giovedì 31 dicembre 2009

L'ultima storia dell'anno

L'ultima storia dell'anno è la storia dell'anno, con un finale in crescendo di violenza.

La choccante repressione in Iran, gli incubi del terrorismo che incupiscono la quotidianità. Le guerre che continuano, una nuova che inizia in Yemen. Non è bastata la parola magica Obama a disperdere il male.

Da noi, nel nostro piccolo paese, nella provincia del mondo, a fare notizia sono stati due matti.

Forse solo loro, solo i matti, vanno dritti al cuore delle cose.

venerdì 25 dicembre 2009

Cane o gatto: chi è più intelligente?


Secondo New Scientist, che ha messo insieme i risultati di alcune ricerche, cane batte gatto 6 a 5. Che scoperta però: se si definisce l'intelligenza animale in funzione dell'utilità e del rapporto che i nostri amici dal pelo lungo hanno con noi umani stupisce semmai che il gatto se la sia giocata quasi alla pari con il cane.

E vogliamo parlare anche dell'utilità del gatto nell'arte e nella scienza? Ovunque si trovano piccole impronte feline: il gatto di Schroedinger, il gatto meraviglioso nell'Annunciazione di Lorenzo Lotto. Baudelaire, Céline, Thomas Eliot: cosa sarebbero stati senza un gatto?

Ma non voglio dire che i gatti sono più intelligenti dei cani. Per me cani e gatti sono intelligentissimi oguno a modo proprio. Per certo il mio gatto è molto più intelligente di me. "Bella forza", penserete "con tutte le sciocchezze che scrivi non ci vuole molto." Anyway, se proprio devo dirlo, tra cane e gatto il meno intelligente mi pare proprio sia l'uomo

giovedì 24 dicembre 2009

La sai l'ultima?

Tim stava entrando in un comedy pub... allo stesso modo in cui qualche anno prima dopo aver lasciato il suo lavoro all'università entrò in un Laundromat... per far ridere qualcuno.

Si era laureato biologo alla University of California, San Diego, terra del sole, dove maturano idee, e aveva iniziato subito a lavorare allo Scripps Institution of Oceanography. Vuoi un lavoro interessante? Get a PhD. Tre anni alla University of California, Davis, per capire di odiare la ricerca. "I just didn't want to read any more papers. I didn't want to write any more papers."

Un posto da programmatore non è difficile da trovare. Certo non sarà ben pagato ma almeno ti lascia il tempo di leggere...Bill Cosby, Bob Newhart, Jerry Seinfeld..."It's amazing that the amount of news that happens in the world every day just exactly fits in the newspaper." Ci pensava Tim a far ridere la gente e un giorno entrò in uno di quei locali dove ogni tanto è acceso un microfono per comici sconosciuti di passaggio. Qualcuno rise alle sue battute, e Tim iniziò a lavorare al suo sogno. Gavetta nei tanti locali, San Francisco, Santa Barbara, San Diego, scrittura a 35$ in un club di Santa Cruz.

No, la storia non finisce qui. Quel che hai studiato più o meno ti rimane dentro e Tim iniziò a scrivere battute sui principi della fisica, sullla biologia, la matematica e a preparare spettacoli come fossero la parodia di un seminario. Ah, e a trovarsi anche una spalla, Norm Goldblatt, fisico... del resto ci furono fior di scienziati con il gusto del comico. Chi? von Neumann e le sue barzellette... sì va bene lasciamo perdere.

Sette anni prima, pensava Tim mentre entrava nel comedy pub con le slide in power point sulla sua pennetta, stava entrando per la prima volta in un locale per far ridere qualcuno:"A biologist walks into a comedy club. The owner asks, 'Why'd you select this club?' Biologist says, 'Well, it was the natural selection.' "

 
 

Tim Lee su YouTube

mercoledì 23 dicembre 2009

It's the data, stupid!

It's the data, stupid!

