sabato 31 ottobre 2009

Il paradosso dell'influenza A/H1N1: siamo pronti ad affrontarlo?

Proprio oggi, ancora a Napoli, la prima bambina (11 anni) vittima del virus A/H1N1. Inutile negare che quando si hanno notizie di bambini in terapia intensiva ci si chieda cosa c'è che non va.

Continuare a ripetere, come fa il sottosegretario alla salute, che l'influenza A/H1N1 è dieci volte meno aggressiva dell'influenza stagionale serve a poco, perché si confrontano due cose diverse (oltre al fatto di confrontare stime, nel caso dell'influenza stagionale, con numero di casi confermati in laboratorio per l'A/H1N1). Le caratteristiche epidemiologiche dell'influenza suina sono diverse da quella dell'influenza stagionale. Ed infatti nel documento conclusivo di un meeting organizzato a Washington dal WHO si è chiaramente evidenziato che "mentre
le persone con determinate condizioni cliniche di base, inclusa la gravidanza, sono noti per essere a maggior rischio, molti casi gravi si verificano in giovani precedentemente sani. In questi pazienti, i fattori predisponenti che aumentano il rischio di grave malattia non sono ancora stati compresi, anche se sono in corso ricerche."

L'influenza stagionale colpisce in misura più grave gli anziani e i bambini tra gli 0 e i 4 anni. Invece, proprio la scorsa settimana, si è registrato il maggior numero di casi di influenza suina nella fascia di età 5-14 anni. Negli Stati Uniti si stima che l'influenza ogni anno faccia circa 100 vittime tra i bambini nelle stagioni più critiche (88 lo scorso anno). Quest'anno la soglia dei 100 casi mortali in età pediatrica, negli States, è già stata raggiunta.

Per queste ragioni il Joint Committee on Vaccination and Immunisation americano ha raccomandato che vengano immunizzati tutti i bambini, ed infatti negli Stati Uniti si offre il vaccino, in aggiunta a chi rientra nei gruppi a rischio, anche a tutti coloro tra i 6 mesi e i 24 anni di età. Da noi per il momento il Ministero della Salute ha solo esteso le categorie prioritarie per la vaccinazione pandemica, stabilendo che, contemporaneamente al personale sanitario e socio sanitario, vengano vaccinate prioritariamente per l'influenza pandemica anche le seguenti categorie a rischio:

  1. le donne al 2° e 3° trimestre di gravidanza;
  2. le persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni affette dalle patologie riportate nell'ordinanza dell'11 settembre 2009 (art. 1, comma 2) e i bambini tra 6 e 24 mesi nati pretermine;
  3. gli adulti con meno di 65 anni affetti dalle patologie riportate nell'ordinanza dell'11 settembre 2009 (art. 1, comma 2).

La differenza con l'influenza di stagione sta anche in quello che viene definito dagli stessi esperti "il paradosso dell'influenza suina": si tratta di un'influenza tutto sommato lieve eppure le unità di terapia intensiva rischiano un eccesso di casi. E' bene ripetere che solo una minoranza sviluppa complicanze. Molti di questi - non tutti in quanto una percentuale significativa (30%-40%) è composta da giovani sani- hanno problemi cronici di salute, come asma, diabete o cardiopatie. Anche l'obesità si presenta come fattore di rischio, a differenza dell'influenza stagionale. Per inciso, da noi seguire l'andamento dell'epidemia non è così semplice, negli stessi rapporti dello European Centre for Disease Prevention and Control a proposito dell'Italia manca il dato sul numero di pazienti ammessi in terapia intensiva in quando non fornito da nessuna fonte ufficiale. Un'informazione più completa e trasparente sarebbe sicuramente più utile.

