noireau.
Fu negli anni '20 che si cominciarono a studiare gli effetti dell’amianto sull’organismo. Nei decenni successivi si osservarono gli effetti neoplastici di queste fibre, dal carcinoma polmonare al mesotelioma pleurico e peritoneale. L’effetto cancerogeno dell’amianto è noto fin dalla metà degli anni '50.
In un articolo del 1955 l'epidemiologo inglese Sir Richard Doll dimostrò che il rischio di sviluppare un cancro del polmone era 13 volte maggiore in chi che aveva svolto un’attività lavorativa a contatto con l’amianto per più di 20 anni.
Doll, R., “Mortality from lung cancer in asbestos workers” British Journal of Industrial Medicine 12, 1955, pp. 81-87.
Dal 1960 si è a conoscenza della relazione tra l'insorgenza del mesotelioma e l'esposizione all'asbesto.
Wagner JC, Sleggs CA, Marchand P. Diffuse pleural mesothelioma and asbestos exposure in the north Western Cape Province. Brith J Ind Med 1960; 17:260-271.
Oggi sa sa anche che un’esposizione prolungata può essere all'origine di tumori delle vie gastrointestinali e della laringe. Nonostante tutto, solo tre anni fa, nel 2005, è entrata in vigore la disposizione che ne vieta totalmente l'uso in Europa; il divieto in Italia risale al 1992. La responsabilità di questo ritardo nell’adottare misure protettive è da addebitare alle azioni di lobbying condotte dalle aziende gruppo Eternit – raccontate da Bob Ruers, avvocato, ex senatore del partito socialista olandese, fondatore del comitato olandese per le vittime dell’amianto, nel documento The tragedy of asbestos - che hanno anteposto i propri interessi ad ogni precauzione per la salute pubblica e l’ambiente, e all'inerzia dei politici che troppo spesso mettono davanti a tutto l'economia. Quanto vale per questa gente la vita di un operaio?
Nel 2029 l'Europa occidentale farà i conti con un'epidemia responsabile di mezzo milione di morti in poco più di trent'anni, per asbestosi, cancro del polmone e mesotelioma: lavoratori dell’amianto, i loro familiari, la gente che viveva vicino alle fabbriche. In Italia si muore a Casale Monferrato, Monfalcone, La Spezia, Broni... Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli, soprattutto.
Questa tragedia dovrebbe insegnarci che prima di utilizzare certe sostanze bisogna controllarne la sicurezza, applicare un principio di precauzione. E invece, quando il divieto di produzione dell'amianto è entrato in vigore, il business si è spostato e i signori dell'industria hanno continuato a fare affari concedendo licenze nei paesi in via di sviluppo. Ciò che è stato vietato qui è permesso altrove, nei paesi in cui c'è scarsa tutela dei lavoratori e i livelli di protezione sono inesistenti, come il Brasile, la Colombia, il Perù; in paesi come Canada, US e Russia dove la lobby dell'amianto rimane potente.
E mentre il Gruppo Eternit da una parte continua , nella produzione dei suoi manufatti, ad impiegare l’amianto, dall'altra finanzia la Fondazione Olandese per la Ricerca sul Cancro. Una bella contraddizione.
sabato 11 ottobre 2008
Campeggio agraria

Grugliasco, periferia ovest di Torino. C'è una scuola di circo e il polo universitario che comprende le facoltà di Veterinaria e Agraria.
Anche in questio spicchio di università i tagli alla ricerca e alla scuola, la possibilità che gli atenei si trasformino in fondazioni di diritto privato preoccupano. Le proteste e le iniziative si moltiplicano ovunque, dall'appello a bloccare l'anno accademico fino alle lezioni in piazza. Sotto il tendone delle incertezze quotidiane stiamo tutti diventando equilibristi sul filo della vita. Così benvenuti ad Agraria: il campeggio è a sinistra. Saranno queste giornate di ottobre ancora piene di sole che qui si è simbolicamente occupata la facoltà piantando le tende in mezzo ai vigneti sperimentali. I nuovi circensi, lo spettacolo in questi mesi è di strada.
venerdì 10 ottobre 2008
Huntsville man
Huntsville, Texas?
No, Huntsville, Alabama. Country, tornado e Marshall Space Flight Center.
Quando si rimane a piedi capita di salire su una vettura di cortesia come quella guidata da gente simpatica come Douglas:"Our savings is gone... i nostri risparmi si sono prosciugati, completamente."
"Ma mi piace questo lavoro. Ogni giorno incontro persone nuove e sento storie di tutti i generi, un po' come un barista che ascolta di tutto." Certo i soldi...
Quest'anno il Nobel per la chimica è andato a tre americani. Un milionetrecentomila dollari anche se da dividere in tre rimane una bella cifra. Martin Chalfie, Roger Tsien e Osamui Shimomura sono stati premiati per la scoperta della proteina fluorescente Gfp. "la Gfp venne osservata per la prima volta nel 1962 nella bellissima medusa Aequorea victoria. Da allora è diventata uno degli strumenti più importanti delle bioscienze contemporanee".
Roger Tsien, che lavora a San Diego, University of California, dice di essere stato fortunato. Un ricercatore di nome Douglas Prasher, che lavorava al Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts, aveva scoperto il gene che rende fluorescente l'Aequorea victoria. Prese il telefono, fece il numero del dr Prasher e gli chiese se era possibile avere quel gene. "Yes, sure..."
Martin Chalfie lavora a New York, Columbia University. Dopo aver letto il lavoro del dr Prasher anche lui fece il numero del suo ufficio... "Yes, sure."
Quando ricevette quelle telefonate Prasher sapeva che il suo lavoro al Woods Hole Oceanographic Institution era finito: il suo progetto non aveva più ottenuto i finanziamenti dal National Institutes of Health e così aveva pensato di essere utile a qualcuno. Lasciato il Woods Hole Oceanographic Institution trovò un posto al U.S. Department of Agriculture, poi passò ad un laboratorio che lavorava per la NASA fino a quando il progetto in cui era impegnato venne tagliato per mancanza di fondi.
Un milione trecentomila dollari.
Eccoci arrivati.
Bye Douglas, I mean Dr Prasher.

