mercoledì 29 luglio 2009

A/H1N1: vaccino fast tracked?

Finora negli States la nuova influenza A/H1N1 ha colpito in maniera particolarmente le donne incinte. Le statistiche provengono da uno studio pubblicato su Lancet: i ricoveri sono stati 4 volte più frequenti rispetto alla popolazione generale, e anche se è vero che questo fatto potrebbe essere dovuto ad un principio di precauzione dei dottori , il 6% dei casi mortali è avvenuto tra donne incinte, le quali rappresentano solo l'1% della popolazione americana (un pattern ricorrente anche nelle precedenti pandemie).

Non si sa molto su quali possano essere gli effetti collaterali degli antivirali sul feto e non sorprende quindi che le donne incinte rientrino nei gruppi a rischio a cui somministrare la vaccinazione. La corsa alla preparazione del vaccino è iniziata, però, con qualche problema. Normalmente tra la produzione dei ceppi contenenti il virus e il completamento dei clinical trials per testare sicurezza ed efficacia trascorrono circa nove mesi, ma in questi anni sono stati preparati dalle agenzie per la regolamentazione dei farmaci (l'EMEA, l'americana FDA e la Health Canada) delle procedure fast-track proprio in previsione di una pandemia.  

L'intenzione è quella di considerare il nuovo vaccino come un prodotto supplementare rispetto ai vaccini influenzali già approvati. L'EMEA, per esempio, ha pianificato un sistema fast-track che si basa sull'utilizzo di dati relativi a processi produttivi, sicurezza ed efficacia dei vaccini antipandemici già prodotti.

Le aziende farmaceutiche -la Baxter, la GlaxoSmithKline e la Novartis seguiranno questo procedura se i governi europei la approveranno - potrebbero utilizzare i dati relativi al vaccino per l'influenza aviaria e quindi chiedere l'approvazione solo per il cambiamento del ceppo influenzale. Il nuovo vaccino potrebbe così essere approvato in 5 giorni. Anche se la FDA ha già dichiarato che richiederà alle produttori dati relativi ai clinical trials per testare l'efficacia e la sicurezza. Anche perché nell'ombra c'è la paura della Sindrome di Guillain-Barré, una condizione neurodegenerativa, che nel 1976 si manifestò in seguito ad una campagna di vaccinazione contro un'influenza, anche allora, suina. 

+ Canadian-US-European pandemic vaccine fast-tracking system years in the planning

La testa e l'inquietudine

di Filippo Testa

Nonostante avessi il cuore colmo d'inquietudine e d'una pena indicibile, atteggiai la faccia a un sorriso sardonico, sfrontato.

MISHIMA Confessioni di una maschera 1949

foto: testa di Mishima dopo la decapitazione, 25 novembre 1970

martedì 28 luglio 2009

Probabilmente non è vero che le donne brutte si estingueranno

La tesi (citata in questi giorni su molti giornali: Daily, Times, etc.) che le donne brutte sono destinate all'estinzione è di uno psicologo, Satoshi Kanazawa, della London School of Economics che tra il 2005 e il 2007 ha pubblicato una serie di articoli sulla rivista Theoretical Biology con titoli ad effetto come: "I genitori alti hanno più figli maschi" o "Gli uomini violenti hanno più figli maschi" o "Gli ingegneri hanno più figli maschi e le infermiere più figlie femmine" (e se un ingegnere sposa un'infermiera?). L'ultimo della serie è stato "I genitori belli hanno più figlie femmine" e tutte queste sensazionali scoperte sono state ultimamente riprese in un libro ed in un ariticolo sulle dieci verità assolutamente non politically correct sulla natura umana. 