La macchina salva-vita nel circa 4% (il dato proviene da uno studio australiano e neozelandese) di coloro che vengono ricoverati in terapia intesiva si chiama ECMO. Nel sud Italia non c'è un solo ospedale che lo possieda e che abbia personale addestrato al suo utilizzo. In Australia/Nuova Zelanda con 30 milioni di abitanti ci sono 15 centri che possiedono questa attrezzatura, in Italia - 60 milioni di abitanti - pare che i centri siano 5 tutti nel centro-nord. In questi mesi si è anche pensato a questo problema o si è puntato solo sulla strategia vaccinazione - con una procedura che peraltro si sta dimostrando piuttosto farraginosa?

venerdì 30 ottobre 2009

A/H1N1: raccomandazioni del SAGE sul vaccino

Lungo documento del WHO con le raccomandazioni sulle strategie di vaccinazione.

Prima di tutto i dati sulla situazioni attuale: complessivamente nel mondo sono segnalati 440.000 casi confermati, che per ragioni già riportate, sono una notevole sottostima dei casi reali. Tra questi sono stati riportati al WHO 5700 casi mortali.

Gli adolescenti e i bambini sono i soggetti più colpiti; i tassi di ospedalizzazione più alti sono nella fascia di età 0-5 e 5-14, Tra l'1% e il 10% di chi ha avuto complicanze si è resa necessaria un'ospedalizzazione. Tra i pazienti ricoverati tra il 10% e il 25% è stato ammesso in unità di terapia intensiva e di questi una percentuale variabile tra il 2% e il 9% è deceduto.

Complessivamentee donne incinte al secondo o terzo mese rappresentano il 7% -10% dei pazienti ricoverati. Le donne incinte hanno inoltre un rischio 10 volte maggiore della popolazione generale di essere ricoverate in terapia intensiva.

Sulla base di questi dati, gli esperti dello Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) on Immunization

Consigliano un vaccino monodose negli adulti e negli adolescenti, a partire dall'età di 10 anni. I dati sulla risposta immunitaria nei bambini tra i 6 mesi ed i 10 anni sono ancora limitati.

Per quanto riguarda la co-amministrazione del vaccino pandemico e quello stagionale, la raccomandazione è che entrambi o almeno uno siano inattivi. Seguendo l'indicazione del CDC è sconsigliata l'immunizzazione con entrambi i vaccini attenuati (il vaccino vivo attenuato è in genere più efficace del vaccino inattivo).

Per quanto riguarda la sicurezza del vaccino, il numero di effetti avversi osservati è in linea con quello atteso per i vaccini influenzali stagionali.

A/H1N1: alle donne basta davvero mezza dose di vaccino?

Secondo un editoriale del New York Times ci sarebbe più disponibilità di vaccino pandemico se si tenesse conto del fatto che secondo alcune ricerche, l'effetto del vaccino sull'organismo umano dipende dal sesso e dall'età e che generalmente le donne producono una risposta immunitaria più forte degli uomini. In particolare, i risultati di uno studio condotto nel 2004-2005 suggerirebbero che mezza dose di vaccino potrebbe essere sufficiente per rendere immuni le donne dal virus A/H1N1. Somministrare alle donne dosi inferiori di vaccino, hanno notato al New York Times, avrebbe sostanzialmente due vantaggi: minor rischio di effetti collaterali nelle donne stesse e una maggior disponibilità di vaccino pandemico anche per i paesi più poveri.

E' vero? Secondo il virologo Vincent Racaniello, è difficile interpretare i risultati dello studio in quel senso: la risposta immunitaria sembrerebbe dipendere dal ceppo virale (sembra essere vero per i virus H3N1 ma non per i virus H1N1) e servirebbero altri studi clinici per approfondire a questo problema.

Il pericolo sarebbe quello di stanziere milioni per decidere se immunizzare le donne con una quantità inferiore di vaccino,e nel mentre potrebbe emergere un nuovo virus che a sua volta non indurrebbe una risposta immunitaria diversa nei due sessi. Meglio investire, le conclusioni di Racaniello, in nuove tecniche per produrre più vaccino.

