venerdì 18 marzo 2011
giovedì 17 marzo 2011
Fukushima: il problema della comunicazione del rischio
Nei giorni scorsi sono state molto drammatiche le parole del commissario europeo all'Energia Oettinger: in Giappone si parla di apocalisse e credo che la parola sia particolarmente ben scelta.
Sul suo sito web, The Peter Sandman Risk Communication website, rispondendo alle domande di un reporter sull'allarmismo che si è creato attorno a Fukushima, Peter Sandman dà un giudizio su come i rischi e le conseguenze di questo incidente nucleare sono comunicati da parte degli esperti e delle autorità competenti.
Il problema centrale [di comunicazione del rischio] nasce dall'incapacità di sapere quanto la situazione è sotto controllo e cosa potrebbe succedere se le cose peggiorano. Gli esperti giapponesi non sono stati di aiuto nel capire tutto questo. Peggio ancora, il modo in cui finora hanno comunicato l'evolversi della situazione ha incoraggiato a sospettare che non diceano tutta la verità e che non sappiano cosa devono fare.
Quali sono gli scenari che gli esperti tentano di prevenire? Il mondo ha diritto di saperlo, ed ha il diritto di giudicarli severamente per non essere trasparenti. Ancora più importante, il mondo non può far altro se non congetturare su ciò che potrebbe accadere e che funzionari o troppo irresponsabili non prendono in considerazione o troppo vili non rivelano.
In questa situazione, è la speculazione su quanto di peggio potrebbe accadere ad avere, in maniera comprensibile, più risalto - soprattutto perché finora i fatti sono sempre andati in senso contrario alle rassicurazioni di questi funzionari.Idealmente, una comunicazione corretta avrebbe dovuto anticipare queste reazioni, gli esperti avrebbero dovuto condividere pubblicamente le loro preoccupazioni sugli sviluppi dell'incidente.
Il consiglio dei comunicatori del rischio è quello di portare al pubblico lo stesso livello di preoccupazione che gli esperti stanno vivendo, cercando di dare risposte a cosa nel breve termine è (i) più probabile che accada;
(ii) qual è lo scenario peggiore che non si può escludere come troppo improbabile e di cui bisogna preoccuparsi
Dal momento che gli esperti giapponesi hanno evitato di rispondere alla seconda di queste domande, l'allarmismo ha preso il sopravvento.
[..]
L'altro grande errore di comunicazione del rischio è stato quello di presentare informazioni rassicuranti in un modo tale da mostrare mancanza di rispetto per le paure della gente normale. La maggior parte delle persone non è in preda al panico. Sta cercando di capire come comportarsi. Non sono stati aiutati da informazioni rassicuranti di esperti che sembrano credere che siano tutti stupidi.
Tepco, il godzilla del nucleare e la probabilità
Nata nel 1951, la Tokyo Electric Power Corporation (TEPCO) è uno dei Godzilla nucleari del mondo dell’energia[...] E' un mostro atomico, che possiede 17 reattori nucleari cui se ne dovrebbero aggiungere altri 4, tra il 2014 e il 2018.
Greenpeace ha pubblicato un dossier sul colosso energetico giapponese: resoconti truccati sulla sicurezza, scarsa manutenzione degli impianti atomici. Un problema di trasparenza che riguarda l'intera industria nucleare.
Ecco la cronologia dei fatti più recenti (dal 2000 in poi) che Tepco ha provato a nascondere.
2000. Un reattore della centrale di Fukushima – quella colpita dal terremoto dell’11 marzo – viene spento. Altri incidenti, con perdita di radioattività, soono stati registrati nel 1994 e 1997.
2002. Sempre a Fukushima vengono individuate fessurazioni nell’impianto di raffreddamento.
2004. Secondo Der Spiegel, nell’agosto 2004 (il giorno del 59mo anniversario dell’esplosione atomica su Nagasaki), quattro operai muoiono per una fuga di vapore surriscaldato nella centrale di Mihama.
2006. Ancora Fukushima: viene registrata una fuga di vapore radioattivo.
2007. Un terremoto meno violento di quello dei giorni scorsi danneggia gravemente l’impianto nucleare di Kashiwazaki-Kariwa (sempre della TEPCO, il maggiore al mondo come capacità produttiva); l’impianto è composto da sette reattori in teoria a prova di terremoto (almeno, questo era quello che millantava TEPCO). Invece, 1135 litri di acqua radioattiva finiscono nel Mar del Giappone durante il terremoto. In seguito, si scopre che la faglia responsabile del terremoto del 2007 non è mai stata “ufficialmente” identificata dagli approfonditi studi sulla geologia del sito di Kashiwazaki-Kariwa: infatti, la centrale è stata costruita proprio sopra la faglia!
