lunedì 30 giugno 2008
La Repubblica delle caste
C'è la casta dei politici, la più importante, poi quella dei cattedratici, la casta dei primari, dei giornalisti... Alla base della piramide ci sono tutti gli altri, quelli che appartengono a una casta anche loro, gli intoccabili: chi colleziona contratti mal pagati che di fisso hanno solo la scadenza, chi non ha nessuno a cui raccomandarsi... insomma tutti quei precari della vita e del lavoro che fanno fatica a passare la quarta settimana del mese anche senza la rata del mutuo da pagare.
Un fenomeno che i sociologi definirebbero familismo amorale, ovvero le basi morali di una società arretrata. L'ultimo episodio sta andando in scena nell'esclusiva location dell'università - che detto neanche tanto per inciso è un ambientino piuttosto squallido.
Il fatto è noto: la facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali bandisce una cattedra di Sociologia dell'ambiente e, attivando la procedura eccezionale di chiara fama, propone di assegnarla a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.
Apriti cielo: sgarbo istituzionale, ironia acida dei sociologi- e allora perché non chiamare la Parietti? o nominare un cavallo ordinario di zoologia?
Non importa che Slow Food rappresenti un movimento di resistenza nei confronti dei mostri che affamano il mondo. Quel che conta è che Petrini non è un sociologo, non che abbia qualcosa di importante e diverso da insegnare. Ehh, il punto stipendiale...
Una volta i sociologi dicevano che la contaminazione delle culture e dei saperi, l'apertura al nuovo, conducono al progresso. Tutto vero, tranne quando ad essere contaminato è il proprio orticell
domenica 29 giugno 2008
L'oscuro oggetto del desiderio
sabato 28 giugno 2008
Greetings from London 2090
Everything is fun here. I am in a village that is a small group of houses along a single street running in front of the beach. There is plenty of sun, the sea is wonderful, the people are lovely.Cheers to everybody from London
28 june 2090
Scene immaginarie dalla Londra del futuro, quando l'innalzamento del livello dal mare causato dallo scioglimento dei ghiacci polari avrà sommerso parte della città.
By Squint Opera
venerdì 27 giugno 2008
Exxon Valdez: allegria di naufragi

Quando negli anni '70 gli indiani Chugach concessero alla Exxon Mobil il diritto di sfruttare i giacimenti petroliferi a Nord della laguna Prince Willam, volevano solo continuare a vivere come avevano sempre fatto: pescare nelle ricche acque dell'Artico, cacciare foche e orsi davanti alle imponenti montagne Chugach, per sopravvivere, secondo la tradizione.
Si accontentarono della simbolica quota di un dollaro; era la lista delle cose che la Exxon Mobil si impegnava a fare e non fare che a loro interessava. Come la gestione della sicurezza a bordo delle petroliere. Che la Exxon non garantì. La grande chiazza galleggiante di petrolio, 4o milioni di litri che si riversarono in acqua, fu una marea nera che si allungò anche sulle loro esistenze.
In quell'inizio di primavera artica del 1989, morirono 250.000 uccelli marini, 2.800 lontre di mare, 300 foche, 250 aquile, 22 balene e poi un numero di salmoni e altri pesci che non è mai stato possibile contare. Uno dei più grandi disastri ecologici di sempre. Gli venne dato un prezzo: 3.4 miliardi di dollari per pulire quel che era stato inquinato più 5 miliardi di dollari per indennizzare pescatori e lavoratori marittimi.
Gli avvocati, questi girarrosti delle leggi che a forza di girarle e rigirarle finiscono per cavarne un arrosto per loro stessi, dopo 12 anni di ricorsi e cavilli, sono riusciti a far dimezzare il risarcimento. Mercoledì la Corte Suprema americana ha concesso alla Exxon Mobile un ulteriore sconto limitando l'indennizzo a 500 milioni di dollari.
Garland Blanchard allora aveva 30 anni e faceva il pescatore; aveva una moglie, due barche, una casa, un gatto e un cane. Oggi che si ritrova solo dopo il fallimento della sua attività, sperava in quei soldi. Gli spetteranno poche briciole da dividere con altre 33.000 persone.
"Our lives and businesses have been destroyed, and we get basically nothing."
mercoledì 25 giugno 2008
La guerra delle Falkland

Ricordate le Falkland?
Io no, non molto. Ricordo solo che al tavolo del Risiko, Gran Bretagna e Argentina si giocavano, ma non a dadi, un pezzo di terra in mezzo all'Oceano, e che vinse la Gran Bretagna anche se l'Argentina continua a reclamarne la sovranità.
Ma il tempo come il mare, a volte, restituisce i relitti della storia.
La verità, tutta la verità sulla guerra delle Falkland è stata rivelata sul Telegraph.
Fu una questione di petrolio, il maledetto oro in fondo all'oceano fece un migliaio di morti: l'area delle Falklands potrebbe contenere una riserva di petrolio pari a quella del Mar del Nord. E l'arcipelago si sta preparando a sfruttare questo immenso tesoro che potrebbe rendere i suoi cittadini improvvisamente ricchi.
E chissà forse tra vent'anni leggeremo le stesse cose sulla guerra tra Iraq e US.
martedì 24 giugno 2008
Lo Smithsonian: Vietato spedire bambini
This city letter carrier posed for a humorous photograph with a young boy in his mailbag. After parcel post service was introduced in 1913, at least two children were sent by the service. With stamps attached to their clothing, the children rode with railway and city carriers to their destination. The Postmaster General quickly issued a regulation forbidding the sending of children in the mail after hearing of those examples
L'inceneritore di Agnano
Intanto a Napoli è stato deciso: i rifiuti verranno inceneriti, ad Agnano.
Provare simpatia per quelle popolazioni che sognano un riscatto sociale e provano a battersi per il diritto sacrosanto di vivere in un ambiente decente, di non avere paura di respirare l'ignoto, risulta quanto mai impopolare. Il popolo con la sindrome del NIMBY (not in my backyard) e i suoi simpatizzanti sono spesso descritti come arruolati dalla camorra.
