lunedì 31 dicembre 2007

La musica dell'universo

Tra poche ore quando l'ombra della mezzanotte taglierà il nostro meridiano nel fragore della festa i buoni propositi diventeranno presto pensieri vecchi.

Lontano, molto lontano, dove non arrivano i botti dei tappi che saltano e quelli dei fuochi che salutano l'anno, bruciano stelle che vissero milioni di anni fa a ricordarci, suonando una musica strana, che il tempo, passato e futuro, è un'illusione e non è in cielo che è conservato il nostro destino ma in noi stessi che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.




Credits: video e musica della Nasa

Les Horribles Cernettes

Sono molto di più di un gruppo pop: Les Horribles Cernettes hanno fatto la storia di internet.
D'altronde essendo nate per avventura nel 1990 al CERN di Ginevra nella stanza accanto a quella di Tim Berners-Lee, l'inventore di Internet, non poteva che essere loro la prima immagine pubblicata su quella specie di sistema di informazione chiamato World Wide Web.


Il successo non si fa attendere: sull'onda del primo formidabile e gustosissimo hit Collider (d'altronde il loro acronimo LHC sta anche per Large Hadron Collider) , niente po' po' di meno che un'esibizione all'Expo di Siviglia nel '92 e un'articolo sul New York Times nel '98.


Ora grazie a Youtube la loro fama sta di nuovo valicando i confini degli Hadronic Festival.


venerdì 28 dicembre 2007

Ascii-art


Disegnare in ASCII o con i quadratini black and white è difficile ma non impossibile, grazie a qualche trucchetto...da non svelare?

Queste (sopra e sotto) sono le fatiche

Gioconda_ascii_2

e qui sotto l'originale, of course

Gioconda_2

Do you like it?


Copyleft sul genoma

Dna
Mentre in UK e in Francia pensano di togliere internet ai pirati che surfano le onde del web,
Nature ha da poco annunciato che rilascerà
sotto licenza Creative Commons (Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike)
tutti gli articoli scientifici che per la prima volta pubblicano sequenze primarie di organismi viventi.
Mentre i dati genomici sono già depositati su database accessibili, ora lo saranno anche gli articoli scientifici.
La decisione di Nature, che formalizza ciò che era già largamente praticato (gli articoli riguardanti il genoma sono da tempo liberamente consultabili sul suo sito) permetterà di distribuire, condividere e modificare i dati, previa indicazione dell'autore, purché non a scopi commerciali.


Un passo importante in un campo dove il discorso sul copyright è assimilabile a quello dei brevetti del software. E un passo in direzione della visione Science Commons auspicata dal Biological Materials Transfer Agreement Project per la quale ciascun ricercatore e individuo possa decidere il livello di diffusione del suo pacchetto di dati genetici; insomma l'idea di estendere anche al campo delle biotecnologie il concetto di bene comune applicato al software libero.

giovedì 27 dicembre 2007

Blog pakistani

"Welcome the NewYear with a bang like never before..."
Winter Wonderland, un invito a festeggiare l'Anno Nuovo a Karachi.
Appena un'ora e la prospettiva è cambiata.
Dopo la notizia dell'attentato costato la vita a Benazir Bhutto, su Metroblogging, aggregatore di "urban blogs", da Karachi e Lahore si racconta del caos che si è impossessato delle città.
There is obvious panic and everyone is shocked.
Gli uffici e i negozi hanno chiuso in fretta e furia e molti sono corsi a casa.

Anche da Lahore-dove si parla di una grande tragedia- l'invito è di starsene in casa: in alcune aree della città sarebbero già iniziate violente proteste.
The situation may get worse outside with people burning anything they come up with.
Stay at home -è scritto a caratteri cubitali- try avoiding going to work/school
Il pericolo di una guerra civile si fa vicino.

Storie di tigri

Tigre_siberiana_2
Tatjana, una tigre siberiana di 9 anni, è fuggita dalla sua prigione nello zoo di San Francisco e nella sua breve fuga prima di venire colpita a morte ha assalito e ucciso un visitatore. Non chiamatela assassina. Non doveva stare in una gabbia.
Secondo l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), che tutti gli anni pubblica una Lista Rossa delle specie a rischio, sarebbero rimasti 2500 esemplari di tigri sessualmente maturi per la riproduzione, di cui non più di 250 esemplari per sottopopolazione, mentre è stato stimato che sono necessari almeno 500 individui per garantire il mantenimento di un sano corredo genetico.