2008. A Fukushima, un terremoto provoca la fuoriuscita di acqua da una piscina in cui erano stoccate barre di combustibile nucleare esausto.
2009-2011. La storia degli incidenti a Kashiwazaki-Kariwa continua. Nel 2009, quattro persone vengono ferite per un incidente nell’impianto. Nel 2010, a tre anni di distanza dal terremoto, dopo numerosi interventi per aumentare al sicurezza e dopo ben undici incendi, solo due reattori erano stati riattivati. Al momento del terremoto, l’11 marzo 2011, tre reattori erano ancora chiusi.La Commissione Nucleare Giapponese nel 2003 si è data questo obiettivo di sicurezza: "Il rischio per una persona che viva in prossimità di un sito nucleare di subire danni acuti da esposizione alle radiazioni (in conseguenza di un incidente) non deve superare la probabilità di circa 1x10E-06 all'anno." Ovvero un evento catastrofico ogni milione di anni.
Alla luce di queste informazioni quanto avreste scommesso che in un impianto della TEPCO questo evento catastrofico non sarebbe mai successo? E' il concetto di probabilità soggettiva che dovrebbe essere utilizzato in casi come questi. Fukushima è una delle tante dimostrazioni che il rischio di incidente nucleare è abbondantemente sottostimato perché è funzione di variabili poco controllabili (di eventi non ripetibili nelle stesse condizioni).
Fukushima: questione di numeri
A dirlo il commissario europeo per l'energia, Gunther Oettinger, davanti alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo a Bruxelles.
Praticamente tutto è fuori controllo. Non escludo il peggio nelle ore e nei giorni che vengono.
Esperti di sicurezza, nuclearisti, tutti a raccontarci che un incidente come quello di Chernobyl non sarebbe più potuto accadere. Centrale vecchia, quella di Chernobyl, si diceva tecnologia poco sicura e una catena di errori umani.Ora stiamo assistendo a un altro evento nucleare potenzialmente catastrofico. Le nuove centrali saranno più sicure, si dice, e l'incidente di Fukushima è stato causato da un evento imprevedibile.
Quanto era imprevebile un evento simile? Il Guardian ha fatto una lista degli incidenti nucleari accaduti dal 1952 a oggi. Li potete vedere riportati nella cartina seguente (i dati sono scaricabili qui)
mercoledì 16 marzo 2011
Il problema dell'industria nucleare
Questo è uno dei motivo per cui mi spaventa il nucleare civile: il fanatismo (avete un aggettivo diverso?), le convinzioni impermeabili a ogni evidenza da parte dei sostenitori dell'atomo.
Robin Grimes è il direttore del Centro di Ingegneria Nucleare all'Imperial College di Londra, ed è ovviamente un sostenitore del nucleare. Ecco cosa ha dichiarato in un intervista a Nature:
Grimes says that he believes the event actually proves the safety of nuclear power plants. Despite being more than 30 years old, and having faced the largest earthquake ever recorded in Japan and a towering tsunami, the reactors at Fukushima Daiichi have, so far, largely contained their dangerous radioactive fuel. "Actually, it's a success," Grimes says, then adds: "Although do I think the general public will be able to see that? I think the answer is, sadly, no."Avete capito? Per Robin Grimes gli eventi di Fukushima sono la prova della sicurezza delle centrali nucleari. Purtroppo però la gente non è in grado di capirlo.
martedì 15 marzo 2011
Quanto imprevedibile era l'incidente di Fukushima?
La Commissione Nucleare Giapponese nel 2003 si è data il seguente obiettivo di sicurezza: "Il rischio per una persona che viva in prossimità di un sito nucleare di subire danni acuti da esposizione alle radiazioni (in conseguenza di un incidente) non deve superare la probabilità di circa 1x10E-06 all'anno."
Significa che la Commissione Nucleare Giapponese accetta il rischio di un un evento grave, molto grave, ogni milione di anni. Questo è stato stabilito nel 2003. Il loro unico incidente che dovrebbe verificarsi ogni milione di anni è accaduto 8 anni dopo!