Visti i titoli ad effetto c'era da aspettarsi che le ricerche di Kanazawa avrebbero riscosso un certo successo nei media. Il fatto però è che l'autore è noto anche per avere qualche problemino con la statistica: è stato mostrato infatti che le analisi alla base delle sue "scoperte" non sono metodologicamente corrette, e che le differenze identificate tra numero di figli maschi e femmine potrebbero essere dovute solamente al caso. Un bell'articolo su The American Scientist spiega in dettaglio gli errori di Kanazawa e le ragioni per cui affermazioni esagerate come quella che l'evoluzione favorisce le belle donne hanno una grande cassa di risonananza nei media.

La crisi mondiale del cibo: l'altra pandemia

Tendiamo troppo spesso a rimuovere e dimenticare. A maggio di quest'anno, il consiglio dei governatori della Banca Asiatica dello Sviluppo si è riunito a Bali mentre movimenti sociali, ONG e altri gruppi protestavano contro una politica economica che ha impoverito l'intera regione, mettendo sul lastrico molte famiglie. Più di 56.000 bambini nell'area asiatica del Pacifico moriranno quest'anno solamente a causa della crisi economica. E' una pandemia che non ci fa paura, la crisi mondiale del cibo, eppure dovrebbe: l'influenza suina è solo l'ultima piaga dell'industria della carne e di un sistema alimentare avvelenato.

lunedì 27 luglio 2009

A/H1N1: una seconda ondata in Messico

Il Messico potrebbe fronteggiare prima del previsto la seconda ondata dell'influenza A/H1N1. A dispetto di un'insolitamente calda estate tropicale - che dimostra quanto siamo suscettibili a questo nuovo virus - il contagio continua a diffondersi con 632 nuovi casi e, negli ultimi 4 giorni, 10 decessi. Il Chiapas è uno degli stati più colpiti da questo nuovo focolaio: in poche settimane i casi si sono quasi quintuplicati arrivando a 3664. Lo Yucatàn e Città del Messico sono le altre due zone più colpite.

Intanto anche in Australia continua ad aumentare il numero dei ricoveri ed è atteso un picco di casi nelle prossime settimane.

Lo European Centre for Disease Control and Prevention nel rapporto Interim Risk Assessment 20th July 2009 ha pubblicato alcuni grafici, molto esplicativi, che mostrano sulla base di dati storici la differenza di proporzioni tra l'influenza di stagione ed una una pandemia


A/H1N1: i maiali dell'Alberta e la busta anonima

La realtà assomiglia spesso a una sceneggiature malriuscita, e questa sembra la trama di un Cassandra Crossing di serie B.

La storia inizia con una busta, la classica anonima busta gialla, arrivata alla redazione della CBS in Alberta (Canada). Ricordate dei maiali di un allevamento canadese infettati da un allevatore di ritorno dal Messico? Due ispettori della Canadian Food Inspection Agency mandati a raccogliere campioni dai maiali contrassero a loro volta l'influenza suina.

Dentro la busta, un rapporto interno dell'Alberta Health Services che rivelava che i due ispettori non erano stati addestrati alle procedure e non disponevano delle protezioni adeguate durante le due ore trascorse nell'allevamento a raccogliere i campioni da analizzare. Uno dei due, il giorno dopo, si imbarcò su un volo di linea per portare personalmente i campioni al laboratorio federale di Winnipeg. Gli fu espressamente richiesto di farlo.

Alle domande dei giornalisti della CBS, la prima dicharazione della Canadian Food Inspection Agency fu che un'agenzia giornalistica non aveva gli strumenti per giudicare il livello di rischio a cui furono esposti i passeggeri del volo. Poi disse che l'ispettore quando si imbarcò non presentava alcun sintomo influenzale, infine ammise che aveva un leggero mal di gola.

