mercoledì 30 settembre 2009

Quello strano caso alla lotteria bulgara

Credete nelle coincidenze?

4, 15, 23, 24, 35 e 42 i sei numeri su 42 usciti alla lotteria bulgara il 6 settembre. Nessuno vinse.

4, 15, 23, 24, 35 e 42 i sei numeri su 42 usciti alla lotteria bulgara il 10 settembre, 18 vincitori. In un blog post, A coincidence occurred. Film at 11, David Smith, statistico all'Università di Auckland, spiega che questi eventi in realtà sono attesi e del resto scegliere una simile strategia per attuare una truffa non avrebbe alcun senso, vista l'attenzione che ci si attira addosso. 

Un'altra coincidenza! In North Caroline successe una cosa simile nel 2007 con l'estrazione di 5 numeri. Le coincidenze non sono così rare nel mondo delle lotterie: i numeri vincenti hanno tutti la stessa probabilità di essere estratti e dunque non è così strano che ci siano delle ripetizioni. Anche se sono proprio queste le cose che convincono i giocatori più accaniti a perseverare nella loro insana idea che esistono sistemi in grado di imporre un ordine nell'estrazione dei numeri. O a credere all'illusionista inglese Derren Brown spiegare su YouTube come riesce a indovinare in anticipo i numeri vincenti. 

Poi ci sono storie come quella di Evelyn Adams che vinse due volte la lotteria del New Jersey: 5.4 milioni di dollari... solo a pensare a quel che ci farei... "I won the American dream but I lost it, too." Svanito il sogno, Evelyn vive in una roulotte. Ma potrebbe vincere ancora, ancora, ancora... 4, 15, 23, 24, 35, 42...

martedì 29 settembre 2009

Baarìa agli Oscar: l'ennesimo fallimento

Non è che sia di gran consolazione la stroncatura di Baarìa da parte del New York Times:"Gli spettatori più benevoli concluderanno che questo film da due ore e mezza è davvero poco più che aria fritta." Dopo gli abusi denunciati dalla LAV, sarebbe stato un bel segno di civiltà non candidare il film di Tornatore agli Oscar

In Italia è un reato penalmente perseguibile uccidere un bovino senza stordimento e al di fuori di un macello autorizzato, tant'è che il film è stato girato in Tunisia. Un aggiramento delle leggi che squalifica moralmente regista e cast.

In fondo non è complicato prendere posizione: da una parte c'è una vita - importa che non sia umana? e lasciamo stare i macelli, etc. iniziamo a ragionare su questo abuso perché se tolleriamo anche queste cose allora non c'è speranza che la nostra diventi una società non più centrata sullo sfruttamento intensivo degli animali - dall'altra il suo sacrificio per l'incasso di un film. Si sa che quel che importa è sempre il business, ma adesso bisognerà anche sorbirsi le sussiegose disquisizioni sull'arte come se uccidere un animale per esigenze di copione fosse la cosa più normale del mondo. E' arte, però, qualcosa che non mostra compassione per i più deboli ma li calpesta? 

Il vero esame morale dell'umanità, l'esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell'uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri. (Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere)

Influenza A/H1N1: vaccinazione per la stagionale e vaccinazione pandemica

I dati di uno studio canadese, non ancora pubblicato ma sotto peer-review, mostrerebbero che in Canada chi si vaccina per l'influenza di stagione ha un rischio due volte superiore, rispetto a chi non si vaccina, di contrarre l'influenza suina. Anche se con l'influenza non si può mai dire, se fosse vero sarebbe qualcosa di davvero sorprendente.

Come precauzione, però, nelle regioni canadesi Quebec, Alberta, Saskatchewan, Ontario e Nuova Scozia hanno sospeso la vaccinazione per l'influenza stagionale per chi ha meno di 65 anni, posticipandola a gennaio in attesa che passi l'ondata di influenza suina. 

Da quanto si sa lo studio canadese è stato effettuato su 2000 residenti nella Columbia Britannica, in Quebec ed in Ontario. Quali sono state le reazioni di fronte a quello che finora è filtrato? Seria considerazione, ma anche cautela. Il CDCs non ha confermato un simile eccesso di rischio nei dati americani, ragion per cui continua a raccomandare la doppia vaccinazione. Anche i dati australiani sono stati accuratamente analizzati e non mostrano un simile legame tra rischio di contrarre l'influenza suina e la vaccinazione per l'influenza stagionale. Comunque nonostante si valuti seriamente quello che per il momento è etichettato come "problema canadese" sarebbe davvero difficile trovare una spiegazione scientifica . 