Le sottospecie di Bali, del Caspio e di Giava sono già estinte. Il più grande pericolo è l'uomo. La Cina addirittura alleva questi grandi felini per legalizzare il commercio di sedicenti preparati medicinali. Rinchiusi in zoo, in allevamenti, costrette a esibirsi come fenomeni da baraccone nei circhi, oggi ci sono più tigri in cattività che libere, loro che sono animali selvatici, come Tatjana che aveva nelle narici il profumo della neve.

mercoledì 26 dicembre 2007

Natale dolce natale

Serbia


Natale. Mentre il Kosovo sogna un Natale di indipendenza, la Serbia vuole una patria-Natale tutta unita. Cosa di meglio allora che un bel albero-tank, tanto per ribadire i rapporti di forza?

Link(BoingBoing)

martedì 25 dicembre 2007

Luci della ribalta

Il 25 dicembre 1977 moriva in Svizzera ricco e accudito Sir Charles Spencer Chaplin.
I suoi primi strilli 88 anni prima furono accolti nella miseria di una Londra dickensiana, un padre alcolizzato e una madre sempre sull'orlo della follia.
Nel mezzo ci fu una folla di personaggi miseri e grotteschi, presi a modello da anonime comparse delle strade londinesi, attraverso i quali recitò la vita come fosse una commedia in campo lungo.


Fino al ruolo del suo testamento artistico, quello che i comici sognano, un vecchio clown rovinato dall'alcol, tra i ricordi di un successo lontano. L'aiuto a una giovane artista e poi anche per lui un'ultima gag, prima di morire sul palcoscenico senza che il pubblico se ne accorga, con la gente che applaude, lo spettacolo va avanti...sparisce la scena in un fuori campo assoluto.


lunedì 24 dicembre 2007

Natale - un racconto di Anton Cechov

( qui la I PARTE)

II PARTE

Allo stabilimento idroterapico del Dr. B.O. Mozelweiser il primo dell'anno era come un giorno qualunque. L'unica differenza era negli stivali più puliti del solito e nella divisa, con un gallone in più, del portiere Andrej Hrisanfitch che salutava ogni cliente con "Buon Anno a voi".

Era mattino; Andrej Hrisanfitch in piedi davanti alla porta leggeva il giornale. Alle dieci in punto arrivò il generale, un cliente abituale, e subito dopo il portalettere. Andrej Hrisanfitch aiutò il generale a togliersi il cappotto salutandolo con un "Buon Anno a voi Eccellenza!"

"Grazie mio buon compagno; altrettanto a te".

In cima alle scale il generale chiese, indicando la porta - tutti i giorni ripeteva quella stessa domanda -
"E cosa c'è in quella stanza?"
"E' la stanza dei massaggi, vostra Eccellenza"

Quando il generale
Andrej Hrisanfitch prese la posta e trovò una lettera indirizzata a lui. La aprì, lesse alcune righe e continuando a leggere il giornale senza fretta andò nella sua stanza che era al piano terra in fondo al corridoio. Sua moglie Yefimya era seduta sul letto, e allattava il suo bambino. Un altro bambino, più grande, le stava davanti con la testa ricciola sulle sue ginocchia; un terzo stava dormendo nel letto.

Andrej entrò nella stanza e diede la lettera alla moglie
"Dalla campagna, immagino"

Poi uscì senza distogliere gli occhi dal giornale. Potè sentire Yefimya con voce tremante leggere le prime righe. Le lesse e non potè andare oltre; quelle poche righe furono abbastanza per lei. Iniziò a piangere, e abbracciando e baciando il bimbo più grande diceva - ed è difficile dire se stesse piangendo o ridendo:

" E' della nonna, del nonno. Dal paese. Oh Madre dei Cieli, Santi e Martiri! La neve copre i tetti... gli alberi sono bianchi. I bambini giocano con le loro slitte... e il caro papà è vicino alla stufa... e c'è un piccolo cane giallo...Oh cari!"

Andrej Hrisanfitch sentendo, ricordò che sua moglie gli aveva dato tre o quattro lettere da spedire al paese, ma qualche importante affare lo distolse da quelle commissioni; non le spedì e in qualche maniera le lettere andarono perse.

"E piccole lepri corrono nei campi" Yefimya continuava la cantilena, baciando il suo bimbo e piancendo.
"Il nonno è gentile; nonna è buona di cuore. Hanno il cuore caldo nel paese, sono timorosi di Dio... e c'è una piccola chiesa nel villaggio; i contadini cantano nel coro. Regina del Cielo, Santa Madre Protettrice, portaci via da qui!"

Andrej Hrisanfitch tornò nella sua stanza per fumare prima che i clienti chiamassero, e Yefimya smise subito di parlare, si asciugò gli occhi, anche se le sua labbra tremavano ancora. Aveva paura di lui - quanta paura aveva di lui! Tremava ed era terrorizzata dal rumore dei suoi passi, dai suoi occhi e non osava dire niente in sua presenza.