Cosa può saltare fuori da un'innocua busta gialla.

domenica 26 luglio 2009

Atenei virtuosi

E' uscita la classifica degli Atenei virtuosi. A parte l'espressione "fondo premiale" - non mi pare che premiale esista nel nostro vocabolario, ma magari il pacchetto università sarà stato scritto da qualche fuoriuscito dalle facoltà scientifiche - mi è venuta una curiosità. Al settimo posto c'è l'università Foro Italico, il vecchio ISEF, insomma. Non sono riuscito a capire che tipo di ricerca fanno- dato che ai fini della classifica la ricerca pesa per i 2/3. C'è una commissione scientifica ma nemmeno una pagina web per spiegare che progetti seguono. E per dire... stanno al settimo posto. Inventeranno nuovi stili di nuoto? si saranno gettati sul filone delle pubblicazioni tipo mens sana in corpore sano?

Mi sembra che il nostro sia proprio un paese con la testa nel pallone.

sabato 25 luglio 2009

A/H1N1: il mistero dell'Argentina

L'Argentina è finora uno dei paesi più duramente colpiti dall'influenza suina. L'epidemia ha raggiunto il picco nella metà di luglio, quando in alcuni ospedali di Buenos Aires le sale di attesa sono state adibite a stanze per aumentare il numero di posti letto disponibili; ma si teme una seconda ondata già ad agosto quando riapriranno le scuole. Tra i paesi latino-americano è anche quello con il maggior numero di casi mortali e, a livello globale, solo gli Stati Uniti hanno registrato più fatalità.

La notizia, che è un piccolo segnale di allerta, arriva da ProMED-mail, un sistema globale di segnalazione elettronica per focolai di malattie infettive emergenti e di tossine, supportato dall'International Society for Infectious Diseases. Le analisi di due campioni raccolta da pazienti infettati ricoverati per complicanze mostrano alcune differenze genetiche nel virus. Un gruppo di ricerca della Columbia University e dell'Istituto Nazionale di Malattie Infettive argentino hanno in programma di sequenziare 150 campioni di virus per studiare con quale frequenza si presentano queste mutazioni e se sono associate a un decorso più severo dell'influenza. La cautela comunque è d'obbligo perché i virus influenzali sono soggetti ad un elevato tasso di mutazione e dunque i cambiamenti osservati potrebbero non essere significativi. Peraltro un falso allarme in proposito si era già diffuso in seguito ad lcune mutazioni riscontrate in sequenze di pazienti brasiliani.

venerdì 24 luglio 2009

Il più gentile degli scettici

di Filippo Testa

Non esistono gatti comuni.

Colette

Quadro: Friedrich Overbeck Ritratto di Franz Pforr 1810

A/H1N1: 78% della popolazione contagiata in Nuova Zelanda?

E' in una lettera editoriale pubblicata sul New Zealand Medical Journal
che un gruppo di ricercatori della Otago University di Wellington (Nuova Zelanda) e della Utrecht University (Olanda) hanno riportato la prima stima sul tasso di riproduzione del virus A/H1N1 nell'emisfero australe. E' un valore pari a 1.96. Cosa significa? Vuol dire che ogni soggetto infetto ne contagia più o meno altri due. Dimostra che il virus si sta diffondendo molto rapidamente, molto più rapidamente di quanto si era inizialmente sospettato. Le prime stime del tasso di riproduzione erano attorno ad un valore di 1.5 (ovvero che due persone infette ne contagiono altre tre), soprattutto è un tasso maggiore di quello della Spagnola in Nuova Zelanda e significa che circa il 78% della popolazione (compresi gli asintomatici) saranno infettati. Una percentuale altissima, se si pensa che gli scenari previsti dal Servizio Sanitario inglese non vanno oltre la previsione del 30% della popolazione contagiata.

I dati utilizzati per la stima sono quelli racconti in Nuova Zelanda tra il 2 e il 15 giugno. Nuova Zelanda e Australia sono nella stagione influenzale ma sono avvantaggiate del fatto di trovarsi in una zona temperata e normalmente hanno dei tassi di riproduzione minori di quelli dell'emisfero settentrionale. Ed infatti i dati provenienti dal Giappone stimano un tasso di trasmissione tra il 2 e il 2.6.