A/H1N1: verso il picco pandemico

Ora che è in arrivo anche da noi l'ondata pandemica, la domanda ricorrente è se siamo pronti ad affrontarla. I dati di sorveglianza epidemiologica dello European Centre for Disease Prevention and Control (la mappa qui sotto) mostrano che tra i paesi europei siamo tra quelli che finora hanno avuto il minor numero di casi mortali. E' probabile quindi che in queste settimane i casi fatali per ragioni statistiche aumenteranno - come affermava l'epidemiologo Irving Selikoff, le statistiche sono persone a cui sono state tolte le lacrime - anche se, è tipico dell'influenza, una distribuzione a macchia di leopardo e non è detto che i tassi di mortalità siano pressoché uniformi nei paesi europei.

Fonte: European Centre for Disease Prevention and Control

I dati di sorveglianza epidemologica dell'ECDC parlano di 1494 ospedalizzazioni fino al 18 ottobre ma manca il dato da fonte ufficiale sul numero di ricoveri in terapia intensiva. Un migliore coordinamento tra i centri nazionali e l'ECDC e una migliore comunicazione dei dati non guasterebbe.

I dati dell'Epicentro (il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) mostrano che la fascia d'età dove l'incidenza è maggiore è la fascia pediatrica (0-14 anni)

Mentre l'incidenza totale nell'ultima settimana di ottobre è di 3/4 casi ogni 1000 assistiti. Anche se una ricerca pubblicata dal CDC di Atlanta e dalla HarvardSchool of Public Health su Emerging Infectious Disease, che ha analizzato i dati americani nel periodo di Aprile-Luglio, suggerirebbe che le reali dimensioni della pandemia sono più estese di quanto i dati ufficiali non possano riportare.

Come evidenziato in alcune ricerche e dallo stesso WHO, la preoccupazione maggiore è ora in quel piccolo sottogruppo di pazienti che vengono ricoverati in terapia intensiva. In Australia e Nuova Zelanda (circa 30 milioni di abitanti) per 68 pazienti è stato necessario ricorrere all'ossigenazione extracorporea utilizzando la sofisticata apparecchiatura dell'ECMO, presente in 15 centri. La percentuale di pazienti per i quali è necessario questo trattamento è piccola, non c'è bisogno che di questa apparecchiatura siano dotati molti ospedali, ma da noi l'ECMO, e il personale adeguatamente addestrato al suo utilizzo, è presente in pochi centri (5) tutti nel Centro-Nord. Si è fatto abbastanza in questi mesi per assicurare a tutta la popolazione lo stesso livello di trattamento o i casi mortali saranno concentrati al Sud?

mercoledì 28 ottobre 2009

A/H1N1: caratteristiche cliniche dei casi gravi

Su EpiCentro, il sito web del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, è stata pubblicata la traduzione della nota informativa relativa alle caratteristiche cliniche dei casi gravi di influenza pandemica che sono state evidenziate nel meeting di tre giorni (14-16 ottobre) organizzato dal WHO a Washington a cui hanno partecipato più di 100 esperti (medici, scienziati e professionisti della salute pubblica).

Ecco alcuni estratti (di cui peraltro avevamo già anticipato in questo post).

Ancora una volta viene ribadito che il quadro clinico dell'influenza pandemica è diverso da quello dell'influenza stagionale:

Mentre le persone con determinate condizioni cliniche di base, inclusa la gravidanza, sono noti per essere a maggior rischio, molti casi gravi si verificano in giovani precedentemente sani. In questi pazienti, i fattori predisponenti che aumentano il rischio di grave malattia non sono ancora stati compresi, anche se sono in corso ricerche.

Intanto però è bene ricordare che

La riunione ha confermato che la stragrande maggioranza delle persone infettate nel mondo dal nuovo virus A/H1N1v continua ad accusare sindromi simil-influenzali senza complicazioni, con un pieno recupero entro una settimana, anche in assenza di cure mediche.