Andrej Hrisanfitch accese una sigaretta e subito il campanello suonò al piano di sopra. Spense la sigaretta, assunse un'aria seria e uscì di fretta.

Il generale stava scendendo da basso, fresco e roseo dopo il bagno.

"E cosa c'è in quella stanza?" chiese indicando una porta.

Andrej Hrisanfitch portò velocemente le mani alla cintura dei pantaloni e pronunciò forte

"La doccia di Charcot, vostra Eccellenza!"

Natale

Un racconto sul Natale, dal genio assoluto di Anton Cechov
(traduzione mia dalla versione inglese "At Christmas time", sorry for the bad job)
Russian_winter
I PARTE

"Che cosa devo scrivere?" chiese Yegor mentre intingeva il pennino nell'inchiostro.
Vasilisa non vedeva sua figlia da 4 anni. Da quando Yefimya dopo il matrimonio era andata a vivere a Pietroburgo aveva scritto ai genitori due lettere. Poi era sparita dalle loro vite: non più una parola, un segno.
Quando, ancora presto, mungeva la vacca, o scaldava la minestra, quando sonnecchiava la notte, Vasilisa pensava ad una sola cosa: come stava Yefimya, cosa le era accaduto. Bisognava che le scrivesse, ma il suo vecchio, non sapeva scrivere, e non c'era nessuno che lo facesse per loro.
Adesso che era arrivato Natale, Vasilisa non poteva più aspettare. Andò alla taverna da Yegor, il fratello della moglie dell'oste, che da quando era tornato dall'esercito se ne stava lì tutto il giorno a fare niente. La gente diceva che sapeva scrivere delle belle lettere, se lo pagavano bene. Vasilisa parlò con il cuoco, poi con la padrona e alla fine con Yegor. Si erano messi d'accordo per 15 copeche.
Il secondo giorno di festa, Yegor se ne stava seduto al tavolo nella cucina, con la penna in mano. Vasilisa stava in piedi davanti a lui con l'ansia e la preoccupazione dipinte sul viso. Pyotr, suo marito, un vecchio alto e sottile con una macchia sulla fronte stempiata era venuto con lei. Stava in piedi anche lui, guardava dritto davanti a sé come fosse cieco. Sulla stufa in una casseruola cuoceva del maiale; schizzava e fischiava e sembrava facesse "flu-flu-flu". Stava singhiozzando.

"Cosa devo scrivere?" chiese di nuovo Yegor
"Cosa?" chiese Vasilisa guardandolo con rabbia e sospetto. "Non farmi preoccupre! Non stai scrivendo per nulla, non aver paura, sarai pagato. Su, scrivi: Al nostro caro genero Andrej Hrisanfitch e alla nostra amata figlia Yefimya Petrovna con il nostro amore ci inchiniamo e mandiamo la nostra benedizione"
"Scritto; andiamo oltre"
"E vi auguriamo un felice Natale. Noi stiamo bene in salute e vi auguriamo altrettanto, lo voglia il Signore, il Re dei Cieli"
Vasilisa riflettè e scambiò un'occhiata con il vecchio.
" e vi auguriamo altrettanto, lo voglia il Signore, Re dei Cieli" ripetè iniziando a piangere
Non potè dire nient'altro. Come quando rimaneva sveglia la notte pensando, le sembrava che non sarebbero bastate una dozzina di lettere per dire tutto quello che sentiva in cuore. Da quando la figlia era andata via con suo marito, ne era passata di acqua sotto i ponti. Lei e il suo vecchio avevano vissuto come un lutto, guardando malinconici la notte. E quante cose erano successe nel villaggio, quanti matrimoni e funerali. Quanto lunghi gli inverni, le notti.
"Fa caldo" disse Yegor, sbottonandosi il panciotto. "Ci devono essere 17 gradi. Cos'altro?" chiese
I due vecchi se ne stavano silenziosi.
"Di cosa si occupa vostro genero a Pietroburgo?" chiese
"Era un soldato, mio buon amico" rispose il vecchio con voce flebile. "Lasciò il servizio più o meno nel periodo in cui lo lasciasti tu. Era un soldato e ora in verità lavora a Pietroburgo in uno stabilimento idroterapico. Il dottore cura i malati con l'acqua e lui in verità è il portiere della casa."
"E' scritto qui" disse Vasilisa tirando fuori una lettera dalla tasca. "L'abbiamo ricevuta da Yefimya, dio sa quando. Forse non sono più di questo mondo".
Yegor si fece pensieroso per un attimo e iniziò a scrivere rapidamente:
"Ora" scrisse " poiché il destino vi consegnò alla Carriera Militare, vi raccomandiamo di cercare nel Codice Disciplinare e nelle Leggi Fondamentali dell'Ufficio di Guerra, dove troverete la legge di Applicazione Civile degli Ufficiali dell'Ufficio di Guerra"
Mentre scriveva Yegor leggeva ad alta voce, e intanto Vasilisa pensava a quel che bisognava dire: quanto grande era stato il suo desiderio di mandarle una lettera l'anno prima, che il loro grano non era durato fino a Natale, che avevano dovuto vendere la vacca. Avevano dovuto chiedere dei soldi anche, e poi bisognava scrivere che il babbo era spesso malato e presto avrebbe reso l'anima a Dio... ma come dire tutto questo in parole? cosa mettere prima? cosa dopo?
"Prenda nota" Yegor continuava a scrivere "nel volume 5 del Regolamento dell'Esercito, soldato è un nome comune e un nome proprio, un soldato di primo rango è chiamato generale, e uno dell'ultimo un privato..."
Il vecchio increspò le labbra e disse debolmente:
"Sarebbe bello poter conoscere i nipoti"
"Quali nipoti?" chiesa Vasilisa e lo guardò con rabbia "forse non ce ne sono"
"Ma forse sì. Chi può dire"
"E in tal modo potete giudicare" continuò Yegor in tutta fretta "cos'è il nemico esterno e cos'è il nemico interno. Il principale dei nostri nemici interni è Bacco".