Rimane comunque basso per il momento il tasso di mortalità che nei paesi sviluppati con un buon servizio sanitario dovrebbe attestarsi su 1/10.000 (un caso mortale ogni 10.000 infetti).

A/H1N1: il datablog del Guardian

I fatti sono sacri - facts are sacred - ed infatti il Guardian pubblica i dati relativi ai tassi di contagio nelle diverse regioni del Regno Unito: Swine flu cases where you live. E visto che li pubblica nella sezione Datablog, è possibile scaricarli in Google docs per farne rappresentazioni grafiche da postare su Flickr group

Si tratta dell'ultima di una serie di iniziative di tipo collaborativo, che in questo caso coinvolge una testata giornalistica, che sta caratterizzando lo studio di questa pandemia. Nuova e senza precedenti è stata infatti la reazione della comunità scientifica alla minaccia pandemia. Poche ore dopo che il virus A/H1N1 era stato isolato i ricercatori hanno reso disponibili a tutti le sequenze attraverso i database GISAID e NCBI. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford e dell'Università di Edimburgo nel preparare papers da sottomettere al processo di peer review ha aperto un wiki con l'obiettivo di disseminare i risultati delle analisi sul virus A/H1N1, per citare alcuni esempi.

Poi c'è stato anche l'episodio spiacevole che ha visto coinvolto un istituto di ricerca di Osaka che ha taciuto al WHO per alcuni giorni la scoperta di una mutazione del virus, in attesa di avere conferma della pubblicazione dello studio su una rivista medica americana.

Proprio questo caso ci fa capire che è nell'interesse di tutti, della comunità scientifica ma anche di tutti noi, rendere i dati rilevanti per lo studio di questa epidemia pubblicamente disponibili il prima possibile.

mercoledì 22 luglio 2009

A/H1N1: la lunga strada verso il vaccino

Come era già stato anticipato da Nature blogs, i ceppi virali identificati per la produzione del vaccino hanno mostrato una scarsa produzione di antigeni, con il rischio di non avere disponibili, nei tempi previsti, le quantità di vaccino già prenotate dai vari paesi.

Rispetto alla produzione del vaccino dell'influenza di stagione, le case farmaceutiche stanno ottenendo una quantità di antigeni minore tra il 50% e il 75%. Il CDC americano ha prodotto tre nuovi ceppi da inviare ai produttori, ma alcuni laboratori coinvolti nel lavoro sembrano mostrare segni di pessimismo sulla possibilità di risolvere in breve tempo il problema. Anche perché la causa potrebbe essere qualcosa di inerente al virus stesso.

Il WHO ha raccomandato l'uso di co-adiuvanti chimici per potenziare la risposta immunologica (che però negli US, per esempio, non sono approvati) e quindi utilizzare una minore quantità di antigeni. Senza un pieno utilizzo dei coadiuvanti si è stimato che la quantità di vaccino disponibile settimanalmente si ridurrebbe del 40-50% .

Intnto in Australia la CSL ha iniziato i clinical trials per testare l'efficacia e la sicurezza del vaccino. Su volontari tra i 18 e i 64 anni verranno testate due dosi: una di 10 microgrammi ed una di 30 e verrà studiata la risposta immunologica ad una dose o, se necessario, a due dosi. Il completamento del clinical trial richiederà circa 6 mesi, ma i primi dati saranno disponibili tra tre settimane. Un clinical trial su bambini tra i 6 mesi e 9 anni dovrebbe invece partire il mese prossimo. La CSL non sta comunque testando l'uso di co-adiuvanti.

martedì 21 luglio 2009

Computer virus H1N1

Dopo tutto alcuni modelli epidemiologici sono stati utilizzati per studiare la diffusione dei virus informatici, e allora non è strano che il virus H1N1 colpisca anche i nostri computer. Arriva per email sotto forma di allegato con l'icona che pare un documento work e dal nome Novel H1N1 Flu Situation Update.exe.