E' vero che passando da "it's the press, stupid!" a "it's the internet stupid!" lo slogan elettorale di Bill Clinton - it's the economy, stupid - è stato declinato in tutte le maniere, ma a coniare questa nuova versione fu niente meno che Jim Gray, il ricercatore della Microsoft (premiato con il Turing Award, il Nobel per l'informatica, nel 1998) sparito in mare quasi tre anni fa - Amazon, Microsoft e Google coinvolsero il web nella sua ricerca rendendo attivo l'accesso ad immagini satellitari ad alta definizione nella speranza che qualcuno avvistasse la sua imbarcazione e Wikipedia l'ha incluso nell'elenco delle persone misteriosamente scomparse.

A Jim Gray è dedicato The fourth paradigm: data intensive scientific discovery, una raccolta di saggi (si può scaricare free sul sito della Microsoft Research) su quello che è considerato il (nuovo) quarto paradigma su cui si fonda la ricerca scientifica: l'analisi di enormi quantità di dati.

I paradigmi classici attraverso cui si sviluppa l'indagine scientifica sono quello teoretico e quello sperimentale. Più recentemente, grazie al lavoro di von Neumann, è emerso un terzo paradigma: quello della computating science l'uso di algoritmi per la simulazione al computer di fenomeni complessi.

Secondo Jim Gray, il quarto paradigma nasce dal fatto che oggi la nostra capacità di raccogliere dati è andata ben oltre le possibilità che abbiamo di analizzarli, e uno dei campi di ricerca più stimolanti riguarda proprio la definizione e lo sviluppo di nuovi metodi e tecnologie che permettano di leggere e dare un senso a questo diluvio di dati. In un certo senso il quarto paradigma integra e mette in relazione reciproca i primi tre paradigmi molto più di quanto avvenga nel tradizionale processo attraverso cui le previsioni teoriche vengono verificate sperimentalmente e, a loro volta, osservazioni sperimentali portano alla scoperta di fenomeni che richiedono una spiegazione teorica.

La visione di Jim Gray, però, e questo è importante, non è tanto legata all'aspetto tecnologico, nell'avere cioè a disposizione super-computer per l'analisi dei dati, quanto piuttosto "to have a world in which all of the science literature is online, all of the science data is online, and they interoperate with each other." Insomma, it's the data, stupid!

venerdì 18 dicembre 2009

Dark matter: primi risultati dell'esperimento CDMS-II

Dev'esserci una certa massa che non vediamo, perché altrimenti non si riesce a spiegare come mai le galassie non si disfano e la luce degli oggetti più lontani viene deviata in un modo ben preciso.

Però è invisibile appunto: e per questo la chiamano Materia oscura e dovrebbe essercene almeno quattro volte quella visibile.

Si è provato in diversi modi a rivelarne la presenza. Si costruiscono grossi rivelatori e si aspetta che una particella di materia oscura interagisca con essi.

La Terra è continuamente attraversata da un flusso di particelle di materia oscura: un foglio di carta è attraversato ogni secondo da 50 milioni di particelle di materia oscura che passano attraverso sia il foglio, attraverso chi lo tiene in mano e attraverso l'intero pianeta senza interagire con la materia.

Generalmente i rilevatori vengono costruiti in zone non contaminate, in miniere o gallerie a centinaia di metri sotto terra. Li si porta a temperature bassissime e si studiano i segnali emessi ogni qualvolta qualcosa interagisce con essi. Il più delle volte si tratta di neuroni prodotti da radioattività naturale: background.

Un esperimento americano Cryogenic Dark Matter Search, si sta svolgendo in una miniera del Minnesota (Soudan). Il tentativo è quello di rivelare in maniera diretta la presenza di particelle di materia oscura, le WIMP (Weakly Interacting Massive Particles).

Nei giorni scorsi si era diffusa la voce sul web che il CDMS avesse trovato qualcosa di interessante, complice la programmazione, in contemporanea, di due seminari di presentazione dei risultati dell'esperimento al Fermilab ed allo SLAC di Stanford. Si pensava ad un grande annuncio.

