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mercoledì 10 agosto 2011

Gli schiavi del III millennio

E' vero l'Italia, ma non solo, è una Repubblica fondata sul lavoro: quello non retribuito di centinaia di migliaia di giovani.
Stagisti, praticantati, crowdsourcing: mezzo milione di giovani italiani, qualificati e creativi, non viene pagato per quello che fa. Ma questo ricatto al mondo sommerso potrebbe far esplodere la protesta da un momento all'altro (l'Espresso)
Si lavora gratis ovunque: nelle università, nelle redazioni dei giornali, nelle ambasciate, negli uffici pubblici (con il benestare di Brunetta). Una denuncia fatta anche dai precari dell'università:
Siamo ricercatori, dottorandi, assegnisti, contrattisti e freelancers della conoscenza. Siamo parte del Quinto Stato del lavoro intellettuale, relazionale, di cura. Viviamo in un'economia che si regge sul lavoro della conoscenza, sebbene la nostra professionalità venga disprezzata. [...]
Siamo apolidi in questo paese. Non abbiamo cittadinanza nel fortino delle garanzie salariali disegnate per un mercato del lavoro fordista che ormai non è più realtà. [...] rifiutiamo di restare invisibili, rivendichiamo tutele per la malattia, la disoccupazione e la maternità, una riforma radicale del Welfare per tutti i lavoratori precari, creativi e non creativi, indipendenti, autonomi. Un esercito che il Cnel ha calcolato in 3,7 milioni di persone [...] Domani saremo ancora di più e saremo dappertutto in una crisi che si annuncia molto lunga e non produrrà più occupazione a tempo pieno. 
[...] Questa economia stracciona ha bisogno di eserciti di precari il cui sapere sia altamente deperibile e sostituibile. [...]
 

venerdì 6 marzo 2009

Dica 73

- Settantatrè. Dica dottore, come sto?
- In condizioni un tantino precarie. 


Il contiamoci dei precari nelle facoltà di medicina dell'Università di Torino ha sgocciolato i suoi numeri definitivi: il 73% del personale di ricerca (che per forza di cose viene impiegato anche nella didattica, anche se non dovrebbe) è precario.  Una soverchiante maggioranza. Nei prossimi mesi si prevede un grande naufragio, giù tra i precari. Le scialuppe di salvataggio, molte delle quali fatte di 1000 euro scarsi al mese, non promettono grande resistenza.

lunedì 23 febbraio 2009

La cacciata dei baroni?

Là dove nessuna riforma ha osato (o potuto) addentrarsi sono arrivati i conti in rosso. E così, un migliaio di professori universitari prossimi ai 70 anni si è visto recapitare una lettera: il 31 ottobre andrete in pensione. Stesso discorso per gli over 70 che avevano ottenuto una proroga di due anni. A casa pure loro. (La Stampa)

Nell'Università della terza età:

Il caso di Torino è emblematico [anche per il numero di precari, nda]: a Medicina è in atto una guerra sotterranea tra settantenni che non vogliono perdere il posto, e associati che sognano di scalzarli. A 60 anni. (La Stampa)

Riusciranno i nostri nove a godersi una meritata pensione?

domenica 6 luglio 2008

Prospettive

Ne incontro spesso anch'io, agli angoli delle strade, accucciati sui loro stracci - molti non tendono neanche più la mano, a dare sono pochi. O a rovistare nei cassonetti vicino ai mercati, con il carrello di plastica; tanti anziani, ma non solo, vestiti bene, quelli che una volta dopo una vita di lavoro, con la pensione e un piccolo alloggetto vivevano tranquilli.

Da La Stampa

«Io la spesa la faccio qui. Beh, sì, forse parlare di spesa è inopportuno, o quantomeno errato. Ma il mio supermercato è questo. O quel gruppo di bidoni che ci sono laggiù. Sì, ha capito benissimo, quelli che vede oltre la piazza, proprio dall’altra parte. Insomma, io stavo bene. Ma poi la vita è andata così, ho perso la mia casa e ho perso tutto il resto. E adesso campo come capita, con quel che mi capita di trovare da queste parti»

Tutto sommato il mio assegno in scadenza è ancora un bel lusso.