Tutti sappiamo che è meglio non aprire i file .exe che arrivano nella casella di posta; in questo caso per evitare il contagio è sufficiente buttare tutto nel cestino.

A/H1N1: Springer free access

Bella iniziativa della Springer che mette gratuitamente a disposizione di tutti gli articoli pubblicati nelle sue riviste scientifiche sul virus H1N1 e sull'influenza suina, nella speranza di "dare impulso alla ricerca scientifica sulle cause, le cure e gli altri aspetti di questo virus." Gli articoli sono liberamente accessibili qui e potranno essere scaricati fino al 31 dicembre.

Influenza suina: il WHO e la battaglia dell'informazione

In un interessante articolo sul Financial Times vengono rivolte molte critiche al WHO nel modo in cui gestisce le informazioni sulla pandemia.

Non sono molti gli specialisti di sanità pubblica che hanno il coraggio di criticare apertamente l'agenzia, qualcuno però lo dice chiaramente che il WHO ha molti dati a disposizione ma non li presenta: non è possibile sapere per esempio come di distribuisce l'infezione nei vari paesi per età, per sesso. Dai loro rapporti non è possibile capire cosa sta succedendo. Per esempio la distribuzione geografica dei casi di influenza non è mai uniforme, perché condizionata anche da fattori locali. Un'informazione quantitativa dettagliata, in particolare sui gruppi a rischio, permetterebbe di fare dei confronti regionali e capire se in presenza di picchi ci si trova di fronte a delle mutazioni del virus o a delle variazioni locali delle condizioni.

Tutto ciò sarebbe di enorme aiuto alla comunità internazionale, soprattutto per i paesi più poveri per i quali il WHO è la principale fonte di informazione sull'epidemia e che spesso non hanno la possibilità di partecipare alle (frequenti) conference calls organizzate con gli specialisti. I rapporti di questi incontri vengono fatti circolare con giorni di ritardo.

L'esempio emblamatico della volontà del WHO di non urtare troppo le suscettibilità politiche si ha avuto con la crisi dell'influenza aviaria, quando ai primi dettagliatissimi rapporti ne seguirono di sempre più brevi, fino a che il governo indonesiano decise di non seguire le linee-guida proposte e il WHO scelse di rimanere in silenzio.

Rendere accessibile a quanta più gente possibile un'informazione corretta è la lezione troppo spesso dimenticata dalle precedenti emergenze sanitarie. Ancora una volta è sul web oggi che si possono trovare oggi risorse importanti: per esempio Swine flu in Australia segue molto bene la situazione australiana con dati, grafici o science4dummies.

lunedì 20 luglio 2009

Influenza suina. Vaccino: questioni aperte

Nell'ultimo press briefing del CDC ad Atlanta si è parlato molto di vaccino. Circa i trials clinici ed i tempi programmati per gli States dalla FDA si saprà qualcosa di più in settimana.

Restano però molte domande aperte: prima di tutto la co-somministrazione con il vaccino dell'influenza di stagione: non dovrebbe essere un problema ma è una situazione che prima d'ora non è si è mai verificata. In secondo luogo, la necessità di avere dati riguardanti l'utilità e la sicurezza dei co-adiuvanti che dovrebbero potenziare l'effetto immunologico del vaccino. Infine una questione di non secondaria importanza. I vaccini vengono, nella maggior parte, preparati coltivando il virus in uova di gallina, motivo per cui ai soggetti intolleranti all'albumina normalmente non vengono somministrati. Quali decisioni si prenderanno nei confronti di questo gruppo di persone? Verranno estromessi dal programma di vaccinazione o verranno condotti trials clinici per verificare anche su di loro la reale pericolosità del vaccino?

Al momento l'impressione è che sul versante vaccino si assisterà all'ennesimo show dell'egoismo umano, con molti paesi che correranno per se stessi, come il Giappone che ha manifestato l'intenzione di importare tra i 15 e i 20 milioni di dosi di vaccino per far fronte ad una carenza interna, anziché fornire sostegno ai paesi del Sud-Est asiatico.