I seminari, che si potevano seguire, non tanto bene, in web-casting hanno catalizzato molta attenzione (una radiocronaca si può trovare qui) e la scommessa sul web era l'annuncio della scoperta, o della rilevazione, della materia oscura: si scommetteva su tre eventi registrati dai rilevatori in Soudan.

E... gli eventi sono stati due (più un terzo molto vicino alla finestra di energia), a cui è associata una probabilità del 23% di essere dovuti al puro caso: un po' troppo alta per parlare di scoperta, ma come spiega JoAnne Hewett un risultato importante che potrebbe preludere alla scoperta della materia oscura in pochi anni.

Bambini, non fidatevi di Babbo Natale...

Tutti gli anni a Natale il British Medical Journal (che insieme al New England Journal of Medicine, Lancet, Journal of American Medical Association è la rivista medica per eccellenza) pubblica un'edizione semi-seria con cui divertire i propri serissimi lettori.

Per esempio lo scorso anno c'era un fondamentale articolo, probabilmente andato a ruba anche tra gli iscritti del PDL, su come non diventare un medico comunista.

Quest'anno, c'era da giurarci che prima o poi sarebbe capitato, è toccato a Babbo Natale essere preso di mira, col suo stile di vita non proprio esemplare. Bambini attenti, non fidatevi di un vecchietto dall'aspetto simpatico che gira su una slitta piena di regali...come minimo avrà trigliceridi e colesterolo alle stelle.

«Dobbiamo essere consapevoli della capacità di Babbo Natale di influenzare la gente - concludono gli autori - soprattutto i bambini. Per questo proponiamo una nuova immagine di Santa Claus che assicuri che la sua influenza sulla salute pubblica sia positiva». Insomma un Babbo Natale che fa palestra, non mangia dolci e ... e c'è sempre qualcuno che abbocca agli scherzosi articoli di fine anno.

mercoledì 16 dicembre 2009

Si dice che...

Mentre sui giornali, per quei quattro gatti che il giornale ancora lo comprano, non si parla d'altro che della politica nostrana, sempre pù avvitata su se stessa, e dei politici nostrani cui non par vero di aver l'occasione per censurare internet; mentre insomma si fa attorno al gesto isolato di uno squilibrato un gran chiasso, in rete si fa sempre più fitto il vociare di un esperimento nella miniera di Soudan in Minnesota (US), un paper in uscita venerdì 18 (forse) su Nature e tre seminari programmati simultaneamente giovedi 17 al Fermilab, allo SLAC (Stanford ) e alla University of California Santa Barbara (trasmessi in webcasting).

Che si fa in una miniera del Minnesota? La miniera di Soudan è un osservatorio sotterraneo in cui da qualche anno è stato avviato un esperimento (il CDS: Cryogenic Dark Matter Search) per rilevare i misteriori WIMP, la particelle che si ipotizza costituiscano la materia oscura ma che ancora non si sa se effettivamente esistono.

La scommessa sul web è l'annuncio che i rivelatori del CDMS-II abbiano identificato la materia oscura.

Per prima cosa però c'è stata la smentita, piuttosto brusca ma divertente, dell'editor di Nature a proposito di un paper in corso di pubblicazione:

I was alerted to your blog of yesterday (you certainly don't make contacting you easy). [...]

Your "fact" , that Nature is about to publish a CDMS paper on dark matter, is completely false [..] Your "fact" therefore contains as much truth as the average Fox News story, and I would be grateful if you would correct it immediately.[...].

Poi c'è stata anche la smentita di Priscilla Cushman (University of Minnesota) che collabora al CDMS sul fatto che non c'è nessun paper in pubblicazione su Nature. Cosa che non ha affatto messo a tacere le voci facendo piuttosto pensare ad un paper in pubblicazione su Science, che esce proprio il venerdì, e che non si lascia sfuggire un commento.