E' stato davvero stata una fatalità unica e mai più ripetibile? Questo rischio non avrebbe invece dovuto essere contabilizzato in una valutazione realistica del rischio nucleare? Siamo troppo abituati a pensare alla probabilità in termini di frequenze di eventi incorrendo in problema di sottostima: se calcoliamo la frequenza di un evento raro e la nostra sopravvivenza dipende dal fatto che tale evento non abbia luogo (come ad esempio un evento nucleare), allora sottostimiamo tale frequenza.
Bisogna valutare il potenziale di un futuro nucleare alla luce del disastro in Giappone.E' quello che stanno facendo la Germania, la Svizzera, tutti paesi europei, tranne l'Italia.
Anatomia della fusione del nocciolo
Sul blog di Nature The Great Beyond, una spiegazione di cosa sta succedendo ai reattori di Fukushima.
What next? cosa succedera?
Nel migliore dei casi, le barre di uranio verranno raffreddate e la situazione si stabilizzerà. E' però importante comprendere che non c'è modo per "spegnere" il calore residuo all'interno di questi reattori che (tranne nel caso in cui il combustibile non venga spostato, cosa che sembra improbabile, per ora) dovranno essere attivamente raffreddati per settimane. Anche nel migliore degli scenari, lo smantellamento dei reattori potrebbe richiedere decenni.
Status dei reattori di Fukushima
Fukushima No. 1
-- Reactor No. 1 - Cooling failure, partial melting of core, vapor vented, hydrogen explosion, seawater pumped in.
-- Reactor No. 2 - Cooling failure, seawater pumped in, fuel rods fully exposed temporarily, damage to containment system, potential meltdown feared.
-- Reactor No. 3 - Cooling failure, partial melting of core feared, vapor vented, seawater pumped in, hydrogen explosion, high-level radiation measured nearby.
-- Reactor No. 4 - Under maintenance when quake struck, fire caused possibly by hydrogen explosion at pool holding spent fuel rods, pool water levels feared receding.
-- Reactor No. 5 - Under maintenance when quake struck.
-- Reactor No. 6 - Under maintenance when quake struck.
Fukushima No. 2
-- Reactor No. 1 - Cooling failure, then cold shutdown.
-- Reactor No. 2 - Cooling failure, then cold shutdown.
-- Reactor No. 3 - Cold shutdown.
-- Reactor No. 4 - Cooling failure, then cold shutdown.
lunedì 14 marzo 2011
Fukushima: perdite radioattive andranno avanti per mesi
Ecco invece dal New York Times:
So far, Japanese officials have said the melting of the nuclear cores in the two plants is assumed to be “partial,” and the amount of radioactivity measured outside the plants, though twice the level Japan considers safe, has been relatively modest.
But Pentagon officials reported Sunday that helicopters flying 60 miles from the plant picked up small amounts of radioactive particulates — still being analyzed, but presumed to include cesium-137 and iodine-121 — suggesting widening environmental contamination. In a country where memories of a nuclear horror of a different sort in the last days of World War II weigh heavily on the national psyche and national politics, the impact of continued venting of long-lasting radioactivity from the plants is hard to overstate.
Japanese reactor operators now have little choice but to periodically release radioactive steam as part of an emergency cooling process for the fuel of the stricken reactors that may continue for a year or more even after fission has stopped. The plant’s operator must constantly try to flood the reactors with seawater, then release the resulting radioactive steam into the atmosphere, several experts familiar with the design of the Daiichi facility said.
That suggests that the tens of thousands of people who have been evacuated may not be able to return to their homes for a considerable period, and that shifts in the wind could blow radioactive materials toward Japanese cities rather than out to sea.
Fukushima: ancora scenari
Dunque mentre le autorità continuano a minimizzare la possibilità di un incidente grave che comprometta la tenuta della gabbia di contenimento dei reattori, non così tranquilli sembrerebbero essere gli esperti.
I reattori della centrale di Fukushima sono di tipo BWR, ad acqua bollente, con struttura di contenimento di tipo Mark I. Questo tipo di costruzione di contenimento èparticolarmente vulnerabile in caso di incidente che danneggia il nocciolo. Un recente studio del Sandia National Laboratories mostra che la probabilità che si verifichi un cedimento è quasi del 42%
Nello scenario più probabile si verifica la combustione delle barre di uranio parzialmente fuse, il loro rovesciamento sulla superficie della gabbia di contenimento (vessel), e la diffusione fino a raggiungere le pareti di acciaio del vessel.