Guarda che luna, guarda che mare


Gli anni '60 furono speciali per la cosmologia: Gell-Mann e Zweig proposero il modello a quark, fu scoperta la radiazione cosmica di fondo che validà la teoria del Big Bang e... il 20 luglio del 1969 allunò per la prima volta l'Apollo 11 nel mare della Tranquillità. Molta retorica in questa giorni su quello storico evento: l'allunaggio segnò la vittoria degli US sull'Unione Sovietica nella corsa alla conquista dello spazio.

Ma cosa ha significato per la luna la conquista dell'uomo? Il suo lato oscuro è anche il nostro: la nostra totale incapacità a gestire i rifiuti. Nella foto sopra, tutti gli strumenti scientifici abbandonati dalla missione Apollo 14 (nel 1971) e sul sito della NASA le foto con i rottami-spazzatura lasciati sul nostro satellite nelle diverse missioni a partire dall'Apollo 11. Una grande, una grande conquista della nostra specie.

sabato 18 luglio 2009

Questione di miao

This cat may look like it's sleeping but may actually be planning new ways to exploit humans. Photograph: Taubenberger/Getty Images

Sarà anche come dice la didascalia che questo bel gatto fa solo finta di dormire e sta architettando nuove strategie per piegarci ai suoi voleri. In fondo, però, ne ha proprio bisogno? gli basta un miao che cadiamo alle loro zampe, questi esseri meravigliosi dagli occhi profondi come una notte stellata.

- miao, miao

Devo andare!

PS. Non illudiamoci, però. Arriva l'estate e 70.000 gatti domestici rischiano di essere abbandonati. Non c'è miao che tenga, traditori e opportunisti siamo noi umani!

venerdì 17 luglio 2009

A/H1N1: il WHO smette di contare i casi

The widespread epidemic of an acute catarrhal affection in Spain, which was stated in our last issue to be most probably influenza and attended by little or no mortality, is now reported to have caused 700 deaths in ten days, but if the number of cases has been as large as reported the case mortality must have been very low."

 Scriveva così BMJ (il British Medical Journal) nel lontano 1918, in uno dei suoi report sull'epidemia di influenza Spagnola (Gotch OH, Whittingham HE. A report on the "influenza" epidemic of 1918. Br Med J 1918;2:82-85.) E' curioso il parallelo con la pandemia da virus A/H1N1: incertezza iniziale sul numero dei casi, dibattito sul tasso di mortalità, maggiore o minore delle precedenti pandemie, e infine attenzione concentrata sulla gestione dell'epidemia e le misure di sanità pubblica. Sul New England Journal of Medicine è uscito un paper - gli autori sono tra i big del campo - centrato sull'eredità della pandemia del 1918, che è stato un evento dirompente.

In UK all'emergenza dovuta all'incremento del numero di casi, sta facendo seguito un po' di confusione tra le autorità sanitarie, anche nel modo in cui fornire informazioni. Sperando che da noi si tragga la lezione su come non gestire una crisi.

Dopo le dichiarazioni ottimistiche sulla possibilità di avere una vaccino già ad agosto, smentite dal direttore generale del WHO, e le linee guida contradditorie su come comportarsi rilasciate a medici di base e pazienti, il direttore generale della sanità pubblica inglese Liam Donaldson, già noto per una tendenza all'allarmismo, ha dichiarato che in UK potrebbero esserci 65.000 casi mortali (6 volte tanto quelli dell'influenza di stagione) prima che il vaccino sia disponibile. Ma sono proiezioni, non si sa quanto attendibili. Come riportato in un paper pubblicato dal gruppo di epidemiologia delle malattie infettive dell'Imperial College, i dati riguardanti la febbre suina non sono attendibili: tendono ad essere sottostimati sia i dati di mortalità - non sempre i casi fatali vengono correttamente identificati (un esempio difficoltà di assegnazione della causa di morte è quello del medico inglese Michael Day) - sia il numero di contagi.