Certo che il mistero attorno ai risultati dell'esperimento (cosa che ha fatto immediatamente pensare all'embargo di una rivista, cioè il poco simpatico divieto di divulgazione dei risultati prima della loro pubblicazione) ha fatto da propellente a questa storia. Domani si vedrà se è stato solo tanto rumore per nulla.

lunedì 14 dicembre 2009

Train de vie


 Sì è vero, Baudelaire scriveva che i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per partire, a volte però importa sapere dove il viaggio inizia, e la sua meta. Come il viaggio a bordo di un treno che dopo 17 anni riprende la sua corsa. Belgrado-Sarajevo. In carrozza.

"È passata la mezzanotte. Da un punto indefinito soffia il vento che alla gente assonnata e stanca del viaggio sembra più freddo e più forte di quanto sia realmente. In alto scorrono le stelle tra nuvole volteggianti. In lontananza, sui binari invisibili, si muovono, più o meno velocemente, luci gialle e rosse, accompagnate dal penetrante suono dei fischietti dei conduttori o dal sibilo lungo delle locomotive in cui noi viaggiatori portiamo la malinconia della nostra stanchezza e il peso di una lunga, sgradita attesa." (Ivo Andric, Racconti di Sarajevo).

Diciassette anni fa era un bel treno, l'Olympic Express: viaggiavano sciatori diretti alle piste olimpiche, uomini d'affari, giovani; e tutti erano jugoslavi. Oggi è lo stesso treno, invecchiato, più lento, che prova a riavvicinare due paesi divisi. Anche se le carrozze sono solo tre: una serba, una della città di Sarajevo, e una della ferrovie serbo-bosniache che viene sganciata nel territorio serbo della Bosnia-Erzgovina prima di arrivare a Sarajevo.

Non è facile dimenticare, ma ponti e treni ci mescolano un po' per dirci che siamo meno diversi di quanto immaginiamo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Storie di cambiamento climatico

Tante storie di adattamento ai cambiamenti climatici, piccole comunità di popolazioni indigene costrette a fronteggiare disastri ambientali e a cambiare le loro tradizioni secolari:

come i Masai e la tremenda siccità in Kenya; le coraggiose donne del Pamir alle prese con il problema della scarsità delle acque a causa dello scioglimento dei ghiacciai delle montagne; i Q'eros andini, sentinelle dei cambiamenti climatici a rischio sopravvivenza.

Si tratta di 15 brevi filmati proiettati al National Museum of Denmark di Copenhagen nell'ambito dell'Indigenous Voices on Climate Change film festival, come contributo alle discussioni della Conferenza delle Parti COP15, e che sono disponibili anche sul web

 
 

 
 

Copenhagen Agreement

Sembra che il vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici riservi ogni giorno una sorpresa e un problema in più di cui discutere.

Il Guardian ha pubblicato ieri (8 dicembre) il testo di un accordo preliminare, il Copenhagen Agreement o Danish text, tra un gruppo ristretto di paesi (circle of commitment) di cui pare facciano parte la Danimarca, UK e US. Un documento che ha fatto infuriare i paesi in via di sviluppo dal momento che prevede una nuova impostazione del regime climatico.

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese, il documento si propone come un accordo a effetto immediato ed è articolato nei seguenti punti:

  1. obbligare i paesi in via di sviluppo a tagliare le emissioni di CO2 e ad accollarsi altre misure di riduzione e mitigazione non incluse originariamente nella convenzione sul clima;
  2. creare una nuova categoria di paesi, chiamata most vulnerable countries;
  3. ridurre il ruolo delle Nazioni Unite nella gestione della climate finance;
  4. creare due categorie di inquinatori entro il 2050: quella dei paesi ricchi, a cui è consentito di emettere 2.67 tonnellate di CO2 pro capite; e paesi in via di sviluppo, la cui quota non può eccedere le 1.44 tonnellate.