Fatta questa premessa, la preoccupazione è ora focalizzata sul decorso clinico di piccoli sottogruppi di pazienti che sviluppano rapidamente una polmonite progressiva molto grave per i quali si rendono necessarie cure intensive:

nei casi più gravi, in genere i pazienti iniziano a star peggio da 3 a 5 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Il deterioramento è rapido, con molti pazienti che arrivano all'insufficienza respiratoria entro 24 ore, e richiede il ricovero immediato nel reparto di terapia intensiva. Al momento del ricovero, la maggior parte dei pazienti ha bisogno immediato di un supporto respiratorio con ventilazione meccanica. Tuttavia, alcuni pazienti non rispondono bene alle supporto ventilatorio convenzionale, complicando ulteriormente il trattamento.

Tra le complicanze

la polmonite virale primaria è la più comune nei casi più gravi ed è frequentemente causa di morte. Le infezioni batteriche secondarie sono state riscontrate in circa il 30% dei casi mortali. Insufficienza respiratoria e shock refrattario sono state le più comuni cause di morte.

Le evidenze cliniche comunque dimostrano che

un tempestivo trattamento con i farmaci antivirali, oseltamivir e zanamivir, riduce la gravità della malattia e migliora le possibilità di sopravvivenza. Questi risultati rafforzano le precedenti raccomandazioni dell'Oms per il trattamento precoce con questi farmaci dei pazienti che rispondono ai criteri di trattamento, anche in assenza di un test di conferma positivo.

Ecco chi sono i gruppi maggiormente a rischio:

il rischio di malattie gravi o mortali è più alta in tre gruppi: donne in gravidanza, soprattutto durante il terzo trimestre di gravidanza, bambini di età inferiore ai 2 anni, e persone con malattie polmonari croniche, inclusa l'asma. I disturbi neurologici possono aumentare il rischio di malattie gravi nei bambini.

Un commento a parte riguarda l'obesità e l'obesità morbosa in particolar,e che sono presenti in gran parte dei casi gravi e mortali, anche se né nelle passate pandemie né nelle passate influenze stagionali sono state riconosciute come fattore di rischio.

 
 

+ Clinical features of severe cases of pandemic influenza (articolo originale in inglese)

domenica 18 ottobre 2009

Differenze tra l'influenza A/H1N1 e l'influenza di stagione

"L'influenza A/H1N1 non è come l'influenza di stagione". E' la conclusione di un meeting di tre giorni organizzato dal WHO a Washington a cui hanno partecipato più di 100 esperti.

La maggior parte di chi contrae il virus guarisce, senza ricorrere ad antivirali, nel giro di una settimana. L'interesse però degli esperti riguarda quel piccolo sottogruppo di pazienti - meno dell'1% di chi contrae l'infezione- che sviluppa complicanze.

L'elemento cruciale che differenzia l'A/H1N1 dall'influenza classica, come è già stato evidenziato da alcune ricerche, consiste nel fatto che, in particolare nei giovani, il virus ha la capacità di replicarsi più facilmente nei polmoni e può causare polmoniti virali.

E' proprio il quadro clinico dei casi gravi che differenzia l'A/H1N1 dall'influenza di stagione: il peggioramento si riscontra entro 3-5 giorni dall'esordio dei sintomi con la necessità di un ricovero immediato in unità di terapia intensiva nelle successive 24 ore.

Il perché in particolare questi siano giovani adulti donne rimane però un mistero, come non ancora spiegato è il fatto che tra i gruppi maggiormente a rischio ci siano gli obesi (nelle precendenti pandemie o nell'influenza stagionalel'obesità non rappresentava un fattore di rischio).

mercoledì 14 ottobre 2009

Influenza A/H1N1: nuovi studi sui casi gravi

Tre articoli molto discussi sono stati pubblicati in questi giorni sul Journal of American Medical Association (JAMA).

Il primo riguarda la situazione messicana, dove si osserva una mortalità piuttosto elevata (il doppio di quella canadese) tra i casi gravi, e questo potrebbe essere dovuto ad un accesso difficile alle strutture e ai servizi sanitari. Il secondo ed il terzo sono rispettivamente uno studio canadese sui casi gravi di influenza A/H1N1 ed uno australiano/neozelandese sull'utilizzo della ECMO (la macchina per l'ossigenazione extracorporea) .