Politicanti che per anni non hanno mosso un dito-tutti con un "backyard" molto lindo e pulito, che non avranno mai il problema di ritrovarsi davanti casa questi mostri urbani- trovano sempre qualcuno da sacrificare.
Incenerire i rifiuti, destinare lo spreco, enorme, dei nostri consumi ad un camino è una follia. Il fumo che ne è esce non è pulito.
Un recente studio italiano, ha rivelato che chi ha vissuto a lungo, fra il 1960 e il 1996, vicino a inceneritori e altre fonti industriali di diossina nella provincia di Venezia ha una probabilità 3,3 volte maggiore il normale, un incremento di rischio del 230%, di contrarre un sarcoma.
Le conclusioni di un altro studio, francese, confermano l'ipotesi che l'emissione di diossina degli inceneritori (solo in Italia, ipocritamente li chiamiamo termovalorizzatori...) causi un eccesso di rischio di sviluppare linfomi non-Hodgkin.
Tristi tropici
La foto degli uomini dipinti di rosso che José Carlos Meirelles aveva sorpreso dall'alto del suo aereo sorvolando la foresta amazzonica, verso il confine con il Perù, aveva fatto il giro del mondo.Gli archi con le frecce puntati contro l'uccello d'acciaio, avevano fatto pensare ad una tribù non ancora conosciuta.
Eppure gli dei bizzosi e incostanti che hanno in mano il destino della foresta, sapevano. Conoscevano fin dal 1910 l'esistenza della tribù. Non è stato un fortunoso passaggio aereo, José Carlos Meirelles sapeva che lì li averebbe trovati.
E il suo obiettivo, nobile, era puntato per attirare l'attenzione dei media internazionali sulla situazione di pericolo in cui vivono gli indios, cacciati dal loro paradiso. José Carlos Meirelles sa che un albero che cade in una foresta deserta non fa rumore.
Meirelles lavora presso il Funai, l'Agenzia Brasiliana di Protezione degli Indios che insieme alla Survival International ha rilasciato oltre alle fotografie anche un breve video. La Survival International ha ammesso che di fronte alle foto che hanno fatto il giro del mondo, il Perù - il presidente Alan Garcia, aveva dichiarato che l'esistenza di tribù isolate era soltanto il frutto dell'immaginazione di ambientalisti e antropologi- sta iniziando a rivedere la sua accondiscendente politica verso il disboscamento da parte di agricoltori e delle grandi industrie del legno.
La questione delicata che ha creato un po' di sconcerto però è se sia giusto stabilire una forma di contatto, anche indiretta come la fotografia, con una tribù isolata, sebbene con il nobile scopo di difenderla. José Carlos Meirelles ha dichiarato che non rivelerà nemmeno sotto tortura il luogo in cui ha effettuato le riprese aeree:"They can decide when they want contact, not me or anyone else."
Forse presto, come è successo ai Nukak-Makú , li vedremo arrivare alla periferia di una città, accompagnati da piccole scimmie, non più padroni di se stessi, ma credendo di trovare un luogo sicuro, per vivere in baracche, emarginati e poveri più di tutti gli altri.
lunedì 23 giugno 2008
Il sigillo di Obama

Possiamo? Oh, yeah: Vero possumus. Un'idea, un'altra, è venuta a Barack Obama: quella di un sigillo presidenziale tutto per sé, con un proprio motto: VERO POSSUMUS - traduzione latina del fortunatissimo Yes, we can - sopra la testa dell'aquila imperiale, al posto di quello nazionale, un po' passato: E PLURIBUS UNUM, da molti uno.
E' il New York Times però a ricordare che: "Then again, Mr. Obama is not the president ".
Mayerling Mayerling
Coppia di giovani trovati con vene e gola tagliate. Sul letto un biglietto con cui chiedevano scusa per l’insano gesto.
Possono essere le dolci colline alle porte di Vienna e una fredda mattina del 30 gennaio 1889; o un'anonima palazzina romana, nella città appesantita dal caldo di un inizio d'estate.
L'amore che fa morire non ha bisogno di una storia impossibile, non ha tempo e non ha luogo. Un abbraccio, l'ultimo, un biglietto, prima di diventare ombre, piuttosto che appassire e spegnersi lentamente.
La verità su Mayerling (da La lanterna del filosofo di Guido Ceronetti): Ahimé il vero Mayerling (se è quello vero: ce n'è sempre uno più vero, non è ancora finita) la baronessina Vetsera muore, a Mayerling, di una triste emorragia per un aborto; Rodolfo, cupo, pessimista, malato di sifilide, con poca voglia di regnare e raccapricciato dallo scandalo, si spara... Una rivelazione decisiva è questa: un solo bossolo.
domenica 22 giugno 2008
Il dritto e il rovescio
sabato 21 giugno 2008
L'ombra del dubbio
Sono amico di Renzo Tomatis ma, accingendomi a dirne, vedo che di lui, così schivo, io so ben poco. So che è nato a Sassoferrato nel 1929 da padre torinese e madre triestina. So che è laureato in medicina e, per alcuni anni, ha svolto attività scientifica e didattica in un istituto dell'Università di Torino, dedicandosi soprattutto a ricerche sulla silicosi e sul cancro. [...] si trasferì a Chicago dove è rimasto fino al '67 occupandosi di culture in vitro e soprattutto di cancerogenesi sperimentale. Tornato in Europa, si è stabilito a Lione (ndr alla direzione dell'AIRC)[...]. So che ha moglie, un bambino, una casa a Trieste e un'ottima reputazione internazionale di studioso. (Prefazione di Giulio Maccacaro a La ricerca illimitata, Feltrinelli, 1974)
In Italia, Tomatis si giocò la carriera raccontando nel suo primo romanzo- ancora attualissimo- Il laboratorio (edito da Einaudi nel 1965 e ripubblicato da Sironi nel 2005) i soprusi dei baroni, le ingiustizie brucianti e i concorsi truccati nel mondo della medicina.