In realtà leggendo il documento, 13 pagine linkate dallo stesso Guardian, l'accordo sembrerebbe molta meno cosa. Sostanzialmente sulla base della Diagnosi di Copenhagen, si fa riferimento all'obiettivo dei 2 gradi C e si stabilisce che le emissioni devono raggiungere il loro picco nel 2020 e che al 2050 devono essere ridotte del 50% rispetto al 1990.

Per quanto riguarda gli obiettivi di mitigazione specifici per i paesi in via di sviluppo, le quote di riduzione (specificate negli allegati A e B) sono ancora tutte da definire e sono quantificate con numerose X e Y. Si parla in generale di un obiettivo cumulativo di riduzione dell'80%, rispetto al 1990, delle emissioni nel 2050. I dettagli sui meccanismi di riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale sono invece lasciati alle specifiche decisioni della Conferenza delle Parti (COP15).

Il delicato capitolo finanziamenti nel periodo 2010-2012 prevede invece 10 miliardi di dollari l'anno, a supporto dello sviluppo tecnologico e della mitigazione e adattamento nei paesi in via di sviluppo. Verrà creato un nuovo organismo per amministrare questi finanziamenti sotto l'egida della Convenzione, mentre un nuovo fondo verrà creato sotto il controllo della COP15.

Un testo a prima vista un tantino diverso da quanto riportato dal Guardian (manca anche il distinguo dei most vulnerables countries). Con chi avranno parlato i giornalisti inglesi?

martedì 8 dicembre 2009

La diagnosi di Copenhagen

E' tutto nella relazione The Copenhagen Diagnosis, un analisi ad interim che segue l'ultimo (il quarto) rapporto dell'IPCC in attesa del prossimo che sarà completato nel 2013. E non è per nulla rassicurante sullo stato di salute del pianeta.

Aumento delle emissini di gas serra: le emissioni globali di CO2 da combustibili fossili nel 2008 sono il 40% in più di quelli del 1990. Even if global emission rates are stabilized at present -day levels, just 20 more years of emissions would give a 25% probability that warming exceeds 2 gradi C. Anche se le emissioni non aumentassero ma rimanessero a questi livelli, con una probabilità del 25% tra 20 anni la temperatura media sarebbe più elevata di 2gradi C. Ogni anno perso nella riduzione delle emissioni di CO2 aumenta la probabilità di incremento delle temperature superiore ai 2 gradi C.

Causa antropica del riscaldamento globale: negli ultimi 25 anni le temperature sono aumentate di 0.19 gradi C ogni dieci anni, in accordo con le previsioni che sono basate sull'incremento delle emissioni di gas serra. Come prova del fatto che la causa principale del riscaldamento è di natura antropica, è il fatto che nel corso degli ultimi dieci anni, nonostante una diminuzione dell'attività solare, la tendenza sia quella di un aumento delle temperature. Le fluttuazioni a breve termine riflettono solo una variabilità casuale e non dei cambiamenti significativi nella tendenza di fondo del riscaldamento globale.

Accelerazione della fusione del ghiaccio dei Poli: le misurazioni satellitari dimostrano senza ombra di dubbio che i ghiacci della Groenlandia e dell'Antartide, stanno perdendo massa ad un ritmo crescente. Lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari ha significativamente accelerato a partire dagli anni '90.

Fusione del ghiaccio marino: lo scioglimento del ghiaccio marino artico nel periodo estivo è andata ben oltre le previsioni dei modelli climatici: nel periodo 2007-2009 la fusione della piattaforma di ghiaccio è stata superiore del 40% rispetto alle previsioni dei modelli climatici IPCC AR4.

Delle correnti marine-sottovaluta l'innalzamento del livello: le misurazioni dei satelliti hanno registrato un innalzamento medio dei mari, negli ultimi 15 anni, di 3.4 mm all'anno, l'80% in più rispetto alle previsioni dell'IPCC.