Link
All Things Nuclear
domenica 13 marzo 2011
Giappone: abbiamo un problema a tre centrali
- 1 x 439 MW started in 1970
- 4 x 760 MW started 1973-1977
- 4 x 1067 MW started 1979-1986
- 1 x 498 MW started 1983
- 2 x 796 MW started 1994 and 2001
- 1 x 1060 MW started in 1978
Fukushima: All things nuclear - scenari

Quante volte ci hanno parlato della sicurezza delle centrali americane improntate su doppi e tripli controlli?
Ebbene, il problema al reattore 1 della centrale di Fukushima è iniziato con un doppio smacco: il terremoto di magnitudo 9 che ha causato un'interruzione di energia elettrica, e lo tsunami che ha messo fuori uso il sistema di ripristino della corrente.
Questo improbabile uno-due ha portato ad un blackout di stazione. La probabilità che si verifichi uno scenario simile è così bassa che pochi statistici pochi si aspettavano che accadesse. Ma è successo, a Fukushima. E' un problema di probabilità condizionata: le probabilità di un doppio evento simile è minima, ma la probabilità che si verifichi lo tsunami dato che si è già verificato un terremoto non è così bassa.
Cosa succederà ora? Spiega All things nuclear che i sistemi di raffreddamento per il reattore di 1 unità non sono stati di funzionamento e, come il nucleo si riscalda, l'acqua che circonda il carburante è evaporato al punto in cui viene esposta il combustibile per l'aria. A meno che non ci sia un modo per sostituire l'acqua il carburante continua a riscaldarsi.
Per tentare di raffreddare il reattore, la TEPCO ha pompato di acqua di mare all'interno della struttura di contenimento. Poiché l'acqua salata è corrosiva e può danneggiare seriamente il reattore, si è trattato di un'opzione di ultima istanza che indica che i tecnici non si aspettano di riportare in funzione il sistema di raffreddamento.
Secondo quanto riportato, si sarebbe riusciti a riempire il contenitore del reattore con l'acqua, il che significha che le barre di combustibile non sono più esposte all'aria. Ma una qualche forma di raffreddamento è ancora necessaria.
sabato 12 marzo 2011
Fukushima e la paura dell'atomo
'I looked at the television screen and I thought the same thing I did all those years ago. Man has usurped the role of God, he is playing with fire, and he can only reap horror.'Ok, fatti e dati non vanno mischiati con le emozioni. Però leggendo le notizie sulla centrale di Fukushima non si può non pensare a Chernobyl, anche se i tecnici dicono che l'incidente più simile a quello della centrale giapponese della TEPCO si verificò nel 1979 nella centrale statunitense di Three Miles Island.
Fukushima suscita ancora di più un sentimento di vicinanza tra giapponesi ed ucraini, uniti dal senso di una tragedia nucleare, come si racconta in questo articolo.
'I have been to Nagasaki and Hiroshima, I have been to the (uninhabitable) zone around Chernobyl, and, as I see it, the Japanese and the Ukrainians are brothersA parlare è Igor Konstin. Era un fotoreporter ai tempi di Chernobyl, documentò con le sue foto le operazioni di soccorso improvvisate con gli operatori che a mani nude, senza nessuna protezione, rimuovevano il materiale radioattivo fuoriuscito. Attorno a Chernobyl è ruotato in seguito il suo lavoro di fotografo, con gli scatti alle città fantasma attorno alla centrale e con le fotografie che nel corso degli anni ha fatto ai sopravvissuti, documentanto gli effetti delle radiazioni sulla popolazione.
Eppure nonostante Chernobyl, l'Ucraina è uno dei paesi entusiasticamente più favorevoli al nucleare con il 53% della sua energia prodotta dall'atomo. Channel 5, il canale televisivo indipendente, ha coperto ampiamente la notizia della catastrofe giapponese dedicando quasi un terzo della sua copertura alle immagini dei danni causati dal terremoto di magnitudo 8,9 e dallo tsunami. Nei suoi servizi, però, si è parlato pochissimo della centrale di Fukushima:
a wise move, Chernobyl survivors said.E gli ucraini, intervistati, sembrano considerare un incidente nucleare in Giappone non un pericolo assoluto:
The thing that Chernobyl taught us, is that even after a radioactive explosion, the world does not end, life goes onIl Giappone è diverso dall'Unione Sovietica del 1986, le autorità giapponesi proteggeranno la loro gente, dicono gli ucraini. Konstin che di cose ne deve aver viste tante invece sembra essere più fatalista:
I say to them (the Japanese) if the worst happens, 'May God protect you and keep you. If the worst happens, look to your family and do your best to protect them. With prayers and luck, you will come through',' Kostin said.