Nel terzo romanzo, Il fuoriuscito (Sironi editore, 2005) , c'è la geografia della sua carriera: la laurea a Torino, il primo lavoro svolto gratuitamente e poi l’ingresso in un centro di ricerca a Chicago, dove matura il disgusto per un mondo libero all'apparenza ma che in realtà è subdolamente intrecciato agli interessi dell'industria. Anche il ritorno in Europa alla direzione di un centro internazionale non è semplice. Tra mille incomprensioni, ostacoli, gelosie, il protagonista, perdente, finisce con l'abbandonare la ricerca.
Alla Chicago degli anni '50-60 Tomatis ritorna con i quattro racconti de L'ombra del dubbio: storie di vita di ricercatori di ogni nazionalità attratti dalla ricchezza della scienza americana e dalla possibilità di fare carriera, o dalla necessità di fuggire dai propri paesi d'origine; e storie, ancora più dure, di chi non viveva nel mondo privilegiato dell'università, come un minatore italiano o un cuoco serbo. Il dubbio che serperggia è quello che la scienza non sia del tutto trasparente e disinteressata, votata alla ricerca della verità e del progresso.
Sono disponibili in rete alcuni interventi di Renzo Tomatis sul ruolo della scienza nella società, apparsi sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione.
Oggi, grazie ai finanziamenti delle multinazionali, discipline dal futuro brillante - come la biologia e la genetica molecolare -puntano a blindare l'individuo nei confronti dell'inquinamento ambientale. In questo modo, i ricercatori possono beneficiare dei fondi per le ricerche che vanno in questa direzione, le industrie che immettono cancerogeni nell'ambiente possono continuare a inquinare e a fare i loro affari e le multinazionali farmaceutiche possono vendere i kit diagnostici e le terapie sviluppate dai ricercatori, ricavandone profitti. E' un meccanismo da cui tutti traggono vantaggio, a parte chi si ammala di cancro. (Tuttoscienze, 2005, Intervista a Renzo Tomatis di Stefania Maurizi)
Renzo Tomatis se ne è andato il 21 settembre dello scorso anno, anche lui colpito dal cancro.
giovedì 19 giugno 2008
Gorilla nella nebbia

Il National Geographic, sul suo sito web, ha ripubblicato il primo articolo che Dian Fossey, la coraggiosa zoologa americana, scrisse per la rivista nel lontano 1970, insieme ad alcune formidabili fotografie che la ritraggono, in tempi felici, con i gorilla Pucker e Coco.
Rimossi la copertura della gabbia e feci un passo indietro. Due piccole mani si aggrapparono ai bordi della gabbia e lentamente il piccolo si tirò su. I suoi grandi occhi marroni fissavano la stanza che sarebbe diventata la sua casa per i prossimi 68 giorni.
mercoledì 18 giugno 2008
Robin Hood o sceriffo di Nottingham?
Associated Press: licenza di spiare

Con lo scopo di defnire standard più chiari sull'uso dei contenuti pubblicati, che troppo spesso vengono ripresi pari pari da siti Web e blogs, l'Associated Press ha deciso di vendere delle "licenze di citazione".
Ecco il prezziario che dipende dalla lunghezza della citazione testuale:
5-25 parole $12.5
26-50 parole $17.5
51-100 parole $25
101-250 parole $50
>251 parole $100
Il copia e incolla è illegale anche quando si tratta di news, non ci sono più scuse. E se siete voi ad avere bisogno del dannato denaro, l'AP vi esorta a denunciare chi usa i suoi contenuti senza pagare e offre una ricompensa di un milione (!) di dollari. Ma non è solo una questione di soldi. Chi acquista la licenza non pensi di stare tranquillo: l'AP si riserva il diritto di porre fine all'accordo in qualsiasi momento ritenga che l'uso che ne fate danneggi la sua reputazione.
E' il problema cruciale dell'accesso e della diffusione delle informazioni , una battaglia tra libertà e controllo, con in più un antipatico invito alla delazione...che avrà successo. Il campo è aperto e va dai brevetti sui farmaci alle piante OGM, dalle reti peer-to-peer al software libero. Vinceranno i buoni o i cattivi?
Il sergente nella neve

Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don.
(Il sergente nella neve, Mario Rigoni Stern, Asiago, 1 novembre 1921 – Asiago, 16 giugno 2008)
Lo scopriamo solo oggi che Mario Rigoni Stern se ne è andato. Il bel fiume Don che scorre nel silenzio dei campi di grano dai papaveri rossi, attraverso i lunghi fili d'acciaio che tracciano le pallottole, nell'aria calda dell'estate, in quella gelida dell'inverno.
La guerra non passava, uomini semplici e coraggiosi erano i nemici crudeli e senza cuore. Il giorno, uno di più, uno di meno pieno di scoppi di mitraglia attutiti dalla neve, sul fronte del corso medio del fiume Don. A inventarsi un modo per riportare a casa un esercito abbandonato.
Dal 1996 brilla un asteroide nel nostro sistema solare dal nome Rigonistern
martedì 17 giugno 2008
Firefox 3
Sono un po' in ritardo a Mountain View, nei preparativi del Download Day. Il lancio era previsto alle 10 am PDT (le 19 qui da noi). Intanto, traffico permettendo, l'aggiornamento sulla tabella di marcia del lancio di Firefox 3 si può seguire qui.
Ma per gli impazienti, la versione finale di Firefox 3 si può già scaricare dai server di Mozilla
FTP Mirror: ftp://mozilla.isc.org/pub/mozilla.org/firefox/releases/3.0/win32/en-US/
HTTP (Win): http://download.mozilla.org/?product=firefox-3.0&os=win&%20lang=en-US
HTTP (Mac): http://download.mozilla.org/?product=firefox-3.0&os=osx&lang=en-US
Attenzione però: questi download non sono ufficialmente validi agli effetti del Guiness World Record!