Innalzamento del livello dei mari: entro il 2100, il livello medio dei mari è destinato ad aumentare di almeno il doppio di quanto previsto dal Gruppo di lavoro 1 della AR4 dell'IPCC e potrebbe essere superiore a un metro. Il livello dei mari continuerà a salire per secoli dopo che la temperatura globale smetterà di aumentare.

Un ritardo nell'intervento aumenta il rischio di danni irreversibili: Diversi elementi sensibili del sistema climatico (come la foresta amazzonica, i monsoni dell'Africa occidentale) potrebbero subire un cambiamento repentino e irreversibile. Il rischio di superare le soglie critiche aumenta fortemente con il cambiamento climatico in corso. Aspettare di disporre di maggiori livelli di certezza scientifica potrebbe essere fatale.

La svolta deve avvenire presto: se il riscaldamento globale deve venire contenuto ad un massimo di 2C sopra i valori pre-industriali, le emissioni globali devono diminuire rapidamente non oltre il 2020. E' necessario che globalmente entro la fine del secolo la nostra diventi una società a zero emissioni di CO2.

lunedì 7 dicembre 2009

Copenhagen: chiesta indagine formale sul Climate Gate

C'era da aspettarsi che al vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici si discutesse anche del Climate Gate, la storia delle e-mail scambiate tra alcuni ricercatori dell'IPCC di cui alcuni hacker si sono impossessati entrando nei server della University of East Anglia.

Uno scandalo non così enorme come qualcuno vorrebbe fare intendere, che vede coinvolti non più di 3/4 ricercatori. Interessante l'articolo di Geroge Monbiot pubblicato sul Guardian che spiega la storia e la sua reale portata.

Anche se questo, certamente brutto, episodio in realtà non fornisce nessun appiglio ai cosiddetti negazionisti per contestare le conclusioni sul riscaldamento globale e l'IPCC ha giustamente disposto un'indagine, al vertice di Copenhagen - dove si penserebbe che le delegazioni siano impegnate a discutere su come affrontare i cambiamenti climatici - un paese ha chiesto di avviare un'indagine formale sulla vicenda. Indovinate chi? L'Arabia Saudita...

Global warming: l'ultimissima analisi

L'ultimissima analisi sulle temperature del pianeta, coincidentemente in contemporanea al vertice di Copenhagen, arriva da Anatoly Zhigljavsky (Professor Chair in Statistics School of Mathematics, Cardiff University), che su una mailing list scrive:

 
 

Dear fellows,
I though some of you might be interested in what I have done after I got tired of listening about Global Warming and ClimatGate (ndb, il ClimateGate è la storia, un tantino esagerata, dei dati che sarebbero stati truccati per creare l'allarme ambientalista del riscaldamento globale).
I decided to check the data myself. The result is the following website:
http://www.cf.ac.uk/maths/subsites/zhigljavskyaa/climatechange/
I did not find any signs of the Global Warming!


 

Peccato che il prof. Zhigljavsky analizzi solo i dati degli ultimi 20 anni: un periodo di tempo troppo breve per dire che non c'è evidenza di surriscaldamento globale!

A/H1N1: la Polonia e il vaccino

Ricordate le dichiarazioni sul vaccino del ministro della sanità in Polonia Ewa Kopacz?

«A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l'anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l'influenza stagionale. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa» (La Stampa)

Nel giro di qualche settimana le cose sembrano essere cambiate ed ora che il virus H1N1 si sta diffondendo anche in Polonia pare che il ministro Kopacz abbia proposto al governo svedese, in via ufficiosa, di comprare le sue scorte di vaccino. Dopo tutto Ewa Kopacz non doveva essere poi così preoccupata sulla sicurezza del vaccino.

Verso Copenhagen passando per Berlino


La 15-esima conferenza ONU sui cambiamenti climatici nel bene e nel male traccerà la direzione che i governi vorranno (o non vorranno) percorrere per prendersi cura del nostro pianeta.