Yegor fece quasi stridere il pennino mentre tracciava sul foglio svolazzi come ami per i pesci. Aancor più velocemente rilesse ogni riga alcune volte. Se ne stava seduto su uno sgabello, con le gambe aperte sotto il tavolo; ben nutrito, scoppiava di salute, con una faccia rozza e un tozzo collo rosso. Aveva un'aria volgare: rozzo, presuntuoso, pieno di sé per essere nato e cresciuto in un'osteria. Vasilisiva sentiva la volgarità che emanava, ma non riusciva a capire cosa fosse. Lo guardava soltanto con rabbia, sospettosa. Le stava venendo mal di testa, era confusa dalla sua voce, da quelle parole incomprensibili, dal caldo, l'aria viziata. Non disse nulla e non pensò più a nulla, aspettò semplicemente che Yegor finisse di scarabocchiare. Il vecchio invece lo guardava con aria fiduciosa. Credeva nella sua vecchia che l'aveva portato lì e in Yegor; e quando aveva parlato dello stabilimento idropaterapico, credeva anche in quello e nel potere dell'acqua.
Quando finì di scrivere, Yegor si alzò e rilesse tutto dall'inizio. Il vecchio non capì una parola, ma faceva di sì con la testa.
"Va bene. Va bene" disse. "Che Dio ti mantenga in salute. Va bene..."
Lasciarono sul tavolo tre pezzi da 5 copeche e uscirono dalla taverna; il vecchio guardava fisso davanti a sé come fosse cieco; con la fiducia dipinta sul suo volto. Come Vasilisa uscì dall'osteria, fece un gesto di rabbia al cane per scacciarlo."Ugh, la piaga".
Non dormì tutta la notte, i pensieri la tennero sveglia. Quando si fece chiaro, si alzò, recitò le sue preghiere e andò alla stazione a spedire la lettera. C'erano otto, nove miglia da camminare.

FINE I PARTE
puoi leggere qui la II PARTE

domenica 23 dicembre 2007

La Zona

Zone
Vent'anni fa a Chernobyl, nelle campagne dei dintorni c'erano le isbe, le casette in legno dei contadini che coltivavano patate e barbabietole, facevano la vodka, mungevano le vacche nelle stalle per avere il latte fresco. Raccoglievano funghi. Oche, galline, la legna tagliata, il pozzo dell’acqua. Tutt'attorno abeti, betulle, campi di grano.


Oggi In un raggio di 30 km dalla centrale non ci vive più nessuno, tranne alcuni contadini che sono tornati nelle case dei boschi. Vivere nella Zona di Esclusione sembra meglio della fame in città. E la Zona li ripaga. La natura pulsa, si agita rigogliosa, si riappropria dei suo spazi. E si ribella.
I dintorni di Chernobyl 20 anni dopo sono inquietanti. Li descrive una ricerca di Anders Moller, pubblicata su Biology Letters, raccontata sull'Independent.



Gli animali che popolano la Zona sono geneticamente mutati a causa delle radiazioni. I lupi, di taglia più piccola rispetto a quelli normali, si sono negli anni cibati dei cani abbandonati durante l'evacuazione. Per anni i gatti non hanno partorito cuccioli maschi. Le rondini sono albine, come il negativo di una fotografia. E il grano cresce bello, diritto, dorato. Grano radioattivo.