Update: ore 20:49 arriva ufficialmente Firefox 3.
L'illusione della luna

When the moon hits your eye like a big pizza pie, That's...
-Dean Martin
Adesso che il sole tramonta, è lì che viene su col suo faccione, dietro le case e le due foglie di verde che sbucano dietro i muri, la luna. Non c'è giorno più bello per guardarla, mercoledì 18, la gigantesca luna del solstizio, quando il sole è alto in cielo, e la luna è bassa sulla linea dell'orizzonte. Come su un'altalena, quando è il sole, d'inverno, basso in cielo, la luna è piccola e trasparente in alto, lontana. Ma quando d'estate il sole è allo afelio, la luna, bassa, diventa gigantesca.
E' l'illusione di Ponzo, l'illusione per cui un oggetto in fondo ad una prospettiva appare più grande di quel che è. Sono gli alberi e le case, gli oggetti in primo piano che imbrogliano il cervello.
O forse è la forma del cielo che vediamo come una cupola appiattita, e gli uccelli che volano sopra le nostre teste. Quando i nostri occhi guardano la luna, il cervello abituato a vedere gli uccelli e le nuvole si confonde nel calcolare la distanza e si confonde sulla dimensione della luna.
Basterebbe essere un gatto, dalla pupilla sottile, o un animale, dal cervello più semplice, per non essere ingannati.
Se la luna e il sole li vedessimo con le leggi della costanza di grandezza non ci apparirebbero distorti.
lunedì 16 giugno 2008
Ipercubo esa-dimensionale
6d-Hypercube from Too Lang on Vimeo.
Io starei a guardale per ore queste sei dimensioni ripiegarsi e ripiegarsi, con questo tempo grigio alla finestra
Sfida tra geni
Con Tremonti ci conosciamo da 28 anni, quando lui era un brillante giovane professore a Venezia e io ero un giovane incaricato. Tra noi c’è sempre stata una sfida a vedere chi è più bravo. Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali. Tutto qui.
Speriamo che i due geni non ci mandino a picco.
domenica 15 giugno 2008
Ufo-Tv

Un brivido è corso quando dalla NASA è rimbalzata la parola UFO.
Il computer iniziava a squittire la combinazione magica Re-Mi-Do-Do-Sol, prima di scoprire che il Discovery era stato urtato da un pezzo di metallo del rivestimento termico che si era staccato dal transponder: un flying object, per qualche ora unidentified, Ufo appunto.
Forse prima o poi ci arrenderemo all'evidenza che siamo soli nell'universo, che l'ordine a cui apparteniamo è solo una condizione locale, una perturbazione casuale destinata ad essere riassorbita nella morte termica dell'universo. Ma intanto, non abbiamo bisogno della magia dell'infanzia? di credere in cose senza senso? per un bambino non è necessario che qualcosa abbia un senso, se ci crede fermamente.
L'American Prospect qualche anno fa aveva analizzato i motivi del successo delle storie di fenomeni paranormali e UFO.
Le moderne credenze attorno agli UFO risalgono agli anni '60, originate da una piccola comunità di teorici della cospirazione. Erano voci destinate a circolare tra un ristretto giro di persone se non ci fosse stata la televisione a rendere popolare quel che era soltanto diceria. Una delle pietre miliari che ha potentemente contribuito all'infatuazione per gli UFO è stato il film di Spielberg del 1977, "Incontri ravvicinati del terzo tipo". Spielberg credeva fermamente negli Ufo, prima di abbandonare definitivamente l'età della fanciullezza e rivedere le sue opinioni.
Le storie di alieni e UFO si sono poi dimostrate perfette per il sensazionalismo del format giornalistico degli anni '90. Ed è proprio in questi anni che nascono le leggende su Roswell: alla fine degli anni '90, il 71% degli americani credeva che il proprio governo nascondesse notizie sugli atterraggi di UFO. Glenn sparks, professore di comunicazione alla Purdue University, ha evidenziato una forte associazione tra il guardare la televisione e il credere agli UFO.
Anni di ricerche sugli effetti dei mass-media sulla società hanno rivelato che spesso sono proprio i mezzi di comunicazione a promuovere la diffusione di credenze. Nel nostro mondo complesso, i media ci aprono una finestra sulle cose che interessano la società. E poiché le cose alle quali i media prestano attenzione sono spesso le cose alle quali anche noi prestiamo attenzione, il modo in cui vengono caratterizzate influenza il modo in cui noi ce ne formiano un opinione.
Spesso percepiamo la realtà nel modo in cui viene descritta dai giornali, dalle televisioni e dalla narrativa cinematografica.
E lo sappiamo bene in Italia, dove la maggioranza politica ha un saldo controllo sul monopolio televisivo.
sabato 14 giugno 2008
La città delle ombre

Si narrano storie...
Sopra le acque della Neva/ io vivo / sotto il gelido sorriso / dell' imperatore Pietro...
Ricca, bellissima, capitale delle visioni di Rastrelli e Quarenghi, dei palazzi sull'acqua, dei giardini all'occidentale. Poi, i vicoli tortuosi e sudici, le case scorticate con l'intonaco che cade a pezzi, le nebbie gelate, le stanzucce di deliri criminali.
Al principio di luglio, con un tempo caldissimo, verso sera...
San Pietroburgo...
La città, cupa e splendente, popolata da fantasmi, anche nelle immagini di Alexei Titarenko di corpi che svaniscono nell'aria. Ma siamo anche noi ombre evanescenti che non lasciano traccia, figure trasparenti che si muovono nelle strade della città, senza volto, senza storia. Effimeri , evanescenti, tutti i nostri giorni, strappati al bagliore del tempo.