Quello che emerge è che nel 99% dei casi l'influenza suina si risolve in pochi giorni. Ma 1 caso ogni 1000 è talmente grave da richiedere il ricovero in unità di terapia intensiva (ICU) e tra questi 1 su 7 non ce la fa. Secondo lo studio canadese - e questa è la novità rispetto alle altre ricerche finora pubblicate - la gran parte di coloro per i quali l'influenza A/H1N1 ha un andamento severo sono sani (in maggioranza donne con un'età media di 32 anni): solo il 30.4% di chi viene ricoverato in ICU ha problemi di salute, in particolare obesità (con BMI>35), ipertensione e a rischio sono anche i fumatori. Lo studio poi conferma come categoria particolarmente esposta al rischio, le donne incinte.

Nello studio canadese il 4% dei pazienti ricoverati in ICU è stato trattato con l'ECMO. E l'ECMO, la sofisticata apparecchiatura utilizzata negli interventi a cuore aperto per mantenere la circolazione sanguigna che tenendo cuore e polmoni a riposo favorisceil loro recupero funzionale, è l'oggetto del terzo paper. In Australia e Nuova Zelanda, il tasso di ammissione nelle ICU è stato calcolato in 30 soggetti per ogni milione di abitanti (è facile fare una stima per la popolazione italiana) in un periodo di 3 mesi. Circa il 50% è stato ricoverato per sindrome da distress respiratorio acuto o per una polmonite virale, e il 20% per polmoniti batteriche secondarie. L'80% di chi riceve questo trattamento sopravvive.

In un editoriale a commento di questi lavori, sempre su JAMA, viene proprio fatto notare che la risposta medica alla pandemia è oggi molto diversa da quella del 1918 e per coloro che sviluppano complicanze sono disponibili antivirali,

antibiotici per le infezioni secondarie, la ventilazione meccanica e l'ossigenazione extracorporea. Ma avere a disposizione questo potenziale si trasforma in un obbligo da parte del sistema sanitario di sviluppare una strategia che permetta di estendere i benefici delle medicina intensiva al massimo numero di pazienti possibile. Che nel caso italiano significa anche avere una distribuzione geografica dei centri che possiedono l'ECMO, e il personale adeguatamente addestrato al suo utilizzo, un po' più omogenea e meno sbilanciata a favore del Nord.

sabato 10 ottobre 2009

L'ora giusta

Di Filippo Testa

« Un orologio rotto segna sempre l'ora giusta. Due volte al giorno. »

Hermann Hesse

E il Nobel per l'Economia a...

E il Nobel per l'Economia a... Bernard Madoff, per il contributo pionieristico nel campo della neuro-economia e per aver studiato in maniera innovativa e originale le relazioni tra sistema dei neuroni specchio ed empatia.

giovedì 8 ottobre 2009

Influenza A/H1N1: sempre più confusione sulle vaccinazioni

Da una parte c'è uno studio canadese secondo cui chi si vaccina per l'influenza di stagione ha un rischio due volte superiore, rispetto a chi non si vaccina, di contrarre l'influenza suina.

Dall'altra c'è uno studio messicano secondo il quale l'influenza di stagione ha un effetto protettivo contro l'influenza suina. 

Le conclusioni dello studio canadese sono state riportate in un articolo non ancora pubblicato ma sotto peer-review di cui si sa abbastanza poco perché gli autori, per la politica di embargo della rivista a cui è stato sottomesso, non possono divulgare i risultati. Si sa che la ricerca è stata condotta su circa 2000 residenti nella Columbia Britannica, in Quebec ed in Ontario. Che questo, come è stato ribattezzato, "problema canadese" o eccesso di rischio tra gli immunizzati per l'influenza di stagione non è stato riscontrato né nei dati americani a disposizione dei CDC né in quelli australiani. E nonostante lo stesso il WHO non sia molto convinto da questa strana evidenza, le autorità canadesi del Quebec, dell'Alberta e dello Saskatchewan hanno sospeso la vaccinazione per l'influenza stagionale per chi ha meno di 65 anni, posticipandola a gennaio in attesa che passi l'ondata di influenza suina. 