Per inciso questo fatto fa emergere un altro problema: quello di rendere immediatamente disponibili dati di interesse pubblico, spesso vincolati dalle authorship delle riviste. Qualche mese fa era successo un episodio analogo, per cui alcuni ricercatori giapponesi avevano taciuto al WHO per alcuni giorni la scoperta di una mutazione del virus A/H1N1 al fine di "proteggere" la pubblicazione.

lunedì 28 settembre 2009

A/H1N1: Il lato politico dell'influenza suina

Chissà se questa storia entrerà nel dibattito americano sulla riforma del sistema sanitario. E' la storia di Kimberly Young, 23 anni da poco compiuti a Oxford, Ohio. Si è ammalata di influenza suina e come molti ragazzi della sua età non aveva l'assicurazione sanitaria. Non si è curata, preoccupata per i costi, fino a che le sue condizioni sono peggiorate a tal punto che la sua coinquilina l'ha portata di corsa al McCullough Hyde Memorial Hospital di Oxford da dove poi è stata trasportata in condizioni critiche allo University Hospital di Cincinnati.

La famiglia sostiene che la morte di Kimberly sia stata causata da complicanze da virus A/H1N1, anche se manca la conferma delle autorità sanitarie. Ma il punto, come alcuni blog liberal hanno sottolineato, è che se Kimberly Young avesse avuto un'assicurazione sanitaria sarebbe andata da un medico per farsi curare. 

Secondo un studio della Kaiser Family Foundation, il 30% degli americani tra i 19 e i 24 anni non ha un'assicurazione sanitaria. Nonostante la retorica repubblicana per la quale i giovani preferirebbero non pagarsi l'assicurazione per avere più soldi da spendere, la verità è che i costi sono proibitivi per chi, come loro, spesso lavora part-time o svolge mansioni poco qualificate.

domenica 27 settembre 2009

Brigitte Bardot: una gran donna

"Me ne fotto che il mondo si ricordi della divina B. B., che divina non è stata per niente" 

"Guardi, vorrei lasciare di me una traccia importante nella battaglia per i diritti degli animali. Mi piacerebbe, per esempio, che voi italiani non mangiaste più carne di cavallo. È un disonore offendere in questo modo la più nobile conquista dell'uomo, dopo il cane l'amico più vicino a noi, l'animale che ci ha permesso di sopravvivere e spostarci fino all'arrivo dell'automobile, colui che ha diviso con gli uomini le guerre e le emergenze, che ha arato i campi, trainato le diligenze e le carrozze, trasportato feriti e moribondi, che è morto a milioni sui campi insanguinati della prima e della seconda guerra mondiale... Farlo finire nei nostri piatti è un sacrilegio. Ecco un motivo per il quale vorrei non essere dimenticata. Non ho altri desideri". 

(Repubblica)

sabato 26 settembre 2009

L'occhio cavato

di Filippo Testa

Si ricorda, Aprilina, di quando Le ho raccontato quella novella di Richard Weiner, così come me l'aveva raccontata in America Susannina Roth? Il racconto di quella cornacchia a cui i ragazzi avevano cavato un occhio e lei con l'occhio da cui non ci vedeva, vedeva un mondo più bello di quello che vedeva con l'occhio da cui ci vedeva? E così ha abbandonato i piccoli ed è scivolata giù dal campanile e ha preso a volare, a volare senza fermarsi mai, in cerca di quel mondo che vedeva con l'occhio che i ragazzi gli avevano cavato, sempre e solo in cerca di quel mondo più bello... mentre dall'altro occhio il mondo era grigio e noioso, brutto... e così ha volato fino a che non è caduta esausta...

Bohumil Hrabal Paure totali 1990

Immagine: Il corvo, Gustav Doré

Calma

di Filippo Testa

Quando raggiunsi la cresta centrale, mi guardai indietro. La casa era invisibile, da lì, ma io sapevo dove si trovava. Il mare e le montagne fluttuavano nel calmo sole della sera. Tutto era pace, elementi e vuoto, l'aria dorata e le mute silenziose distanze azzurre, come un quadro del Lorenese...

da Il Mago di John Fowles (1965)

(Immagine: Imbarco di Sant'Orsola, Claude Lorrain, 1641 – National Gallery, Londra)

venerdì 25 settembre 2009

Baaria: un film che disprezza la vita

A tutto c'è un limite. L'arte dovrebbe renderci, se possibile, un pochino migliori mostrandoci chi realmente siamo. Non un'occasione per dare sempre il peggio di noi stessi. L'occasione questa volta è il nuovo fil m di Tornatore:

"Nel film
Baaria, il regista Giuseppe Tornatore ha fatto uccidere appositamente un bovino che viene colpito alla testa con  un punteruolo conficcato nella fronte dell'animale. L'animale si accascia a terra e ancora cosciente gli viene tagliata la gola, il sangue zampilla in modo copioso mentre l'animale batte le palpebre e si muove leggermente fino a morire, alcune persone lo raccolgono in tazze per farlo poi bere a una delle attrici con la scusa che è anemica." (LAV)

La scena - èinutile dire che si sarebbero potuti utilizzare effetti speciali? - è stata girata in Tunisia perché da noi, in Italia, è proibito abbattere un bovino senza stordimento e al di fuori di un macello autorizzato. E' un po' come la storia dei prigionieri portati nei paesi in cui la tortura è permessa.

Abbiamo tutto in comune con gli animali: la paura di provare dolore, la capacità di amare, di capire. Il grande scrittore greco Nikos Kazantzakis scriveva di aver cura delle mucche, delle pecore, degli asini... credetemi, anch'essi hanno un'anima, sono esseri umani, solo che hanno il pelo lungo e non sanno parlare; sono uomini d'un tempo remoto, date loro da mangiare.

Non andrò a vedere Baaria e spero che altri, per la stessa ragione, ignorino questo film che disprezza la vita.

giovedì 24 settembre 2009

Influenza e vaccini

In Cina è iniziata la vaccinazione per il virus pandemico A/H1N1. Un vaccino prodotto dalla Sinovac, somministrato a circa 39.000 residenti a Pechino con 14 casi di reazioni allergiche.

Le altre notizieriguardo vaccini e influenza vengono invece dal WHO. Lo scorso anno i virus responsabili dell'influenza erano tre: due virus della famiglia A, di cui uno del sottotipo H3N2 ed un virus del tipo B.

Dalle raccomandazioni relative alla preparazione del nuovo vaccino influenzale per l'inverno 2010, sembrerebbe che quest'anno il virus H3N2 predominante che sta circolando non sia contenuto nel vaccino dell'influenza stagionale.

Il panel di esperti che tutti gli anni si incontrano per pianificare quali virus utilizzare per la preparazione del vaccino ha suggerito, per il prossimo anno, un vaccino per: il pandemico A/H1N1, un nuovo virus A/H3N2 e un virus dell'influenza B/Victoria.

La raccomandazione di includere nel vaccino un nuovo componente H3N2 potrebbe far pensare che quest'inverno il vaccino non serva contro il virus H3N2. A complicare la faccenda c'è anche il fatto che non si sa quale ruolo giocherà il virus H3N2 in questa stagione invernale. La preoccupazione è che l'ondata di influenza suina sia seguita da una seconda ondata di influenza stagionale. I virus del tipo H3N2 infatti tipicamente sono responsabili di un'influenza piuttosto aggressiva che colpisce soprattutto gli anziani, una categoria finora risparmiata dalla pandemia.

Insomma, sembra che questa stagione influenzale sarà lunga e complessa.

martedì 22 settembre 2009

Alle prese con l'influenza suina: sintomi

Laurie Garrett è una giornalista specializzata in scienza e medicina, ha vinto un Pulitzer per gli articoli sull'epidemia di Ebola nello Zaire, è autrice dei saggi The Collapse of Global Public Health e The Coming Plague in cui ha scritto e riscritto sui pericoli delle pandemie e sulla globalizzazione delle malattie.

Per ironia della sorte ora si trova a letto con l'influenza suina e su Newsweek racconta come si sente: dal punto di vista virale si tratta di un'"influenza leggera", ma solo chi non è rimasto a letto con l'H1N1 può definire giorni di semi-delirio, dolori muscolari, spossatezza, nausea e dolori di stomaco come qualcosa di leggero.

lunedì 21 settembre 2009

Perché l'influenza A/H1N1 colpisce i più giovani?

Negli Stati Uniti, secondo le statistiche del Centers for Disease Control and Prevention, metà dei casi confermati di H1N1 aveva meno di 12 anni. Fino al 24 luglio, quando d'accordo con il WHO si è smesso di contare i nuovi casi, il 60% dei contagiati aveva un'età compresa tra i 5 e i 24 anni. Un altro 20% tra i 25 e i 49 anni; solo l'1% aveva più di 65 anni. L'età mediana di chi è stato ricoverato è di 20 anni, dei casi mortali di 37 anni.