L'effetto è ottenuto attraverso l'uso di tempi di esposizione lunghissimi. Un sogno di luce.
venerdì 13 giugno 2008
Paraskavedekatriaphobia

Venerdì 13. Qualcuno rimanda la partenza del viaggio, qualcuno evita di concludere affari.
Paraskavedekatriaphobia, paraskavedekatriaphobia è la paura irrazionale del venerdì 13. Negli States colplisce tra i 17 e i 21 milioni di persone, con una perdita stimata di $800-$900 milioni di dollari perché la gente preferisce starsene chiusa in casa. La ragione per cui esiste è spiegato sul National Geographic.
E' la combinazione di due fattori che fa scattare il corto-circuito nel nostro cervello: il 13 e il venerdì. Il 13 perché è il fratello sfortunato di un numero baciato dal sole: il 12. Dodici i mesi dell'anno, 12 i segni dello zodiaco, 12 gli déi dell'Olimpo, 12 gli aspostoli di Gesù. Il tredicesmo che sieda a tavola (il tredicesimo commensale dell'Ultima Cena era Giuda, il Traditore) o sia in compagnia (le streghe nell'antica Roma si riunivano in 12 per i loro sabba, il tredicesimo era il diavolo), non è mai ben visto. E non ebbe certamente un'idea brillante chi battezzò con il nome di Apollo 13 una missione sulla luna, condannandola ad uno sfortunato destino.
Venerdì perché Gesù fu crocifisso di venerdì, Eva tentò Adamo il venerdì (pare), Caino uccise Abele venerdì 13.
C'è un rimedio al destino infausto che aspetta questa data per svelarsi?
Dossey, fondatore dello Stress Management Center and Phobia Institute in Asheville, North Carolina dice:
"What you think about, you begin to feel. What you feel generates what you do. And what you do creates how you will become."
La soluzione sembrerebbe facile, basterebbe associare il 13 ad un evento fortunato, come il tredici del totocalcio, e prendere a calci la sfortuna o almeno allontanarla fino a venerdì 17.
In caso contrario non resta che aspettare che la luce di domani porti la sua ventura, buona o cattiva.
Attenti a quei due
giovedì 12 giugno 2008
L'amore al tempo del metrò
Tra le vie sinuose della città, le lunghe code di automobili incolonnate dietro un semaforo e i clacson che ringhiano ai cantieri cigolanti sono le meridiane dei tempi moderni. Ore 8.00 e sotto il piano stradale, in un labirinto di gallerie, sferragliano i treni con le loro tradotte.
Qualcuno perde il senso di tutta questa fretta che come tante formichine ci fa correre da una parte all'altra sempre lungo la stessa traiettoria, qualcuno si prende una pausa estiva, dall'inverno routinario del dovere, nei vagoni del metrò.
Amour mobile è uno smilzo breviario, 600 annunci di chi vorrebbe ritrovare qualcuno incrociato nei trasporti pubblici di Parigi, frasi un po' banali:
"I tuoi occhi blu mi hanno scombussolato"
"Vorrei ritrovarti su un tragitto completo, sono certo che riuscirei a farmi amare".
Un eterno sì all'amore che dura l'attimo di un'illusione. Il metrò riparte e la folla si disperde. Finisce tutto nell'aria del mattino.
Barney Greengrass

C'è un posto a New York che compie cento anni. Chi l'avrebbe mai detto. Barney Greengrass aprì nel 1908 all'angolo tra la 113-ma e St. Nicholas Avenue ad Harlem. Nel 1929 si trasferì dov'è tuttora, con le vetrine su Amsterdam Avenue.
Certo. Barney Greengrass è un negozio dove si vendono salmoni, storioni - The Sturgeon King, il re dello storione- merluzzi affumicati e si serve il borscht.
I prezzi sono... 2.25 dollari per un caffé, 10 per uova con salmone della Nuova Scozia.
Oggi, per festeggiare l'anniversario, a Barney Greengrass hanno deciso di tornare ai vecchi prezzi del 1908, quando si frugava nelle tasche per i 15 cents del caffé e si pagava 1.40 per le uova col salmone.
Quando il vecchio Moe, il figlio di Barney, morì, pochi anni fa, il New York Times gli dedicò un lungo articolo: era venuta a mancare una vera icona culturale; le sue storielle, i ricordi, le battute, tutto quel che ha fatto della Big Apple, impastata di tradizioni ebraiche, irresistibilmente unica.
mercoledì 11 giugno 2008
Miller, tutta la mia vita...
Sembra la scena finale di un film. L'amaro bilancio che ci tocca.
Lui è il grande Henry Miller.
Ahh, adesso riconosco. Adesso so dove sono, e chi sono io.
In quel buco di merda di New York, dove sono nato.
Fame, umiliazioni, disperazione, frustrazioni... ogni dannata cosa.
E miseria. In tutte quelle stramaledette strade non c'era che miseria, niente altro che mostruosità.
Certo, era la New York di quando stavo nascendo, quella che non conoscevo ancora. Poi quando ho cominciato a esplorarla era già una città diversa, persino più orribile. E si fa ogni volta peggiore. Oggi credo che sia la città più brutta, lurida, merdosa del mondo.
Quando ero bambino, non c'era nessuna di tutte quelle cose che ci sono oggi- il telefono, le auto...noo, niente. Era piuttosto originale. Qualche palazzo aveva anche i colori. Poi col tempo, per me, è diventata sempre più orribile. Quando penso al ponte di Brooklyn, quando era l'unico ponte...quante volte ho attraversato quel ponte, a pancia vuota, avanti e indietro, per elemosinare qualcosa, mai avuto niente...a vendere giornali a Times Square, a mendicare a Broadway. Ogni tanto tornavo a casa con 10 centesimi.
Non c'è da meravigliarsi se ho avuto tanti di questi incubi in tutta la mia vita. Non so come ho fatto a sopravvivere, a rimanere in me. Anche adesso non so se sono sveglio o sto sognando. Tutta la mia vita mi sembra un lungo sogno attraversato da incubi.
domenica 8 giugno 2008
Panis angelicus
Si è finalmente concluso il vertice della FAO sulla crisi alimentare mondiale.