I risultati della ricerca messicana invece sono stati pubblicati sul British Medical Journal. Si tratta di un piccolo studio, su 240 pazienti, che evidenzierebbe che chi è stato immunizzato con il vaccino trivalente contro l'influenza di stagione ha avuto un rischio significativamente minore di contrarre l'influenza suina.  

I due studi si contraddicono a vicenda, ma è probabile che entrambi siano sbagliati, ovvero che non c'è associazione tra la vaccinazione contro l'influenza di stagione e l'influenza suina.

Influenza A/H1N1: ho la suina? La diagnosi è sul web

In collaborazione con la Emory University, la Microsoft ha lanciato un nuovo sito web - H1N1 Flu (Swine Flu) Response Center - che permette di auto-diagnosticarsi l'influenza (forse suina). Tre domande sui sintomi: da quanto tempo vi sentite l'nfluenza? avete la febbre? vi brucia la gola? Se la risposta è positiva, il test continua chiedendo se avete problemi respiratori.

La risposta i è semplice e del tipo "Probabilmente non avete l'influenza ma vi conviene farvi visitare da un medico " oppure "Sulla base delle risposte probabilmente avete l'influenza suina. Chiamate il vostro medico etc."

I dati possono essere condivisi per poi venire utilizzati per ragioni di ricerca e come strumento di monitoraggio dell'epidemia.
Le informazioni di carattere medico che si trovano sul sito provengono dalle linee guida dei Centers for Disease Control and Prevention.

Sarà utile?

mercoledì 7 ottobre 2009

Influenza A/H1N1: vaccino pandemonio

Il controverso studio canadese che evidenzia un'associazione la vaccinazione per l'influenza stagionale e l'influenza suina non convince gli esperti del WHO, visto che finora un eccesso di rischio per la suina tra chi è stato vaccinato l'influenza normale non è stata riscontrato in nessun altro paese.

Solo per ricordare, si tratta di una ricerca ancora sotto peer review di cui si sa abbastanza poco perché gli autori, per la politica di embargo della rivista a cui è stato sottomesso, non possono divulgare i risultati.

Intanto la campagna di vaccinazione per l'influenza di stagione è iniziata anche in Messico: il vaccino verrà somministrato gratuitamente fino al 17 dicembre.

Il CDC ha reso disponibile da lunedì le prime dosi di vaccino, ma per il momento si sa poco sul programma di vaccinazione. Il governo americano ha ordinato circa 250 milioni di dosi da 5 aziende farmaceutiche - Sanofi-Aventis , MedImmune, Novartis e GlaxoSmithKline. Il vaccino verrà somministrato nella quantità di 20 milioni di dosi a settimana e sarà gratuito. Rimane però molta incertezza su quanti americani vorranno farsi immunizzare. Secondo un sondaggio dell'Harvard Medical School, solo il 40% si dice convinto di farsi vaccinare.

In Giapponeil vaccino per l'influenza A/H1N1 sarà disponibile per 77 milioni di cittadini entro la fine di marzo del prossimo anno. La vaccinazione, sono previste due dosi, sarà gratuita per chi riceve sussidi statali, mentre le famiglie a basso reddito avranno uno sconto, mentre per gli altri sarà messo in vendita alla non modica cifra di 68.41$.

Intanto però in Spagna una monaca benedettina ha dato inizio ad una campagna contro la vaccinazione, in un video che circola sul web, chiamando tutti i cittadini ad opporsi alla vaccinazione obbligatoria, rilanciando la storia, falsa, del potere del WHO di rendere obbligatoria la vaccinazione nel momento in cui è stato dichiarata la pandemia.