Anche nella vicina Spagna l'età mediana di chi ha avuto complicanze che hanno richiesto un ricovero ospedaliero è di 36 anni.

Un quadro epidemiologico completamente di verso da quello dell'influenza stagionale, in cui il 90% dei casi mortali riguarda gli anziani.

Perché l'A/H1N1 colpisce soprattutto i giovani? Una prima teoria puntava sul collegamento con la pandemia di spagnola, causata da un virus influenzale derivante da un ceppo dell'H1N1 a cui gli over 50 sarebbero stati esposti prima della pandemia del 1957. Ma un'analisi pubblicata la scorsa settimana sul New England Journal of Medicine ha rivelato che solo il 34% di chi è stato esposto al vecchio ceppo possiede anticorpi all'A/H1N1. Inoltre i due geni chiave H ed N sono di origine suina e, rispetto ad essi, tutte le fasce di età dovrebbero essere ugualmente vulnerabili. Eppure non è così e non si sa ancora cosa contribuisca a ridurre la virulenza negli infanti e negli anziani.

Una spiegazione potrebbe risiedere in una reazione anomala del sistema immunitario in persone e che a contatto con un virus nuovo hanno una risposta immunitaria eccessiva ("tempesta di citochine"); o forse i casi mortali sono più concentrati negli adulti/giovani-adulti perché queste sono le categorie che mostrano un maggior tasso di condizioni mediche come asma, diabete, cardiomiopatie che rendono più pericoloso l'A/H1N1.

venerdì 4 settembre 2009

Influenza suina: epidemiologia dei casi mortali

Prima vittima italiana: il cinquantenne, con un quadro clinico già compromesso per un'insufficienza renale e cardiomiopatia, ricoverato nel reparto di rianimazione del Cotugno di Napoli per polmonite.

I letti tecnologici delle unità di terapia intensiva saranno il campo di battaglia dell'influenza suina.

Per la maggioranza di noi l'influenza nuova non sarà diversa dall'influenza di stagione, ma tra quelli per i quali sarà necessario un ricovero ospedaliero, secondo le stime del WHO il 15% dovrà essere trattato nelle unità di terapia intensiva, dove potrebbe rimanere anche per 2-3 settimane. Per un decimo di questi sarà necessario l'ECMO, la sofisticata apparecchiatura, limitata a pochi centri specializzati, utilizzata per garantire la circolazione sanguigna extracorporea negli interventi a cuore aperto e che tenendo cuore e polmoni a riposo favorisceil loro recupero funzionale.

La Health Protection Agency ha rilevato che nell'ultima settimana il numero dei casi riportati globalmente è cresciuto dell'8% mentre il numero di casi mortali è incrementato del 21%. L'età media di coloro che sono morti è di 37 anni. Complessivamente il 50% circa dei casi mortali ricade nella fascia d'età 20-49 anni, in confronto al 12% negli over 60.

Maggiori dettagli sull'epidemiologia dei casi mortali si possono trovare in uno studio di ricercatori francesi pubblicato su Eurosurveillance. Ma intanto quello che sembra emergere è che questa stagione influenzale sarà molto complessa.

giovedì 3 settembre 2009

Vaccino cinese scontato

Svendita di vaccino, scontato ed efficace con una sola dose! La Cina sarà il primo paese ad avviare la produzione di massa del vaccino pandemico. Ottenuta la certificazione della State Food and Drug Administration (SFDA), l'approvazione da parte del governo dovrebbe arrivare entro la fine di questa settimana.

Il vaccino sarà prodotto dalla Sinovac - che sta conducendo i clinical trials in Ukraina - e sarà sufficiente una sola somministrazione (quello prodotto dalla Novartis, dalla Baxter, dalla GSK e dalla Sanofi sembra necessitino di due somministrazioni). Il prezzo: nei paesi occidentali dovrebbe aggirarsi attorno a 30$; quello della Sinovac sarà, ovviamente, scontato (fino al 30%).

Cina a parte,mancano ancora i dati sull'efficacia e la sicurezza del vaccino. Sono in corso le sperimentazioni cliniche, ma ancora non è chiaro se il vaccino è sicuro ed efficace anche per i gruppi a rischio. I primi dati saranno disponibili il prossimo mese. A parte l'incertezza, la probabile mancanza di dosi di vaccino è un'altra causa di preoccupazione. Il WHO ha ridotto le stime iniziali di 94 milioni di dosi disponibili a settimana a partire dal mese di ottobre a causa di una resa minore di antigeni di quanto aspettato.