Mentre a Lima le donne scendono in strada percuotendo le pentole vuote, in Messico gridano il diritto di comprare la tortilla a prezzi accessibili, sulle poltrone romane si sono intrecciate le chiacchiere dei Grandi: vaghe promesse su investimenti nell' agricoltura, aiuti internazionali e "biotecnologie", la parola magica.
La spiegazione ufficiale per la crisi alimentare sta in poche parole: bio-combustibili, il prezzo del petrolio, i paesi emergenti e la crescente urbanizzazione, i cambiamenti climatici.
Haiti è la cartina di tornasole di come non sia solo questo. Haiti è il ritratto di Dorian Gray di un Occidente dal volto prosperoso. Il paese che ha conosciuto le torture di uno dei macellai della storia è al secondo posto nella classifica ONU degli stati a forti disuguaglianze sociali. E' il paese meno sviluppato dell'emisfero occidentale, dove la stragrande maggioranza della popolazione prova a sopravvivere con poco più di un dollaro al giorno. Ma non è un paese povero per tutti. I milionari haitiani vivono una vita che negli slums migliaia di baraccati non possono nemmeno immaginare.
"Ciò che distrugge questo paese è che non si può comprare nulla. I prezzi sono troppo alti e ci stanno uccidendo." Mark Schuller, antropologo all'Università di California ha raccolto alcune interviste nelle strade di Port-au-Prince. Sylvie, che è stata licenziata da un'azienda agricola, ha la sua spiegazione per la fame che stringe il paese, e non tira in ballo la resa dei prodotti agricoli, la crescita smisurata della Cina. E' più semplice:"Haiti soffre la mancanza di cibo, non perché di cibo non ce ne sia, no! Ma perché i ricchi non capiscono i poveri".
Le possibili soluzioni prospettate dalla FAO non faranno che aumentare la dipendenza dei paesi poveri dagli aiuti e dalle importazioni, e arricchiranno le tasche di quelle compagnie che stanno affamando il mondo. Di quel che non si è parlato alla FAO, delle debolezze strutturali di un sistema di produzione, della distribuzione e del consumo di cibo, Raj Patel tratta nel suo libro Stuff and Starved. Si fanno i nomi delle corporazioni che ci suggeriscono cosa e come mangiare, di chi promuove un sistema fondato sul libero commercio che si è dimostrato iniquo. Sono le stesse persone che magnificano i vantaggi degli OGM come soluzione alla fame nel mondo. Voi vi fidate?
venerdì 6 giugno 2008
Diego Velazquez
Il 6 giugno sono capitate tante cose nella storia. George Orwell pubblicò 1984, la Soyuz 11 partì per lo spazio, il D-Day salvò il mondo. In uno di quegli anni persi nella storia nacque il 6 giugno a Siviglia Diego Rodriguez de Silva y Velazquez. Ohh, Sevilla era ricca e cosmopolita, una città di mercanti, il porto per l'America. E qesto blog si chiama bodegones...
come una friggitrice di uova su una tela che emerge dal buio e un ragazzino dall'aria seria; un vecchio acquaiolo, Cristo in casa di Marta e Maria.
Il taglio, la luce, lo scarto tra la precisione ottica del primissimo piano e la sfocatura delle figure allontanate nell'ombra; la verità sui volti del sublime pittore spagnolo, le rughe all'accenno di un sorriso, la realtà al di là dell'apparenza.
Musica: Suite spagnola per piano, Op. 47, B7 No.1: Granada, Isaac Albeniz
Nucleare: le inesattezze del prof. Maiani
Dal servizio del TG1 delle 20.30 di giovedì 5 giugno -
Il Prof. Luciano Maiani, presidente del CNR:"Di fatto nella storia del nucleare non ci sono da Chernobyl in poi, non ci sono stati casi di emissioni radioattive nell'ambiente. Questo vuol dire che già le centrali della terza generazione, quelle che sono in costruzione adesso, ma anche quelle della seconda hanno un potenziale di sicurezza che è del tutto assolutamente straordinario"
Sulle frastagliate coste norvegesi i pescatori sono preoccupati. I campioni di acqua analizzati sono contaminati dal tecnezio: le correnti marine trasportano il materiale radioattivo disperso nel mare dall'impianto di Sellafield, sulle coste inglesi della West Cumbria.
Tra il 1950 e il 2000 (duemila, 14 anni dopo Chernobyl) a Sellafield si sono contati 21 incidenti che hanno comportato dispersione nell'ambiente di sostanze radioattive.
Il West Cumbria dove si trovano gli impianti è una delle zone più povere di tutta l'Inghilterra, con un reddito ben al di sotto della media nazionale inglese. Uno studio del 2003 del Committee on Medical Aspects of Radiation in the Environment ha confermato un eccesso di casi di leucemia e linfoma non-Hodgkin's. Pensate che la gente lì abbia qualche speranza di un riscatto sociale? Io da Sellafield me ne scapperei a gambe levate nonostante gli impianti abbiano un potenziale di sicurezza straordinario, anche se sembra decisamente mal gestito.
Negli States? Anche qui il potenziale di sicurezza è straordinario: nel marzo di appena due anni fa (2006) 35 litri di soluzione di uranio arricchito fuoriscirono durante il trasferimento a un laboratorio dell'impianto. Reattore rimasto inattivo per 7 mesi. Il novembre dell'anno precedente si verificò un'altra fuoriuscita di una soluzione di uranio arricchito a Braidwood, Illinois, dove 3 contaminazioni sono state identificate tra il 1996 e il 2000.