martedì 3 giugno 2008
Il nucleare non conviene
Era nell'aria e di nuovo è saltata prepotentemente fuori la questione nucleare
Tralasciamo il problema della gestione dei rifiuti, un problema non secondario che un paese che avesse un minimo di etica ambientale affronterebbe in maniera chiara prima di lanciarsi nell'avventura dell'atomo.
Qui sotto sono riassunti le principali evidenze di uno studio commissionato da Greenpeace ad un gruppo di ricercatori (economisti ed esperti del settore energetico) indipendenti. (versione integrale).
Aumento dei costi di costruzione
Il caso d'esempio è rappresentato dall'India, paese con un esperienza recente in materia, in cui i costi completi degli ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio.
Non è andato meglio negli US in cui una valutazione effettuata su 75 reattori ha stimato un aumento dei costi previsti del 323% (dagli iniziali 45 miliardi di $ ai finali 145 miliardi di $.
Aumento dei tempi di costruzione
Uno studio condotto dal Consiglio Mondiale dell’Energia (WEC) ha mostrato che in tutto il mondo i tempi di costruzione per i reattori nucleari sono aumentati dai 66 mesi a 116 mesi tra il 1995 e il 2000. Attualmente vi sono solo 22 reattori in costruzione nel mondo. Per 5 di essi la costruzione è cominciata oltre 20 anni fa. Ci sono poi 14 reattori dei quali la costruzione è stata cominciata ma è attualmente sospesa. Evidentemente gestire la costruzione di reattori sempre più complessi è più problematico di quanto si dica.
Un esempio è offerto dal reattore Olkiluoto-3 in Finlandia che in poco tempo è diventato il caso-scuola di tutto ciò che può andare storto in termini economici nella costruzione di nuovi reattori: i ritardi legati ad aspetti chiave della sicurezza, gli aumenti eccessivi dei costi, un pasticcio di sussidi di stato nascosti che stanno portando conseguenze sul piano legale. Nel dicembre del 2006, dopo soli 16 mesi di costruzioneil reattore era già indietro di 18 mesi. Pare che alla fin eil progetto andrà fuori budget di almeno 700 milioni di euro.
E' così che si pensa di risparmiare?
L'Enel si dichiara pronta a raccogliere la sfida della costruzione di centrali di nuova generazione. Quali? I reattori di generazione III? l’unico di questo tipo è l’ABWR, prodotto in Giappone. A fine del 2006, se ne contavano 4 in servizio e due in costruzione. Costi totali di costruzione ue unità sono state ben superiori a quelle previste Ulteriori problemi sono sorti con la scoperta di una crepa nelle pale delle turbine dei due impianti.
I reattori di generazione III+ ? ve ne è solo uno in costruzione.
I reattori di Generazione IV? per il momento sono progetti ancora sulla carta. Le complicazioni tecniche hanno ritardato la loro costruzione e molto probabilmente per almeno 20 anni non saranno pronti; i costi del ritrattamento del combustibile non sono del tutto chiari.
domenica 23 dicembre 2007
La Zona
Oggi In un raggio di 30 km dalla centrale non ci vive più nessuno, tranne alcuni contadini che sono tornati nelle case dei boschi. Vivere nella Zona di Esclusione sembra meglio della fame in città. E la Zona li ripaga. La natura pulsa, si agita rigogliosa, si riappropria dei suo spazi. E si ribella.
I dintorni di Chernobyl 20 anni dopo sono inquietanti. Li descrive una ricerca di Anders Moller, pubblicata su Biology Letters, raccontata sull'Independent.
Gli animali che popolano la Zona sono geneticamente mutati a causa delle radiazioni. I lupi, di taglia più piccola rispetto a quelli normali, si sono negli anni cibati dei cani abbandonati durante l'evacuazione. Per anni i gatti non hanno partorito cuccioli maschi. Le rondini sono albine, come il negativo di una fotografia. E il grano cresce bello, diritto, dorato. Grano radioattivo.