La corsa ad avere i dati clinici e a mettere il vaccino sul mercato seguendo le procedure d'urgenza hanno spinto alcuni esperti alla cautela nei confronti di una vaccinazione di massa. Tra i più critici Philip Alcabes, professore associato di sanità pubblica alla City University di New York e autore del bel libro Dread sulle fantasie e le paure che hanno alimentato le epidemie del passato dalla peste nera all'aviaria, che nel suo blog ha sollevato la questione non di poco conto della definizione dei parametri (incidenza dei casi, mortalità) da prendere in considerazione per attivare il piano di vaccinazione; o se piuttosto, una volta acquistato il vaccino, non ci sarà la volontà di tenerlo in magazzino e si deciderà di procedere comunque con il piano già stabilito.

Influenza suina: forse casi di coinfezione con l'aviaria

Prime persone incontrate sull'autobus con la mascherina.

Intanto però c'è anche una storia poco chiara di alcune persone coinfettate con il virus H5N1 e il nuovo A/H1N1. La notizia, apparsa qualche giorno fa sul giornale egiziano Almasry, riportava il caso di un giovane egiziano di ritorno da un pellegrinaggio in Arabia Saudita.

Stante l'incubo che i due virus possano ricombinarsi, la notizia ha ricevuto molta attenzione in ProMED-mail, il sistema globale di segnalazione elettronica per focolai di malattie infettive emergenti e di tossine, supportato dall'International Society for Infectious Diseases , dove è stato sollevato qualche dubbio . Ed infatti il CDC americano ha smentito la doppia infezione influenza aviaria/influenza suina. Dai test di laboratorio, risulta che il paziente è positivo all'A/H1N1 ed al virus influenzale H3N2. Ad oggi il 5% dei soggetti che hanno sintomi influenzali sono infettati dai due ceppi.

Secondo un'agenzia dell'Adnkronos, però, ci sarebbero altre due persone sospettate di una co-infezione influenza aviaria e influenza suina - tra questi anche un turista italiano di 35 anni che al momento è ricoverato all'ospedale di Hurghada.

Questa storia riporta al timore che il virus A/H1N1 muti o si ricombini con un altro virus in una forma più aggressiva. Difficile dire quanto sia probabile questo evento. Un articolo pubblicato su PloS Currents: Influenza puntualizza che il virus A/H1N1 è perfettamente adattato all'uomo - lo vediamo dalla rapidità con cui si trasmette - ed è quindi poco probabile un riassortimento. Uno dei principi fondamentali dell'evoluzione virale è che il virus ha bisogno di un ospite per attivarsi, e la virulenza gioca a sfavore della trasmissibilità uccidendo l'ospite. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui non si è ancora osservato un aumento della virulenza. Un virus più aggressivo, infatti, dovrebbe essere ancora più trasmissibile, ovvero dovrebbe diffondersi più rapidamente di quanto già non faccia.

mercoledì 2 settembre 2009

Influenza suina: secondo caso grave

Secondo caso grave in Italia. Si sa che è un cinquantenne, che soffre di insufficienza renale e cardiomiopatia, che è stato ricoverato nel reparto di rianimazione del Cotugno di Napoli per polmonite.

I letti tecnologici delle unità di terapia intensiva saranno il campo di battaglia dell'influenza suina. Per la maggioranza di noi l'influenza nuova non sarà diversa dall'influenza di stagione, ma tra quelli per i quali sarà necessario un ricovero ospedaliero, secondo le stime del WHO il 15% dovrà essere trattato nelle unità di terapia intensiva, dove potrebbe rimanere anche per 2-3 settimane. Per un decimo di questi sarà necessario l'ECMO, la sofisticata apparecchiatura, limitata a pochi centri specializzati, utilizzata per garantire la circolazione sanguigna extracorporea negli interventi a cuore aperto e che tenendo cuore e polmoni a riposo favorisceil loro recupero funzionale.

La Health Protection Agency ha rilevato che nell'ultima settimana il numero dei casi riportati globalmente è cresciuto dell'8% mentre il numero di casi mortali è incrementato del 21%. L'età media di coloro che sono morti è di 37 anni. Complessivamente il 50% circa dei casi mortali ricade nella fascia d'età 20-49 anni, in confronto al 12% negli over 60.

Maggiori dettagli sull'epidemiologia dei casi mortali si possono trovare in uno studio di ricercatori francesi pubblicato su Eurosurveillance. Ma intanto quello che sembra emergere è che questa stagione influenzale sarà molto complessa.