Perché l'argomento vaccinazione suscita così tanta passione? Un articolo pubblicato sul sito della BBC prova a mettere insieme alcuni motivi. Il difficile rapporto tra il diritto dell'individuo di decidere della propria salute e la salute pubblica è un qualcosa che ha sicuramente contribuito a polarizzare molte posizioni sull'argomento.

martedì 6 ottobre 2009

Nobel ai Bell Laboratories

E' nella tradizione che ai Bell Laboratories si vincano premi Nobel (sei lavori completati nei Bell Labs, l'ultimo nel 1998, e premiati ) e quest'anno il premio per la fisica va a William Boyle e George Smith del Bell Laboratories per ll'invenzione dei sensori CCD (grazie ai quali anche i nostri blog sono pieni di belle fotografie) e Charles Kao del Standard Telecommunication Laboratories. Un'invenzione quella dei sensori CCD che richiese solo un'ora di lavoro...e previsioni completamente sballate della Thomson Reuters (che invece aveva fatto centro sui Nobel per la Medicina). Ma in fondo era difficile prevedere una decisione di basso profilo che premia un'invenzione ingegneristica.

Ora curiosità più grande riguarderà il Nobel per l'Economia...

 
 

 
 

domenica 4 ottobre 2009

Baarìa, arte non è macello

Dopo la denuncia contro il film Baarìa, L'ENPA ha aperto una petizione online per boicottare la candidatura all'Oscar del film di Tornatore (sono già più di 600 le sottoscrizioni ).

"L'uccisione gratuita del bovino all'interno del film lo rende disgustosamente inadatto a ricevere il premio. Tornatore sceglie di compiere all'estero, dove rimane impunito, un atto illegale in Italia dove il maltrattamento e l'uccisione sono punibili per legge."

Pretendere di fare arte disprezzando la vita degli animali, non rendersi conto che sono loro, gli animali stessi, opere d'arte viventi...possibile che un regista come Tornatore, 52 anni, sia lontano mille miglia da questo semplice pensiero platonico?

Ancor peggio poi se, come commenta Carla Rocchi presidente nazionale dell'Enpa: "La pretesa di Tornatore dell'indispensabilità della scena di violenza fa pensare invece a un fatto strumentale: la necessità di attivare per reazione una discussione come quella che sta avvenendo adesso. Peccato che Tornatore non abbia valutato il disgusto e la riprovazione che lo stanno ricoprendo. Baaria è diventata per tutti non il film testimonianza di uno spaccato siciliano ma il "macello" gratuito e ingiustificato di un povero animale indifeso"

sabato 3 ottobre 2009

Clown in the moon

When we are born, we cry that we all come to this great stage of fools "
(King Lear, act iv, scene vi, William Shakespeare)

Il fondatore del Cirque du Soleil fa il "turista spaziale"

I think, that if I touched the earth,
It would crumble;
It is so sad and beautiful,
So tremulously like a dream

(Clown in the moon, Dylan Thomas)

(Sergey Maximishin Photography)


venerdì 2 ottobre 2009

ENPA: Baarìa uguale macelleria

Giustamente molto duro l'Ente Nazionale Protezione Animali che ha incaricato il professore Mariano Buratti di richiedere il sequestro del film Baarìa su tutto il territorio nazionale e promosso una campagna internazionale di boicottaggio contro la visione del film.

«La denuncia che abbiamo presentato - ha commentato Carla Rocchi - tende a punire un reato che si ammanta fintamente di pretese artistiche. Il risultato è che di questo film si parla ormai soltanto per la crudeltà immotivata di quella scena. Baarìa uguale macelleria».