Anche il WHO ha deciso di modificare i report di aggiornamento non tracciando più il numero di casi, nei paesi in cui l'epidemia è in corso, cosa ormai non più utile visto che il numero di casi confermati sembra essere abbondantemente sottostimato . Questo in conseguenza anche del fatto che i test di laboratorio, anche sui casi lievi, assorbono tempo e risorse sottraendole alla necessità di monitorare e seguire i casi più gravi e gli eventi eccezionali, come segnali di un aumento della virulenza. Aggiornamenti ad intervalli regolari sul numero di nuovi casi ed un adescrizione epidemiologica verranno forniti nel descrivere la situazione nei nuovi paesi affetti.. I paesi in cui la trasmissione è già a livello di comunità, dovranno invece fornire gli indicatori di monitoraggio dell'influenza stagionale.

Ma per il momento però la notizia più brutta è quella di un secondo focoloaio in Messico, dove i casi mortali nello scorso aprile/maggio sono già stati molti.

giovedì 16 luglio 2009

Flu parties: leggenda metropolitana?

Ne parlano in molti dei flu parties: "Le feste (dove si balla e ci si bacia deliberatamente) servono a contrarre il virus per la produzione di anticorpi e quindi a essere precocemente immunizzati". Ne parlano in molti, ma è difficile trovare qualcuno che ci sia stato, fa notare su BMJ blog Peter Flegg, medico di Balckpool,che avanza qualche perplessità sul fatto che esistano davvero e non siano piuttosto una leggenda metropolitana. I flu parties sono saliti alla ribalta della cronaca negli States e in UK circa due mesi fa, quando la BBC ha riportato la notizia del dibattito sul forum Mumsnet, dove però se ne parlava chiaramente in maniera astratta. Ad ora non c'è nessuna evidenza - dice Flegg - che delle feste siano deliberatamente organizzate per contrarre il virus. Cosa che tra l'altro è sconsigliatissima per le complicanze imprevedibili che il contagio con un virus poco conosciuto potrebbe comportare. Come conclude Tom Nolan su BMJ: "All this talk of parties is a pleasant distraction".

A/H1N1, anche il Guardian può sbagliare

Il virus A/H1N1 si diverte anche con il Guardian, che in un suo articolo ieri titolava che i casi di influenza suina nella prima settimana di luglio si sono sestuplicati. In realtà, come scritto nell'articolo:

"the rate of people diagnosed with influenza-like illness (ILI) in the north of England leapt from 6.6 per 100,000 of population during 29 June to 6 July to 37.2 per 100,000 between 6 and 16 July. ", ovvero ad essere sestuplicati sono le sindromi febbrili di tipo influenzali, non necessariamente la nuova influenza A/H1N1. Smania di sensazionalismo?

mercoledì 15 luglio 2009

L'influenza suina mette Google KO

Anche Google ha dovuto arrendersi al virus A/H1N1: nella sede indiana di Hyderabad (la settima città dell'India per abitanti) sono stati concessi due giorni di vacanza a tutti i dipendenti dopo che uno è risultato positivo al test per dell'influenza suina.

A/H1N1: problemi nella produzione del vaccino

Sono arrivate le prime stime del numero di italiani che potrebbero essere contagiati dal virus A/H1N1: 9 milioni nella prossima primavera che grazie ai vaccini dovrebbero scendere a 3-4 milioni. Qualche settimana fa c'era stata una polemica in UK per le dichiarazioni allarmistiche dell'analogo inglese di Fazio, sir Liam Donaldson, che aveva affermato che a fine agosto in UK si sarebbero registrati 100.000 contagi al giorno. Per il momento sia le previsioni inglesi che quelle italiane sono solo proiezioni, non si sa quanto attendibili, anche perché dipendono da quando si presenterà la successiva ondata (forse già a fine agosto?) e da quando i vaccini saranno disponibili - si dice ottobre, molto probabilmente non prima della fine dell'anno.  