Anche il Giappone ha un triste record. A Tokaimura nel 1999 si evitò il peggio grazie all'eroico sacrificio di due tecnici. Sempre a Tokaimura nel marzo del 1997 un incendio con fuga di plutonio contaminò 37 persone. E nell'agosto del 2004 fu un'altra esplosione a provocare un onda di vapore. Quattro vittime e sette feriti, a Mihama, questa volta.
Una lista di incidenti (anche dopo il 1986) si trova anche su wikipedia.
Infine l'incidente di Ascò, Spagna. E' il classico tentativo di insabbiamento: avvenuto nel novembre scorso, se ne è saputo solo ad aprile. Per inciso il gestore dell’impianto è l'Iberdrola-Endesa, controllata da Enel (prossimo costruttore delle nostre centrali) al 67%. Si spera che da noi l'Enel adotti una gestione più trasparente della sicurezza. I dettagli dell'incidente potete trovarli qui. Solo dopo che sono stati pubblicati, l’agenzia di sicurezza nucleare spagnola ha ammesso la reale entità dell'incidente e la diffusione di particelle radioattive a chilometri dalla centrale.
Il dubbio allora è che l'allarme scattato dopo l'incidente al reattore slonevno di Krsko fosse giustificato dalle più che fondate preoccupazioni sulla sicurezza dal potenziale non proprio straordinario.
giovedì 5 giugno 2008
Google Health
Si chiama marketing applicato alla medicina. Si chiama Google Health, il motore di ricerca specializzato in informazioni mediche ora ufficialmente disponibile.
Certo l'idea è accattivante: avere a disposizione online la propria cartella clinica, accedere con un click a tutta l'informazione medica per avere raccomandazioni sanitarie su misura. E del resto il farmaco su misura del paziente-consumatore è il nuovo mantra della lobby biotech dominante:
"Nel nuovo modello di medicina, si potrà determinare il profilo di predisposizione alla malattia di ciascun singolo soggetto ed in presenza di predisposizione per una o più malattie monitorare l’evoluzione e realizzare interventi preventivi appropriati (sugli stili di vita, mediante l’uso di marcatori surrogati, di vaccini etc); se nonostante queste misure preventive la malattia raggiunge la fase clinica, il medico potrà ricorrere ad accertamenti diagnostici per verificarne la presenza e la gravità e sulla base di questi potrà selezionare la terapia più appropriato per la specifica condizione, monitorando successivamente la risposta terapeutica, gli esiti, la compliance del paziente, etc."
E' il nuovo approccio per cui tutto, dall'angoscia all'obesità, ha origini genetiche: se esiste una suscettibilità genetica a sviluppare un certo tumore in un ambiente inquinato, non si cura l’ambiente ma si prescrive il giusto farmaco.
Niente di male quindi se Google fornisce un utile strumento di ricerca. Se non che Google si finanzia con la pubblicità. E allora se consiglia una terapia o un'assicurazione privata potrebbe farlo per garantire gli interessi degli inserzionisti più che dei pazienti-consumatori.
Recentemente su BusinessWeek ha riportato una stima secondo la quale il mercato pubblicitario del web-based health search ammonta a circa un billione di dollari. Ed un altro recente studio della York University ha rivelato che le case farmaceutiche americane:"spends almost twice as much on promotion as it does on research and development, contrary to the industry’s claim[...] the U.S. pharmaceutical industry spent 24.4% of the sales dollar on promotion, versus 13.4% for research and development, as a percentage of US domestic sales of US$235.4 billion."
Se BigPharma spende più in pubblicità che in ricerca, è chiaro che i sistemi basati sul Personal Health Records interessino molti. Naturalmente la personalizzazione della medicina è un indubbio passo avanti: da numero tra tanti che eravamo siamo diventati persone uniche e insostituibili. Ma ora il rischio diventa quello di rimanere soli in quanto caso unico di fronte ad un sistema nel quale ricerca farmaceutica, analisi dell'informazione e gestione economico-finanziara sono integrate in un unico blocco.
mercoledì 4 giugno 2008
Scuola: brain downloads
Cera una volta...tra 30 anni non ci sarà più, o sarà molto diversa. In un articolo sul Daily Telegraph, Chris Parry, a capo della Independent Schools Commission, pensa che per allora nessuno si siederà più a un tavolino per imparare. Apprendere significherà accedere in maniera diretta alla conoscenza. Come nel film Matrix, lo sforzo sarà abolito.
Sono affermazioni che forse non ci si aspetterebbe da chi ha il compito di indirizzare l'educazione scolastica di un paese, ma Parry riconosce che il suo modello si ispira alla science-fiction: il suo è un sogno fantasioso, anche se l'immaginazione di Verne, Clarke, si è abbondantemente tradotta in realtà.
Certo, un problema non da poco che Parry non ha considerato è come avverrà l'accesso alla conoscenza. Se il nostro cervello sarà come un hardware da riempire di contenuti, tra le nostre sinapsi potrebbero nascondere un sistema anti-copia DRM...che al momento buono salterebbe fuori per non dare licenza di parola, e i brutti voti non passeranno.
martedì 3 giugno 2008
Il nucleare non conviene
Era nell'aria e di nuovo è saltata prepotentemente fuori la questione nucleare
Tralasciamo il problema della gestione dei rifiuti, un problema non secondario che un paese che avesse un minimo di etica ambientale affronterebbe in maniera chiara prima di lanciarsi nell'avventura dell'atomo.
Qui sotto sono riassunti le principali evidenze di uno studio commissionato da Greenpeace ad un gruppo di ricercatori (economisti ed esperti del settore energetico) indipendenti. (versione integrale).
Aumento dei costi di costruzione
Il caso d'esempio è rappresentato dall'India, paese con un esperienza recente in materia, in cui i costi completi degli ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio.
Non è andato meglio negli US in cui una valutazione effettuata su 75 reattori ha stimato un aumento dei costi previsti del 323% (dagli iniziali 45 miliardi di $ ai finali 145 miliardi di $.