Venerdì 4 dicembre invece si è tenuta a Berlino la seconda conferenza internazionale sul clima Reconsidered the climate change, una sorta di contro-conferenza a cui hanno partecipato molti dei cosiddetti "scettici" o negazionisti del surriscaldamento globale, e che in un report edito a giugno 2009 così giustificano il loro lavoro:

Before facing major surgery, wouldn't you want a second opinion? When a nation faces an important decision that risks its economic future, or perhaps the fate of the ecology, it should do the same. It is a time-honored tradition in science to set up a "Team B," which examines the same original evidence but may reach a different conclusion. The Nongovernmental International Panel on Climate Change (NIPCC) was set up to examine the same climate data used by the United Nations-sponsored Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

La critica fondamentale che rivolgono all'IPCC è quella di essere un organismo formato da ricercatori finanziati dai governi per valutare le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per la comprensione dei mutamenti climatici indotti dall'uomo, degli impatti potenziali dei mutamenti climatici e delle alternative di mitigazione e adattamento disponibili per le politiche pubbliche (Wikipedia).

Al contrario l'NIPCC si qualifica come organismo non-governativo, dunque indipendente, che non parte dall'assunzione a priori che i cambiamenti climatici abbiano una causa antropica.

Ma il Team B è realmente indipendente quando ha alle spalle i sostanziosi finanziamenti dell'industria petrolifera (come documenta in dettaglio il dossier exxonsecrets.org di Greenpeace)? Ovviamente, non c'è nulla di male che l'industria finanzi studi e ricerche, purché tutto avvenga nella massima trasparenza, dichiarando i conflitti d'interesse.

E' una cosa importante perché quanto sia difficile fare un'analisi dei dati in maniera totalmente indipendente lo dimostra un piccolo esperimento condotto dall'Associated Press che ha chiesto a quattro esperti indipendenti di statistica di analizzare i dati di temperatura fonte Noaa (l'americano National Oceanic and Atmospheric Administration), rilevate con strumenti posti al suolo e disponibili per gli ultimi 130 anni, insieme alle rilevazioni satellitari (disponibili per gli ultimi trent'anni).

Nessuno degli esperti - tutti membri dell'American Statistical Association - sapeva da dove provenivano i dati e la ragione dell'analisi: a loro era stato semplicemente chiesto di individuare un trend.

Recentemente si sono fatte sempre più insistenti le voci, riportate anche dai media (BBC, Le Monde), di un processo di raffreddamento globale. Ne hanno scritto nel loro nuovo best-seller SuperFreakonomics, Levitt e Dubner:

While the drumbeat of doom has grown louder over the past several years, the average global temperature during that time has in fact decreased.

Secondo un sondaggio di Pew Research, poi, solo il 57% degli americani pensa che ci sia una convincente evidenza scientifica a favore del riscaldamento globale, contro il 77% nel 2006.

Dunque il nostro pianeta si sta raffreddando come raccontano gli scettici?

Il risultato finale del piccolo esperimento dell'Associated Press, pur con tutti i limiti di analizzare dati al di fuori del loro contesto (e quanto l'analisi possa essere realmente informativa), ha visto tutti gli esperti concordi nell'affermare che quei dati non supportano l'ipotesi di un abbassamento delle temperature. L'anno più caldo di tutti è stato il
1998, dopo le temperature hanno subito oscillazioni che riflettono una variabilità casuale, senza delineare un trend verso il raffreddamento. Al contrario ci sarebbe un trend verso l'innalzamento: la media mobile delle temperature degli ultimi 5 anni è più elevata di tutti gli anni precedenti. Ed alla stessa conclusione si arriva se, come preferiscono i fautori della tesi del raffreddamento globale, si utilizzano esclusivamente i dati satellitari.

sabato 5 dicembre 2009

A/H1N1: blogger arrestato in Russia

Ivan Peregorodiev, studente russo di medicina, è stato arrestato per aver denunciato dal suo blog la presenza di un focolaio di peste polmonare nella citta di Saratov.