 
 

Baarìa, la pessima scusa del documentario

Baarìa, la pessima scusa del documentario

Che deludente Tornatore con la sua Baaria. Non dubito che il film avrà successo, in tempi in cui la vita conta così poco. Non approfittare della legislazione di un paese indifferente ai diritti degli animali dovrebbe essere sentito come obbligo morale. Ma molto probabilmente, cosa che squalifica cast e regista, nessuno si è lontanamente posto il problema. Nel mio piccolo non andrò a vedere il film, sperando che siano in molti a non bersi la storiella del documentario (tanto, bontà sua Tornatore ci perdona) e a dare il giusto valore ai paroloni di registi così impegnati a voler far sognare la gente da calpestare tutto ciò che diventa ostacolo.

Oggi negli anni degli effetti speciali (ricordate i primi 20 minuti di Salvate il soldato Ryan?) Tornatore dice che non era possibile usare gli effetti scenici. Il grandissimo Fritz Lang nel suo capolavoro trasformava la violenza sulla piccola Elsie in un palloncino che volava via. E' storia del cinema!

Ci sono alcune domande che sarebbe stato interessante avessero fatto a Tornatore: Il mattatoio è clandestino? È usuale, in Tunisia, la pratica del punteruolo (mi pare, ma posso sbagliare che la pratica corrente sia di utilizzare una pistola) o è stata una richiesta ad hoc? Se gli operatori del macello indossano coppola e costumi di scena (nel trailer si vede chiaramente è chiaro che non si può parlare di documentario. Sono anche stati pagati per fare la comparsa? E' stato necessario filmare la macellazione di più tori? Il o i tori macellati sono stati comprati dalla produzione opppure messi sul mercato, nonostante le scarse condizioni igieniche in cui è avvenuto il tutto, o cos'altro?

Per il resto spero che il sottosegretario Francesca Martini, che si è sempre dimostrata sensibile verso il mondo animale, mantenga la parola data:"Fatto gravissimo. Una produzione cinematografica italiana deve rispettare le regole vigenti nel proprio Stato, in Italia come obbligo giuridico e all'estero come obbligo morale. L'uccisione cruenta di animali è regolata e sanzionata da normative nazionali ed europee. Verificheremo come si sono svolti esattamente i fatti e se questi corrispondono ad una ipotesi di reato. In tal caso valuterò la possibilità di procedere".

 
 

Baarìa, eterna Treblinka."Si sono convinti che l'uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno". (Un'eterna Treblinka, Charles Patterson)

giovedì 1 ottobre 2009

Influenza A/H1N1: early release del CDC sui casi mortali

Per la prima volta nella storia della medicina si sta osservando in tempo reale, grazie ad internet ed ai sistemi di sorveglianza pensati per le emergenze SARS ed aviaria, il progredire dell'epidemia, ed ogni giorno si aggiunge un mattoncino alla sua comprensione. Le cose che si conoscono si affrontano con meno paura.

Nelle pandemie del passato, la maggior parte dei casi mortali era associata ad una o più infezioni batteriche concomitanti. Finora i report clinici su casi mortali (americani) di influenza suina non avevano evidenziato segni di coinfezione batterica, facendo intravedere una novità.

Ora è uscita una early release del CDC che ha analizzato 77 casi mortali registrati tra il 1 maggio e il 20 agosto in 8 stati americani da cui viene fuori una fotografia dell'influenza A/H1N1 più simile alle precedenti pandemie.

Infatti in 22 casi su 77 (29%) si sono riscontrate co-infezioni batteriche , metà delle quali causate dallo pneumococco, cosa che sottolinea l'importanza, come riporta il CDC, della vaccinazione anti-pneumococco per le categorie a rischio.

Naturalmente 77 casi non sono rappresentativi di tutti i casi mortali e il report del CDC è solo una early release, ma la buona notizia è che il virus A/H1N1 sembrerebbe non agire in modo sostanzialmente differente rispetto agli altri virus influenzali. E' interessante capire anche perché dai precedenti report clinici non sono emerse co-infezioni batteriche. Probabilmente i test di routine non riescono a identificarle, mentre i tessuti dei 77 campioni sono stati analizzati usando tecniche più sofisticate come la PCR e l'immunoistochimica.