I vaccini. A che punto è la produzione? Su questo versante le notizie non sono buone. I ceppi virali identificati dal CDC e dagli istituti che collaborabo con il WHO hanno mostrato una crescita lenta. Al momento si sta cercando di preparare nuovi ceppi, nella speranza che questi producano una quantità maggiore di antigeni, ma nel migliore dei casi ci sarà un ritardo di un mese che però non dovrebbe non dovrebbe influire sulla tabella di marcia della produzione, perché nel frattempo dovrebbero comunque partire i trials clinici per testare l'efficacia e la sicurezza del vaccino.E in UK, dove la preoccupazione tra le gente inizia a diffondersi, si parla di una procedura fast-track di approvazione in pochi giorni, per avviare il prima possibile quella che sarà la più grande vaccinazione di massa degli ultimi 50 anni (ma non è difficile immaginare che i primi ad essere vaccinati saranno un tantino nervosi...)

Se però questi problemi persistono, sarà disponibile solo la metà dei vaccini necessari, con conseguente scelta prioritaria delle categorie da vaccinare e l'impossibilità di fornire il vaccino a chiunque ne faccia richiesta. Lo Strategic Advisory Group of Experts on Immunization del WHO ha suggerito di considerare, nel definire le priorità, come soggetti più a rischio: le donne incinte, le persone con problemi cronici di salute, i bambini, i giovani adulti sani, che rappresentano le categorie che finora sono state più duramente colpite dall'influenza suina. A questo punto però c'è anche l'annoso dilemma: i paesi ricchi con poche scorte aiuteranno i paesi poveri? Il WHO ha lanciato l'ennesimo appello a condividere parte dei vaccini. C'è da scommetterci che, nonostante le buone intenzioni a parole, rimarrà inascoltato.

lunedì 6 luglio 2009

Nigeria express

Stazione, in attesa del treno; binari deserti che sembrano sciogliersi al sole e ritardi a valanga. Stranieri, che non sono turisti si vede dal colore della pelle.

- What is ritardo?
- Delay. Train is 35 minutes late...

Scambia due parole con l'amico, poi mi dice che deve andare a Mestre e cambiare per Padova. Proviamo a dare un'occhiata agli orari degli altri treni. Trentacinque minuti di ritardo il nostro mentre degli altri non si sa nulla.
Così inizia a chiedermi di me.
- What are you doing...
Si chiama Stanley e il suo amico, Bartholomew, è suo zio.
-I like making sport. I like running. Do you like it?
Appena gli dico che al massimo reggo 100 metri si mette a ridere...
- I enjoy life.
Mentre Bartholomew mi racconta che loro sono cristiani e scuote la testa quando gli dico che a me della religione non importa un gran che. Poi arrivano due ragazze che hanno avuto la soffiata giusta e ci dicono che il treno è al bivio e arriva tra dieci minuti.

Li ritrovo lì sopra, Stanley e Bartholomew
- Ehi sit down here. Sit down.
così mi faccio raccontare da Stanley della Nigeria.
- Nigeria? Fuck! If I like Nigeria I don't stay here. I'd be there.
Fuck. People is suffering. They don't have future. Bang, bang, mima con le mani una pistola. Bartholomew lo guarda. Tanti che studiano da dottore se ne vanno negli States o in Britain - Britain is expensive - e così per chi rimane essere curato è come vincere una lotteria, roba per pochi fortunati.
Qui comunque non è facile vivere:
- people is good, but no job. If you don't speak italian well they don't give you a job. No job, no money.

Quando ci separiamo Bartholomew mi raccomanda:
- Listen to me. Go to church. It's important for youngs. Read the bible and go to church.
Saluto Stanley e il saggio Bartholomew.
Hope you get all your dreams come true.