Formalmente l'accusa a suo carico, sulla base dell'articolo 207 del Codice Penale russo, è di aver diffuso notizie false in relazione ad atti di terrorismo. 

Il giorno prima dell'arresto, avvenuto il 3 dicembre, Peregorodiev dal suo blog aveva denunciato il tentativo da parte delle autorità cittadine di nascondere l'elevato numero di vittime causate dal virus H1N1 e la totale mancanza di misure preventive, sollevando un'indignazione pubblica che richiesto il ritorno immediato del Governatore di Saratov impegnato in una visita in Bielorussia.

Sfidando le dichiarazioni ufficiali che minimizzavano l'epidemia di influenza suina, Peregorodiev scriveva :

Turns out we may have a plague. "The results of the autopsy of people that died of swine flu - that became publicly available - caused panic. According to witnesses, the results of lung destruction resembled the cases of pneumonic plague described in medical literature." Do our authorities tell the truth when they dismiss this information? Today they plan to spray disinfectant solution against pneumonic plague from helicopters… P.S. And here is another one

E continuava

What is going on? Gentlemen, here is the latest news from an epidemic station: helicopters are loaded with disinfectant solution. P.S. Plots of American movies about the Apocalypse become reality

Messe alle strette le autorità erano costrette ad ammettere: 17 casi mortali di influenza suina; sovraffollamento negli ospedali; scarsità di risorse economiche da destinare all'acquisto del vaccino. Ma sulla rete si scatenava un'altra battaglia questa volta tra bloggers, alcuni dei quali riscontravano una strana somiglianza dei messaggi di Peregorodiev a quelli che un mese fa avevano denunciato la situazione in Ukraina.

Per il momento manca una spiegazione di come i post di Peregorodiev abbiano a che vedere con atti di terrorismo, e l'Institute for Collective Action, un'organizzazione non profit russa, ha avviato una campagna per la liberazione del blogger che criticando le dichiarazioni ufficiali delle autorità di Saratov stava esercitando il suo diritto di libertà di espressione. (Global Voices)

Ha esagerato Ivan Peregorodiev? E' difficile destreggiarsi tra i numeri che arrivano dalla Russia. Le cifre ufficiali parlano di circa 600 casi mortali, distinguendo tra diversi tipi di influenza . Tra questi 16 (al 25 novembre ma nella citta di Saratov ai primi di dicembre sono già 17) sarebbero attribuiti all'influenza A/H1N1 anche se i media riportano il numero di 26. Numeri e rapporti un tantino confusi perché al momento il virus dell'influenza A/H1N1 è quello dominante, dunque sarebbe interessante sapere quali altri virus starebbero circolando in Russia. Molto probabilmente però si tratta dei numeri inattendibili di un paese che è abituato a non raccontare la verità e che ha fatto ben poco per seguire le raccomandazioni del WHO per fronteggiare la pandemia.

mercoledì 2 dicembre 2009

Il tesoro della Royal Society

La Royal Society è la prestigiosissima accademia delle scienze inglesi, e una delle più antiche istituzioni scientifiche, fondata nel 1660 da Robert Boyle, Robert Hooke, Christopher Wren, tra gli altri.

Il prossimo anno celebrerà i suoi 350 anni e attingendo alle sue miniere d'oro ha creato una sorta di percorso guidato (Trailblazing), molto bello, della scienza rendendo tra l'altro accessibile la consultazione di 60 paper storici.

Per esempio si può leggere la lettera sulla luce ed i colori che Newton spedì all'editore della Cambridge University Press nella strana data del 6 febbraio 1671/72. 1671/72? L'incertezza dell'anno dipende dal fatto che dal XII secolo fino al 1751 l'anno legale in Inghilterra terminava il 25 marzo dell'anno successivo , quindi il febbraio 1672 era ancora a Londra e dintorni il 1671.

Il paper di Crick e Watson sulla struttura del DNA...