Aumento dei tempi di costruzione
Uno studio condotto dal Consiglio Mondiale dell’Energia (WEC) ha mostrato che in tutto il mondo i tempi di costruzione per i reattori nucleari sono aumentati dai 66 mesi a 116 mesi tra il 1995 e il 2000. Attualmente vi sono solo 22 reattori in costruzione nel mondo. Per 5 di essi la costruzione è cominciata oltre 20 anni fa. Ci sono poi 14 reattori dei quali la costruzione è stata cominciata ma è attualmente sospesa. Evidentemente gestire la costruzione di reattori sempre più complessi è più problematico di quanto si dica.
Un esempio è offerto dal reattore Olkiluoto-3 in Finlandia che in poco tempo è diventato il caso-scuola di tutto ciò che può andare storto in termini economici nella costruzione di nuovi reattori: i ritardi legati ad aspetti chiave della sicurezza, gli aumenti eccessivi dei costi, un pasticcio di sussidi di stato nascosti che stanno portando conseguenze sul piano legale. Nel dicembre del 2006, dopo soli 16 mesi di costruzioneil reattore era già indietro di 18 mesi. Pare che alla fin eil progetto andrà fuori budget di almeno 700 milioni di euro.
E' così che si pensa di risparmiare?
L'Enel si dichiara pronta a raccogliere la sfida della costruzione di centrali di nuova generazione. Quali? I reattori di generazione III? l’unico di questo tipo è l’ABWR, prodotto in Giappone. A fine del 2006, se ne contavano 4 in servizio e due in costruzione. Costi totali di costruzione ue unità sono state ben superiori a quelle previste Ulteriori problemi sono sorti con la scoperta di una crepa nelle pale delle turbine dei due impianti.
I reattori di generazione III+ ? ve ne è solo uno in costruzione.
I reattori di Generazione IV? per il momento sono progetti ancora sulla carta. Le complicazioni tecniche hanno ritardato la loro costruzione e molto probabilmente per almeno 20 anni non saranno pronti; i costi del ritrattamento del combustibile non sono del tutto chiari.
lunedì 2 giugno 2008
La leggenda del teschio di cristallo

Una città vale l'altra dietro infinite strisce di pioggia che si staccano da un cielo di piombo.
Poi si attraversa un parco di corsa, finché si trova rifugio sotto un colonnato, stile neoclassico, una porta aperta...
si entra, si entra, su una sobria targhetta... British Museum. E si rimane a guardare la pioggia cadere su una cupola di cristallo.
Cristallo di quarzo, un unico blocco. Artigianato sopraffino. Il collezionista francese Eugene Boban vendette il teschio a Tiffany, il gioielliere newyorkese che poi lo rivendette al British Museum; si pensava fosse un prodotto delle cività pre-colombiane. Il pubblico aveva voglia di vedere e lasciarsi fascinare, i musei erano ansiosi di esporre. Lo racconta un articolo del National Geographic. Si trattava di un traffico di falsi. E una didascalia rivela "Probably European, 19th century AD". Nella sala insieme a un moai e ai quattro cavalieri dell'Apocalisse, in mezzo alla confusione si rimane a fissare le due orbite di ghiaccio. Ma i bene informati giurerebbero. La sera, quando si fa buio e i guardiani se ne vanno, il teschio comincia a ballare all'interno della teca. Allora i lemuri si risvegliano dal segreto delle ombre. Fantasia...
Nella silenziosa e ancora un poco austera sala lettura con lapis e taccuino, a buon mercato, si può far finta di essere Karl Marx, quando viveva a Londra, nella miseria più assoluta. Capita di diventare rivoluzionari, quando si è poveri in canna.
domenica 1 giugno 2008
Stuffed and starved
Si dice che fu un'intossicazione da piombo la causa principale della decadenza dell'impero romano. In tubature di piombo scorreva l'acqua, in coppe di piombo si beveva, l'ossido di piombo si usava per addolcire e conservare il vino. Acquedotti, strade, idee di conquista cessarono di esistere.
Piombo, dal sanscrito "molto sporco".
Forse più del terrorismo sarà un'epidemia di obesità a mettere in ginocchio l'impero a stelle e strisce. Diabete e malattie cardiovascolari saranno nei prossimi anni i most wanted killer. Grasso, dal latino crassus: oleoso, sporco.
In un recente editoriale sul New York Times sulla crisi alimentare si diceva che:"L’aumento dei prezzi alimentari è in parte dovuto a forze incontrollabili come l’aumento dei costi energetici e la crescita della classe media in Cina e in India. Tutto ciò ha portato ad un incremento della domanda di proteine animali, che richiede grandi quantità di cereali. E tuttavia i paesi ricchi aggravano questa situazione finanziando la produzione di biocarburanti." OGM è la parola che si sussurra per risolvere l'emergenza alimentare.
Nel suo libro Stuffed and starved, "Obesi e affamati", Raj Patel, scrittore-attivista, racconta un'altra storia, e descrive i problemi della distribuzione e di un mercato agricolo in mano a poche corporations che dettando l'agenda del libero mercato sono la causa di epidemie di suicidi tra i contadini. E ci impongono senza che ce ne accorgiamo un'idea di cibo. Siamo abituati a riternerci liberi nelle nostre scelte, liberi individui che nuotano in un oceano di possibilità. Eppure il ritmo del nostro stile di vita, l'architettura delle nostre città, tutto, funzionale all'imperativo della produzione, ci spinge a spuntini veloci, a trangugiare in fretta. Dimenticando che l'ambiente ci influenza pesantemente, ci siamo convinti che il cibo che ci viene offerto sia fatto per noi, per le nostre esigenze, mentre la dura verità è che il sistema del mercato alimentare ci rende adatti al cibo che offre.
Gli strati più poveri della popolazione nei paesi del Terzo Mondo sono affamati mentre nei paesi più ricchi sono obesi o sovrappeso. Bariatria è la branca della medicina che cura e tratta l'obesità. Affari in vista per le industrie farmaceutiche.



